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Neuropsichiatria infantile a Verbania, Regione e Comune al lavoro per salvare il servizio

Dopo l’annuncio dello stop alla Sacra Famiglia dal 1° ottobre, Riboldi e Albertella hanno incontrato le famiglie: priorità alla continuità terapeutica con gli attuali professionisti. La petizione ha superato le 16mila firme

Neuropsichiatria infantile a Verbania, Regione e Comune al lavoro per salvare il servizio

Si è svolto il 21 agosto 2026 a Verbania, su iniziativa di Giandomenico Albertella, sindaco della Città e presidente della Provincia del Verbano Cusio Ossola, l’incontro con l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi e le famiglie dei bambini che usufruiscono del servizio di Neuropsichiatria Infantile.

I fatti

Come raccontato nelle scorse settimane la Fondazione Sacra Famiglia ha annunciato che dal 1° ottobre 2026 cesseranno le attività ambulatoriali e domiciliari della sede: fisioterapia e riabilitazione per adulti, oltre a logopedia e Neuropsichiatria infantile per i minori. La motivazione è economica: tariffe e budget pubblici sarebbero fermi da anni e, secondo Sacra Famiglia, per rendere sostenibile il servizio servirebbero risorse tre o quattro volte superiori a quelle attuali.

La decisione ha provocato una forte mobilitazione delle famiglie, preoccupate soprattutto per l’interruzione dei percorsi terapeutici e per il possibile cambio delle équipe che seguono i bambini

L’incontro con l’assessore regionale

Dal confronto di venerdì 21 è emersa una posizione condivisa: l’obiettivo di tutti è salvaguardare il servizio e garantire la continuità assistenziale ai bambini e alle loro famiglie.

Le famiglie hanno rivolto una richiesta precisa: il servizio continui ad essere erogato salvaguardando la continuità con gli attuali professionisti, che conoscono già i bambini, le loro esigenze e i percorsi terapeutici intrapresi.

«È una richiesta assolutamente comprensibile – dichiarano Albertella e Riboldi –. Quando si parla di bambini e di percorsi riabilitativi, la continuità non è un dettaglio, ma un elemento fondamentale. Per questo lavoreremo insieme per individuare una soluzione che garantisca il servizio a Verbania, salvaguardando il più possibile anche la continuità con i professionisti che oggi seguono i bambini».

Soddisfazione ed esito positivo dell’incontro sono stati espressi anche dalla rappresentanza dei genitori e promotrice della petizione popolare (che ha superato le 16.000 firme), Nicoleta Stoian:

«Ringraziamo sinceramente l’Assessore Riboldi e il Sindaco Albertella per l’ascolto attento e per la sensibilità dimostrata verso le storie dei nostri figli. Sentire dalle istituzioni che la continuità terapeutica con i nostri operatori è considerata una priorità e non un dettaglio burocratico ci dà nuova speranza. I nostri bambini hanno bisogno di stabilità per non perdere i traguardi raggiunti con immensa fatica. Continueremo a collaborare con fiducia e con spirito costruttivo al fianco delle istituzioni, mantenendo viva l’attenzione della cittadinanza finché non si giungerà alla formalizzazione della soluzione definitiva».

Regione e Comune continueranno a lavorare insieme, coinvolgendo i soggetti interessati, per arrivare a una soluzione concreta e sostenibile, nel rispetto delle competenze e delle procedure previste. La priorità condivisa è garantire il servizio sul territorio e non interrompere i percorsi dei bambini, mettendo al centro le loro esigenze e quelle delle loro famiglie.