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Il CSCI di Novara in Giappone: tecnologia, educazione e nuove reti internazionali

Il viaggio si è concluso a Tokyo con la partecipazione alla NexTech Week

Il CSCI di Novara in Giappone: tecnologia, educazione e nuove reti internazionali

Oltre a “JoyfulAgain”, presentato il 1° luglio, Il Consorzio Scuola Comunità Impresa è impegnato in diversi progetti europei che spaziano dalle esperienze all’estero per studenti e docenti all’educazione ambientale, dalla formazione per le PMI sull’Intelligenza Artificiale ai nuovi strumenti per l’assistenza alle persone fragili e molto altro.

Csci a Novara

Nelle scorse settimane il presidente di Consorzio Scuola Comunità Impresa di Novara Carlo Valentini, il direttore Barbara Tosi e il responsabile amministrativo Alessandro Varallo hanno preso parte a una missione formativa in Giappone, nell’ambito del programma europeo Erasmus+ dedicato alla mobilità internazionale degli operatori della formazione.
Un viaggio con un obiettivo preciso: osservare da vicino il sistema educativo e formativo giapponese e gettare le basi per future collaborazioni, progetti transnazionali e mobilità studentesca.

Perché il Giappone

“Abbiamo scelto il Giappone perché si tratta di un Paese che può offrire un diverso punto di vista sull’utilizzo delle nuove tecnologie — robotica, meccatronica, informatica, intelligenza artificiale e realtà virtuale — nell’educazione, nella formazione universitaria e professionale e in azienda, temi di cui il CSCI si occupa con diversi progetti sul territorio” spiega il direttore Tosi. Un confronto che, come si vedrà, ha riservato più di una sorpresa.

Le tappe del viaggio

La prima destinazione è stata Osaka, con la visita all’Osaka Knowledge Capital: un hub che funge insieme da incubatore di start-up innovative, centro di formazione avanzata e polo di ricerca applicata.
A Hiroshima il gruppo ha conosciuto l’università Akei, realtà accademica la cui missione è sviluppare un nuovo modello di apprendimento nell’era dell’ICT e dell’intelligenza artificiale. L’approccio integra discipline umanistiche e scientifiche per affrontare problemi sociali concreti, in linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Il metodo didattico è il PBL — project-based learning — pensato per allenare il pensiero critico e la capacità di problem solving. Significativa anche la componente internazionale: il 20% degli studenti è straniero, scelta deliberata per favorire lo scambio culturale e allargare la prospettiva degli studenti giapponesi.

Tappa successiva, Kyoto e la University of Foreign Studies, dove i dirigenti del CSCI hanno incontrato il professor Eric Hawkinson, curatore del Future Hub dell’Immersive Laboratory dell’ateneo. L’incontro con Hawkinson si è rivelato particolarmente ricco: il confronto con il presidente Valentini — anch’egli docente di ingegneria meccanica
specializzato in automazione e robotica — ha generato una discussione approfondita sull’integrazione della tecnologia nell’educazione e su come colmare il divario tra metodi di insegnamento tradizionali e le nuove generazioni cresciute in un mondo digitale.
Il viaggio si è concluso a Tokyo con la partecipazione alla NexTech Week, evento internazionale dedicato alle tecnologie emergenti e all’innovazione.