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Rossi: “Azzardomafie in Piemonte. Numeri preoccupanti: si riapra la discussone per una nuova legge regionale sul GAP”

La posizione del consigliere regionale novarese

Rossi: “Azzardomafie in Piemonte. Numeri preoccupanti: si riapra la discussone per una nuova legge regionale sul GAP”

“Il quadro che emerge dal nuovo rapporto Azzardomafie è fortemente negativo per l’Italia e, in particolare, per il Piemonte. Ci sono elementi di criticità sia per quanto riguarda il tema della legalità, ma anche per la salute dei cittadini”. È il commento di Domenico Rossi, presidente della Commissione Legalità e segretario regionale del Partito Democratico, a margine dell’audizione dell’associazione Libera Piemonte in commissione. “Ancora una volta – aggiunge – dobbiamo dire grazie a Libera per aver acceso un faro su un tema importante per la salute dei cittadini.

Azzardomafie in Piemonte

Secondo il rapporto nella nostra regione si giocano 9 miliardi e mezzo di euro l’anno con una distribuzione che favorisce il gioco online rispetto a quello fisico (5,25 miliardi contro 4,25) rendendo più difficile il controllo e più alto il rischio di dipendenza. “Un quadro a cui dobbiamo aggiungere che, secondo quanto riportato nel rapporto, la nostra regione, con 9 unità, è la prima del Nord per numero di clan attivi nel settore” aggiunge il presidente della Commissione legalità. “In altre parole – prosegue Rossi – il Piemonte è una regione ad alta esposizione e a bassa protezione e questo si traduce in più giocatori patologici, più famiglie in difficoltà, un’esplosione del gioco online oltre a una criminalità che trova anche nel gioco legale un canale comodo e redditizio”.

Una situazione critica che la legge regionale in vigore non contribuisce a migliorare. Nella classifica di Libera il Piemonte è finito nelle ultime posizioni con soli 4 indicatori verdi su 8, contro gli 8 della Toscana o del Friuli Venezia Giulia. “Questo rapporto conferma quello che abbiamo denunciato per anni: lo smantellamento della legge regionale del 2016, voluto dalla maggioranza di centro-destra è stato un errore drammatico, così come lo è stato bocciare la proposta di legge popolare sul tema” sottolinea Rossi. “Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un abbassamento delle tutele e un allentamento dei controlli a cui non sono seguiti adeguati investimenti su prevenzione e servizi a sostegno dei cittadini e di chi finisce vittima della piaga della dipendenza da gioco o del sovraindebitamento. Possiamo fare meglio ispirandoci alle altre regioni, anche di centro-destra, o tornando a quanto previsto dalla legge precedente” afferma il consigliere Dem.

“Il Piemonte aveva una norma avanzata, frutto del lavoro con associazioni, Sindaci, scuole e realtà sociali. Aveva generato risultati positivi, ridotto le slot in luoghi sensibili, limitato l’accesso dei più vulnerabili. La maggioranza di centro-destra ha scelto di smontarla in nome di una liberalizzazione che ha prodotto esiti negativi” spiega Rossi.

“Per questo motivo – conclude il presidente della commissione legalità – è fondamentale non abbassare la guardia su un tema che colpisce la nostra economia e conseguenze sociali devastanti soprattutto per le fasce più deboli. Serve un approfondimento in commissione sanità sugli aspetti legati alle dipendenze, ma, soprattutto, va riaperta la discussione sulla legge regionale, prendendo atto che la contro-riforma voluta dalla destra non ha funzionato. Ripartiamo dalla proposta di legge costruita da comuni ed enti del terzo settore. Contiene tutti gli elementi necessari per costruire una norma moderna ed efficace. La ripresenteremo nei prossimi giorni per porre il tema tra le priorità dei prossimi mesi. Rimettiamo al centro salute dei cittadini e legalità”.