È l’intera filiera del riso italiano a soffrire, stretta tra il continuo calo dei prezzi, l’aumento delle importazioni da paesi extra UE e le regole inserite negli accordi commerciali internazionali che necessitano di modifiche e aggiornamenti.
Confagricoltura
Per sottolineare quanto la situazione sia difficile, e proprio per questioni strutturali, Confagricoltura di Vercelli e Biella ha organizzato una manifestazione in piazza Zumaglini, a Vercelli, nel giorno di mercato, quando la Borsa Merci, sede delle rilevazioni ufficiali della Camera di commercio, diventa punto di riferimento per le trattative che riguardano i prodotti agricoli, in particolare risi e risoni. In piazza, con i produttori di tutte le province risicole del nord ovest italiano (Vercelli, Biella, Alessandria, Novara, Pavia), c’erano rappresentanti delle industrie di trasformazione, a partire dal presidente dell’AIRI Mario Francese, e la presidente dell’Ente Nazionale Risi Natalia Bobba.
I presidenti di Confagricoltura Vercelli e Biella, Benedetto Coppo, di Novara-VCO, Giovanni Chiò, di Alessandria, Paola Sacco, e di Pavia, Marta Sempio, hanno rimarcato quanto siano necessari interventi per riequilibrare il mercato e salvaguardare il riso italiano ed europeo dai forti flussi di importazioni. In particolare, secondo Confagricoltura la clausola di salvaguardia proposta dall’Unione Europea è inefficace e manca di reali effetti di riequilibrio del mercato. Inoltre, il limite minimo di 562mila tonnellate di prodotto importato è di fatto inoperante nelle attuali condizioni. Più in generale è necessaria una revisione delle politiche commerciali, cominciando dalla rivalutazione delle tariffe doganali stabilite oltre 20 anni fa (175 euro a tonnellata), fino all’aumento dei controlli doganali sui prodotti agricoli provenienti dai paesi extra UE. È stato anche richiamato il principio di reciprocità sulle regole di produzione, in un contesto che vede il mercato comunitario pieno di prodotti ottenuti utilizzando sostanze che non sono autorizzate in ambito UE.
Nella produzione di riso italiano, Confagricoltura chiede al MASAF (Ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste) di dare incarico all’Ente Nazionale Risi o ad altri organismi ministeriali per l’avvio di un programma di sviluppo delle varietà aromatiche e di promozione del “basmati italiano” e di dare indicazione al CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agricola) di registrare alla coltivazione solo le nuove varietà di risone con caratteristiche veramente migliorative e stabili nel tempo.
“Con questa manifestazione – ha commentato Benedetto Coppo – abbiamo voluto dare voce all’intera filiera risicola italiana nella convinzione che tutti gli attori del comparto possano insieme raggiungere più facilmente gli obiettivi prefissati”.