Il Consiglio regionale ha dato il via libera alla realizzazione del nuovo ospedale del Verbano-Cusio-Ossola nel comune di Piedimulera. Con 40 sì e 2 non partecipanti al voto, l’Aula ha approvato la proposta di deliberazione per la riqualificazione della rete ospedaliera del Vco, che prevede la concentrazione e il potenziamento delle funzioni sanitarie attualmente distribuite tra i presìdi esistenti.
Il nuovo ospedale del Vco
“Oggi compiamo una scelta attesa da anni per la sanità del Vco: abbiamo deciso che questa provincia non dovesse restare indietro, ma essere pienamente allineata alle altre del Piemonte – ha spiegato l’assessore alla Sanità Federico Riboldi – abbiamo chiesto ai sindaci del territorio di indicarci le aree possibili e la maggioranza ci ha fornito sei siti. Gli approfondimenti tecnici di un’apposita commissione hanno quindi confermato Piedimulera come sede più idonea per il nuovo ospedale unico. Sarà una struttura moderna, baricentrica e logisticamente comoda da raggiungere, capace di portare l’edilizia sanitaria del Vco allo stesso livello delle altre province. Insieme all’investimento infrastrutturale introduciamo politiche concrete di trattenimento del personale sanitario, per rafforzare in modo stabile la sanità pubblica sul territorio”.
La scelta di Piedimulera è, infatti, anche il risultato di un percorso istruttorio che si è basato su un’analisi comparativa indipendente condotta dal Politecnico di Torino. Lo studio ha valutato diverse possibili alternative, analizzandone la compatibilità urbanistica, la sicurezza idrogeologica e geomorfologica, la disponibilità di superfici edificabili, l’accessibilità viaria, la posizione baricentrica rispetto al bacino di utenza e la sostenibilità infrastrutturale complessiva.
L’ospedale sorgerà a circa 300 metri dall’uscita della tangenziale di Piedimulera, su un’area di 280 mila metri quadrati, di cui circa 42 mila saranno quelli da edificare. Sarà sede di DEA di primo livello, con una dotazione di circa 300 posti letto, servizi diagnostici avanzati, un blocco operatorio in grado di supportare interventi chirurgici complessi e mini-invasivi grazie all’introduzione di tecnologie robotiche e un’area dedicata all’elisoccorso.
L’investimento complessivo stimato in questa fase è di 200 milioni di euro, la cui copertura è garantita dal contributo ex art. 20 di fondi statali e regionali già stanziati. Ulteriori risorse potranno essere reperite mediante accordi con Inail o forme di partenariato pubblico-privato.
I tempi di realizzazione stimati prevedono una fase di progettazione di circa 12-18 mesi, una fase di gara di 6–8 mesi, una durata dei lavori di circa 60 mesi e l’entrata in funzione della struttura entro 5–7 anni.
Durante la discussione è intervenuto Domenico Rossi (Pd) che ha sottolineato come “nella scorsa legislatura sia stata compiuta una scelta sbagliata che ha rubato anni preziosi alla sanità del Vco. Oggi si torna indietro, recuperando un’impostazione che era già chiara. L’idea dell’ospedale unico esisteva, poteva non convincere la localizzazione, ma si poteva correggere il sito senza rifare tutto il percorso. Le condizioni normative e i fabbisogni di salute sono gli stessi del 2019, ma nel frattempo sono cambiati gli indirizzi politici della maggioranza. Prendiamo atto della scelta, ma le nostre riserve sulle scelte passate non vengono meno. Inoltre, serve un vero potenziamento della sanità territoriale, perché non basta una riorganizzazione ospedaliera per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini”.
“Finalmente un passo decisivo, atteso da anni, verso una sanità territoriale moderna ed efficiente, più vicina alle esigenze della popolazione – ha spiegato Carlo Riva Vercellotti (Fdi) – dopo anni di discussioni sterili che hanno congelato la situazione, oggi abbiamo un progetto concreto, una sede definita e la volontà politica di procedere spediti, come richiesto dalla conferenza dei sindaci. È finita l’epoca dei tagli alla sanità ed è iniziata una nuova stagione, dedicata agli investimenti e al piano di nuove strutture sanitarie. Un plauso all’assessore Riboldi per le modalità con cui ha gestito la questione e per aver portato a compimento un iter che era rimasto impantanato troppo a lungo”.
“Dopo che il Ministero ha bocciato l’ipotesi di riqualificare i due ospedali di Verbania e Domodossola, su cui il centrodestra si è incaponito per anni, oggi finalmente è arrivato il cambio di passo: si procede verso l’ospedale unico – ha dichiarato Sarah Disabato (M5s) – peccato che, a causa delle scelte campanilistiche degli scorsi anni, si sia perso questo tempo. Avremmo preferito una localizzazione baricentrica e così non è stato, ma il Movimento 5 Stelle è sempre stato convinto della bontà dell’ospedale unico. Chiediamo, però, che venga realizzato con fondi pubblici, senza il ricorso al partenariato pubblico privato”.
Per Luigi Icardi e Fabrizio Ricca (Lega) “il Vco aspetta l’ospedale unico da trent’anni e in tutto questo tempo i campanilismi, come ha ricordato l’assessore Riboldi, hanno pesato molto su questa vicenda. Quando nella passata Giunta abbiamo proposto l’ospedale unico, i sindaci dissero di no e sapevamo bene che contro i sindaci un’opera così non si può realizzare. Da allora però il clima è cambiato e la conflittualità si è attenuata. La nuova consapevolezza del territorio, che ha rimesso alla Regione la scelta tra sei siti, è stato un passo avanti decisivo. Il punto per noi è solo uno: garantire sanità efficiente per tutelare i cittadini e sostenibiità del sistema”.
“Il nuovo sito di Piedimulera rappresenta un’evoluzione necessaria per la sanità del Verbano Cusio Ossola – ha spiegato Annalisa Beccaria (Fi) – segna una scelta che guarda al futuro e richiede coraggio decisionale e capacità di superare le divisioni per costruire una visione comune. È un atto di equità verso tutti i cittadini, indipendentemente dal luogo in cui vivono. La concentrazione delle attività in una struttura moderna consentirà di rispettare standard clinici più elevati e di attrarre medici qualificati. Il nuovo ospedale sarà pensato intorno alla persona, con servizi più efficienti, ambienti adeguati e un’organizzazione realmente orientata alla qualità dell’assistenza”.
Per Vittoria Nallo (Sue) “è importante essere arrivati a un atto il più possibile unitario e non divisivo, dopo un confronto intenso che ha coinvolto istituzioni, territori e professionisti. È positivo che lo studio completo sia stato messo a disposizione e che si sia scelto di entrare in questa fase dando garanzie ai territori in un passaggio così delicato. Oggi è il giorno della responsabilità per un provvedimento che abbiamo chiesto e sollecitato anche attraverso momenti di audizione e confronto. Questo è un primo passo concreto verso un’infrastruttura attesa, che dovrà accompagnarsi alla tutela dei presìdi esistenti fino alla piena entrata in funzione del nuovo ospedale e a un’attenzione reale alla qualità del lavoro dei professionisti sanitari”.
L’Aula ha approvato quattro emendamenti a firma Rossi, Disabato e Nallo, più due emendamenti proposti dalla Giunta.
Approvato anche un ordine del giorno collegato, presentato da Nallo con diversi impegni per la Giunta.