Il caso

Radici Chimica, i sindacati non si fidano del piano di rilancio: «Poche certezze»

Nell’incontro in Confindustria a Novara, Lone Star ha prospettato il riassorbimento di 48 lavoratori entro fine anno e la riconversione di parte dello stabilimento in data center e logistica

Radici Chimica, i sindacati non si fidano del piano di rilancio: «Poche certezze»

Crisi “Radici Chimica”: nessuna buona notizia dall’incontro che si è svolto lunedì 12 ottobre 2026 nella sede di Confindustria a Novara, tra organizzazioni sindacali e azienda.

Radici Chimica, i sindacati non si fidano del piano di rilancio

Come già avevano anticipato durante l’audizione in commissione consiliare in Comune, i sindacati continuano a mantenere forti riserve sul piano industriale presentato dal fondo americano Lone Star, giudicato ancora troppo poco concreto e di difficile realizzazione.

Tra i punti salienti, la prospettiva di rilancio dello stabilimento novarese: a quanto comunicato, l’azienda punterebbe ad assorbire, entro la fine dell’anno, 48 degli oltre 100 lavoratori interessati dalla crisi, attraverso la riorganizzazione produttiva e la parziale riconversione delle strutture dimesse. Riconversione che sarebbe indirizzata verso attività di data center e logistica.

Sul fronte produttivo, invece, si parla di un incremento di vendite dei polimeri, incrementando i prezzi di vendita e diminuendo al contempo i costi di produzione.

Ma, come detto, le ipotesi non convincono affatto i sindacati, nè sul fronte della effettiva realizzabilità, nè delle tempistiche. A peggiorare le cose, la mancata presentazione di alcuna documentazione scritta a sostegno di quanto illustrato verbalmente dalla dirigenza aziendale.

La buona notizia è che le porte della trattativa non si sono del tutto chiuse: il confronto è proseguito nella giornata di venerdì 16 ottobre, sempre nella sede di Cnvv in corso Cavallotti.

Lunedì 19 è previsto invece un altro appuntamento al ministero con l’azienda e i sindacati.