Nelle scorse settimane un giovane di Oleggio Castello, Filippo Padovan, si è imbattuto lungo un sentiero del Parco dei Lagoni di Mercurago in uno lungo spezzone di granata appoggiato su una pietra e, poco distante, in un ordigno intero inesplosodello stesso tipo. Rapidamente è stato indirizzato al Gruppo Archeologico Storico di Arona (GASMA) per capire di cosa si trattasse. Subito ha raccolto il consiglio di farne segnalazione ai locali Carabinieri che ha poi accompagnato sul posto. A loro volta, recintata l’area pericolosa, i militari hanno fatto intervenire nei giorni successivi gli artificieri di Crescentino.
L’intervento
Questi ultimi, cinque uomini, accompagnati da due Carabinieri, da due guardiaparco e un vigile urbano aronese, giovedì 19 hanno raggiunto il luogo dove ancora giaceva il proiettile e hanno provveduto a bloccare i sentieri prima di farlo brillare. A distanza erano presenti anche il giovane ritrovatore e il presidente del Gruppo Archeologico.
L’ordigno, (nella foto) era un proiettile d’artiglieria da 75 mm sparato ma non esploso, come gli artificieri asserivano per via della coroncina usurata, verosimilmente nel corso di esercitazioni di tiri d’artiglieria. Poiché in passato, ancora negli anni ‘960, erano state trovate nei boschi del futuro parco e perfino affondate nel lagone principale armi e bombe a mano, si poteva ipotizzare un analogo ‘smaltimento’. Ma la pericolosità di un trasporto e in questo caso la vicinanza con un secondo frammento esplosodovrebbero testimoniare la presenza di un’area di bersaglio.
Indagini del GASMA presso residenti dei comuni del parco hanno dapprima verificato che non è rimasta memoria di manovre di artiglieria, ma si è poi appurato che in prossimità della Prima Guerra Mondiale in zona Lagoni si tennero almeno treesercitazioni di tiri d’artiglieria nelle estati del 1914 e 1915. In quegli anni il 6° reggimento di artiglieria di stanza a Vigevano e poi il 9° reggimento, per tre volte con 5 – 600 soldati effettuarono esercitazioni nell’area dopo essersi acquartierati ad Arona per diverse settimane. Ne ha trovato testimonianza nell’Archivio Storico di Arona Giovanni Di Bella, socio del GASMA, che l’ha riportata in quattro interessanti pagine (33, 34; 46, 47) del suo libro Arona e la grande guerra, Arona 2015. L’ultima postazione d’artiglieria da campagna (obici) era collocata in contrada Torbera del comune di Dormelletto e bombardava in varie direzioni. Le esercitazioni coinvolgevano infatti i territori di Arona, Dormelletto, Mercurago, Comignago, Invorio e Gattico. In effetti qualche decennio fa un altro spezzone d’artiglieria si rinvenne pure nei boschi di Gattico.
L’episodio deve dunque segnalare che almeno nell’ambito del parco dei Lagoni, intensamente frequentato dai militari nello scorso secolo, per sicurezza conviene non avventurarsi fuori dai sentieri, come del resto è vietato dal regolamento del parco stesso per ragioni ambientalistiche.
