Quando la medicina non può più offrire una prospettiva di guarigione, non significa che non ci sia più nulla da fare. È qui che entrano in gioco le cure palliative, un insieme di trattamenti mirati a migliorare la qualità della vita residua del paziente e a sostenere la sua famiglia.
La serata
L’11 novembre è ricordata come l’Estate di San Martino; la figura del Santo incarna il valore della solidarietà, dell’attenzione verso i più deboli e della rinascita spirituale. Il legame tra questa data e le cure palliative deriva dalla leggenda di San Martino di Tours, che tagliò a metà il suo mantello (pallium) per donarlo a un mendicante. Il termine palliativo deriva proprio dal latino pallium, simboleggiando l’assistenza che riscalda, protegge e dà conforto. In questa giornata, la Federazione Cure Palliative attiva campagne di sensibilizzazione per diffondere la cultura del diritto alle cure, alla dignità e al supporto dei malati inguaribili e delle loro famiglie.
Parlare apertamente di cure palliative significa diffondere una cultura della cura che non abbandona mai il malato, offrendo un mantello di protezione e sollievo sia a chi soffre sia a chi se ne prende cura.
Le cure palliative sono un percorso di accompagnamento che affronta il cosiddetto “dolore globale”: fisico, psicologo, emotivo e spirituale. L’obiettivo è di affermare la vita e considerare il morire come un evento naturale, gestendo i sintomi più pesanti (come dolore, nausea o insonnia) con un team multidisciplinare (medici, infermieri, psicologi e assistenti spirituali).
In Italia, la Legge 38 del 2010 ha sancito il diritto fondamentale dei cittadini all’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, tuttavia, secondo la Federazione Cure Palliative, solo una persona su tre accede oggi a questi servizi, con percentuali ancora più basse per i minori.
Per colmare questo divario, si celebrano momenti di riflessione e mobilitazione come la Giornata Nazionale del Sollievo (e le specifiche campagne dedicate come “Le Cure Palliative: un Diritto di Tutti”) e per ricordare che la dignità di una persona va tutelata in ogni fase dell’esistenza.
L’Associazione Mimosa Amici del DH Oncologico di Borgomanero ODV in collaborazione con AVO Arona ha organizzato in occasione della Giornata Nazionale delle Cure Palliative l’11 novembre 2026 alle 20:45 presso il Teatro San Carlo di Arona, un concerto di musica classica con la splendida Irene Veneziano, concertista aronese.
La serata permetterà di far conoscere le Cure Palliative del nostro Territorio e allo stesso tempo raccogliere fondi (ingresso ad offerta libera) a sostegno del progetto “MIMOSA IN HOSPICE”, attraverso il quale vengono offerte ai pazienti ricoverati e ai loro famigliari sedute di musicoterapia e di riflessologia plantare per dare supporto e sollievo ai pazienti oncologici e alle loro famiglie in un momento così delicato della propria esistenza.
<L’Estate di San Martino possiamo dire sia una metafora della possibilità di vivere momenti di serenità, vicinanza e bellezza anche durante una fase delicata della malattia. Le cure palliative non significano “arrendersi”, ma continuare a prendersi cura della persona, alleviando dolore e altri sintomi e sostenendo anche la dimensione psicologica, sociale e spirituale> afferma Incoronata Romaniello Direttore S.C. Oncologia e Presidente Associazione Mimosa ODV
<Le cure palliative hanno un ruolo essenziale nel garantire qualità e dignità alla vita, attraverso il controllo del dolore e degli altri sintomi, ma anche attraverso un’attenzione concreta ai bisogni del paziente.. L’obiettivo è permettere a ogni persona di vivere il tempo della malattia nel modo più sereno e dignitoso possibile, preservando per quanto possibile autonomia, relazioni, affetti e qualità della vita.. Anche quando la guarigione non è più l’obiettivo possibile, c’è sempre la possibilità di curare, di alleviare la sofferenza e di custodire la dignità della persona> sottolinea Sandra Grazioli Responsabile Cure Palliative/Hospice.
<Celebrare questa ricorrenza rappresenta un’importante occasione per sottolineare che, anche quando non è più possibile perseguire la guarigione, ogni persona mantiene bisogni, desideri, relazioni che meritano ascolto, rispetto e piena considerazione. Costituisce, inoltre, un ’opportunità per promuovere una maggiore consapevolezza sul valore delle cure palliative, intese come un approccio volto a preservare la qualità della vita e ad accompagnare il paziente e la sua famiglia con competenza, attenzione e umanità> conclude Angelo Penna Direttore Generale Asl Novara.