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“A Riyadh la situazione è precipitata” Il racconto dell’aronese Silvia Guenzi

"Nelle ultime settimane si sono sentite esplosioni e si sono visti droni e missili sopra le proprie teste"

“A Riyadh la situazione è precipitata” Il racconto dell’aronese Silvia Guenzi

“Riyadh è come casa mia ma oggi tornarci significa confrontarsi con una paura che fino a poco tempo fa sembrava lontana”. Silvia Guenzi, 42 anni di Arona, dal 2022 cioè da quando si è trasferita per contribuire alla crescita di Balich Wonder Studio in Arabia Saudita e nella regione, ha base a Riyadh. L’avevamo intervistata a marzo quando la situazione in Medio Oriente era tesa ma non c’erano grosse preoccupazioni: adesso, invece, è la paura farla da padrona.

Il racconto

“Sono General Manager regionale di una società che si occupa di grandi eventi e spettacoli dal vivo – racconta la donna – Qui ho costruito una vita, amicizie e legami importanti: per questo il desiderio di rientrare convive con la necessità di essere prudente. Mi trovavo a Madrid e stavo per tornare a Riyadh quando la situazione è precipitata. Ho cambiato destinazione e raggiunto Dubai. Ora sto rientrando a Riyadh via terra, per seguire il lavoro e restare vicina al mio team.
Rispetto a marzo, la percezione è cambiata radicalmente. Allora, nonostante le tensioni regionali, la quotidianità sembrava relativamente tranquilla. Nelle ultime settimane, invece, a Riyadh si sono sentite esplosioni e si sono visti droni e missili sopra le proprie teste. Le vittime e gli attacchi agli aeroporti hanno reso il rischio concreto. Anche l’assenza di allarmi prima di alcuni attacchi ha aumentato il senso di vulnerabilità: senza indicazioni, è difficile capire se il silenzio significhi davvero sicurezza”.

Molti lavoratori hanno deciso di far rientro nei paesi di origine, altri di spostarsi. “Tra gli expat che conosco, molti sono già partiti o stanno organizzando trasferimenti temporanei, soprattutto verso Dubai. Le interruzioni dei voli e quanto accaduto negli aeroporti hanno reso più difficile anche partire in caso di necessità. Per ora preferiamo muoverci in auto: è più lungo e complesso, ma mi fa sentire più tranquilla – prosegue Guenzi – La paura c’è, soprattutto per l’imprevedibilità. Cerco però di restare lucida, anche per la responsabilità verso il mio team. Le esigenze sono diverse: alcuni vogliono restare, altri raggiungere la famiglia o allontanarsi temporaneamente. Cerchiamo di offrire ascolto, supporto e flessibilità.

Sul lavoro l’impatto è concreto: eventi sospesi o rinviati, trasferte da riorganizzare e programmi in continuo cambiamento. Continuiamo a seguire progetti e clienti, tenendo conto anche della preoccupazione e della stanchezza delle persone. Non ho escluso un rientro in Italia, ma per ora valuto giorno per giorno. Considerata l’incertezza e la necessità di garantire continuità al lavoro, probabilmente farò base a Dubai almeno per il prossimo periodo, mantenendo uno stretto legame con Riyadh. La speranza è che la situazione si stabilizzi presto e che tutti possiamo ritrovare un po’ di serenità. Il Medio Oriente sta attraversando un momento molto delicato, ma ormai fa parte della mia vita e spero di continuare a passarci molto tempo. È una regione che mi ha dato tanto, tra amicizie, opportunità e incontri con persone di culture diverse. Anche in queste settimane difficili, restano tante cose positive che mi fanno sentire legata a questa parte del mondo”.