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“Questo, è uno scrigno d’amore”: alle porte l’inaugurazione del museo Fanny Usellini ad Arona

Sabato 26 l'apertura

“Questo, è uno scrigno d’amore”: alle porte l’inaugurazione del museo Fanny Usellini ad Arona

E’ ormai alle porte l’inaugurazione del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea “Fanny Usellini” all’ex Macello di Arona. Sabato 26 settembre è infatti prevista l’apertura delle porte al pubblico e in una conferenza stampa il sindaco Alberto Gusmeroli e il curatore, nonché marito di Fanny, Luigi Sansone hanno anticipato i dettagli circa il nuovo polo culturale e di inclusione sociale di via Trieste.

Il museo

“Restituiamo alla città un’area di circa 1.770 metri quadrati (tra edifici e cortile esterno), trasformandola in un polo destinato ad accogliere la collezione permanente, esposizioni temporanee e attività capaci di coniugare arte, partecipazione e inclusione” ha spiegato il primo cittadino.
La realizzazione del nuovo Museo ha richiesto un investimento complessivo di 2.191.000 euro, frutto di un’importante attività di programmazione e della capacità del Comune di Arona di reperire e valorizzare risorse provenienti da diversi canali istituzionali: 900mila euro finanziati da Fondazione Cariplo; 560mila euro finanziati dalla Regione Piemonte; 731mila euro a carico del Comune di Arona. All’interno dell’investimento complessivo sono inoltre previsti 110.000 euro destinati agli arredi interni; gli arredi del “Bar-Ristoro” per 60.000 euro grazie a Enel Cuore Ente Filantropico.

Fondazione Cariplo e Regione Piemonte hanno quindi garantito complessivamente 1.460.000 euro di finanziamenti, pari a circa due terzi dell’intero investimento. Il progetto, come evidenziato dall’Amministrazione comunale, è stato portato avanti senza ricorrere a nuovo indebitamento da parte del Comune di Arona.
Lo scorso 13 luglio, presso lo Studio Notarile De Marchi di Milano, il Sindaco Alberto Gusmeroli, in rappresentanza della Città ha ricevuto ufficialmente dalla famiglia Sansone-Usellini la donazione di 556 opere tra dipinti e sculture, per un valore complessivo superiore a un milione di euro.
Le opere entreranno a far parte della collezione permanente del nuovo Museo, offrendo alla città un patrimonio di arte moderna e contemporanea di particolare rilevanza.

Il Museo porta il nome di Fanny Usellini Sansone, figlia del pittore Gianfilippo Usellini, artista profondamente legato ad Arona, dove morì nel 1971, e moglie dello storico e critico d’arte Professore Luigi Sansone. Proprio dalla volontà di Fanny di custodire e valorizzare l’eredità artistica del padre e dalla successiva disponibilità della famiglia ha preso forma un percorso che oggi consegna alla comunità aronese un patrimonio destinato a essere conservato, studiato, valorizzato e reso accessibile al pubblico.
La collezione comprende opere di artisti italiani, francesi e americani, con una significativa presenza di autori riconducibili al Futurismo degli anni Venti e Trenta, accanto ad altre importanti esperienze dell’arte moderna e contemporanea.
Ma il Museo Fanny Usellini nasce con una caratteristica che ne definisce profondamente l’identità: non sarà soltanto un luogo espositivo.

Il progetto è stato concepito fin dall’origine come Polo di Inclusione Sociale, nel quale cultura e welfare si incontrano concretamente. Persone con disabilità o in condizioni di fragilità saranno coinvolte in percorsi formativi, relazionali e occupazionali, anche nelle attività connesse alla reception, alla biglietteria e alla caffetteria del Museo.
Un modello che punta a trasformare la cultura in uno strumento di autonomia, integrazione e partecipazione e che prosegue il percorso già intrapreso dalla Città di Arona attraverso i propri servizi e progetti dedicati all’inclusione.
Fondamentale, sotto questo profilo, è il partenariato con la Cooperativa Sociale Il Ponte, presieduta da Mauro Fanchini , che grazie a Enel Cuore Ente Filantropico, ha potuto sostenere l’intero costo degli arredi del “Bar-Ristoro” per 60.000 euro. Al progetto partecipano inoltre diverse realtà del territorio e del sociale, tra le quali “Fondazione Mike”, creando una rete chiamata a fare del nuovo Museo un luogo vivo e aperto alla comunità.

«Il Museo Fanny Usellini rappresenta uno dei progetti più importanti realizzati dalla nostra Amministrazione: non soltanto perché recuperiamo e restituiamo alla città un luogo che appartiene alla sua storia, ma perché lo trasformiamo in uno spazio capace di produrre cultura, inclusione e nuove opportunità – ha detto Gusmeroli – È un patrimonio che entra nella disponibilità della nostra comunità e che Arona avrà il compito e l’onore di custodire e valorizzare. Il 26 settembre non inaugureremo semplicemente un museo: restituiremo alla città un luogo che unisce bellezza, cultura, solidarietà e futuro».

«La vera forza di questo progetto sta nella capacità di mettere la persona al centro e di fare dell’arte uno strumento concreto di inclusione – sottolinea la Vicesindaco Marina Grassani –. Il Museo nasce come un luogo aperto, nel quale persone con disabilità o in condizioni di fragilità potranno trovare occasioni di relazione, formazione, crescita e partecipazione attiva. Non abbiamo voluto affiancare semplicemente un progetto sociale a uno culturale: abbiamo scelto di integrarli, facendo in modo che fossero parte della stessa identità. È questa, a mio avviso, la sfida più bella del Museo Fanny Usellini: dimostrare che cultura e politiche sociali possono incontrarsi e generare opportunità reali, autonomia e senso di appartenenza alla comunità».

Sansone ha aggiunto: “Le opere non sono mie, sono di tutti e tutti le devono vedere. Nel 2018 mia moglie è mancata e io ho pensato che dovevo fare qualcosa per ricordarla. Questo è solo un inizio di museo che è uno scrigno d’amore: crescerà e magari diventerà il più grande polo museale del Lago Maggiore”.