Il caso

Ibis sacri a Novara, nuove proteste dopo l’intervento alla colonia

Polemica dopo le operazioni della Polizia provinciale nell’area dell’Allea. Ambientalisti e residenti contestano tempi e modalità dell’intervento.

Ibis sacri a Novara, nuove proteste dopo l’intervento alla colonia

Nuova polemica sugli ibis sacri a Novara. A scatenare le proteste di alcuni cittadini e delle associazioni ambientaliste è stato l’intervento effettuato la mattina di mercoledì 17 giugno dalla Polizia provinciale, supportata da una ditta specializzata nella manutenzione del verde.

Nella foto un nutrito gruppo di Ibis ammassati sui rami tagliati

Ibis, nuove proteste dopo l’intervento alla colonia

L’operazione ha comportato la rimozione di nidi abbandonati, lo spostamento di alcuni pulli e il taglio di rami degli alberi che ospitano la colonia. Numerose le segnalazioni e le immagini condivise sui social.

Tra le voci più critiche c’è quella di una residente della zona che, in una lettera inviata al nostro giornale, ha espresso «sdegno e disgusto» per la gestione della vicenda, contestando in particolare la scelta di intervenire in un periodo in cui erano presenti i pulli, considerato il momento di maggiore vulnerabilità della specie.

Di diverso avviso il consigliere delegato della Provincia, Giuseppe Maio, che parla di «un intervento incruento in applicazione delle leggi a tutela della biodiversità».

Nel frattempo continua il dibattito tra chi condanna l’operazione e chi, invece, segnala da tempo problemi igienici e difficoltà di convivenza con la colonia. Negli ultimi giorni, inoltre, sono aumentati i ritrovamenti di carcasse di ibis nell’area dell’Allea.

L’assessore comunale all’Ambiente, Elisabetta Franzoni, precisa che il Comune non ha effettuato alcun abbattimento. «In città non è consentito e, in ogni caso, la competenza sul Piano di contenimento è della Provincia. Abbiamo sempre chiesto che non venissero utilizzati metodi cruenti».

Per chiarire le cause della moria, l’Amministrazione ha chiesto all’Asl di eseguire esami necroscopici sulle carcasse recuperate. Le ipotesi al vaglio sono diverse: dall’avvelenamento alla caduta dal nido di giovani esemplari non ancora in grado di volare, fino a eventuali patologie. Lo scorso anno gli accertamenti avevano rilevato un solo caso di avvelenamento causato da un’esca tossica.

Franzoni aggiunge che ogni mattina l’Enpa provvede alla rimozione delle carcasse, mentre ad Assa è stato chiesto di intensificare le operazioni di pulizia nell’area interessata.

«Il Comune deve rispondere sia agli ambientalisti sia ai cittadini che lamentano i disagi legati alla presenza degli ibis», conclude l’assessore. «Da una parte c’è la tutela degli animali, dall’altra il diritto dei novaresi di vivere e frequentare gli spazi pubblici. Inoltre, una relazione dell’Ufficio verde comunale evidenzia gravi danni alle chiome degli alberi sui quali la colonia si è insediata».