Proseguono a Novara gli interventi di contenimento della popolazione di ibis sacro nelle aree verdi cittadine, mentre non si placano le polemiche da parte delle associazioni animaliste e ambientaliste, che continuano a contestare le operazioni in corso al Parco dei Bambini dopo quelle già effettuate all’Allea.
Ibis a Novara, le proteste proseguono
Sul fronte delle contestazioni resta alta la tensione. Le associazioni animaliste continuano a denunciare sui social le modalità degli interventi, definendole cruente e annunciando iniziative legali, mentre la Provincia ribadisce che le operazioni vengono svolte da personale specializzato nel rispetto dei piani autorizzati.
La Provincia chiarisce: “Tutto nel rispetto della legge”
Nel frattempo, la Provincia di Novara ha diffuso un comunicato con cui ricostruisce il quadro normativo e le competenze degli enti coinvolti, ribadendo che gli interventi «non sono decisioni arbitrarie», ma vengono eseguiti nel rispetto della normativa europea e nazionale.
Un concetto espresso anche alcuni giorni fa in una diretta social del sindaco Alessandro Canelli e del consigliere provinciale delegato Giuseppe Maio.
L’ente ricorda che l’ibis sacro è una specie alloctona invasiva, inserita nell’elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale e disciplinata dal Regolamento europeo 1143/2014, recepito in Italia dal decreto legislativo 230 del 2017. Per questa specie è inoltre in vigore un Piano nazionale di gestione approvato dal Ministero dell’Ambiente, che definisce criteri e modalità di contenimento.
Secondo la Provincia, il territorio novarese, caratterizzato da risaie e zone umide, offre condizioni particolarmente favorevoli alla diffusione dell’ibis sacro. La gestione della specie, precisa Palazzo Natta, non è stata affrontata in modo estemporaneo, ma attraverso un percorso programmato che ha previsto, dove possibile, anche azioni preventive e di dissuasione prima di ricorrere agli interventi previsti dai piani autorizzati.
Nel comunicato viene inoltre chiarita la distinzione delle competenze: gli interventi sugli alberi e sulla loro sicurezza spettano ai Comuni, mentre le attività riguardanti gli animali sono svolte dalla Polizia provinciale nell’ambito delle procedure previste.
La Provincia sottolinea anche che le numerose colonie presenti in città hanno determinato problemi di degrado nelle aree pubbliche, con accumuli di guano su panchine e spazi frequentati da cittadini, famiglie e bambini. Una situazione che, evidenzia l’ente, è stata rilevata anche dall’Asl Novara, che ha indicato la necessità di interventi di pulizia e di contenimento della popolazione degli animali.
«Non si tratta di rappresentare una situazione emergenziale, ma di prendere atto di una criticità concreta – dichiara il presidente della Provincia Marco Caccia –. Gli interventi seguono l’applicazione di norme europee e nazionali, valutazioni tecniche e il rispetto delle competenze dei singoli enti. L’obiettivo è tutelare biodiversità, sicurezza e fruibilità degli spazi pubblici».