L'intervento

Pedemontana Piemontese, Prc: “Un’opera inutile e devastante”

"Siamo di fronte a un modello di sviluppo vecchio, fossile e fuori dal tempo, che risponde solo agli interessi delle grandi lobby del cemento"

Pedemontana Piemontese, Prc: “Un’opera inutile e devastante”

«L’avvio dei cantieri della Pedemontana piemontese non è una svolta storica, ma l’ennesimo schiaffo al territorio, alla salute dei cittadini e alle casse pubbliche». Lo dichiara in una nota Alberto Deambrogio, segretario regionale di Rifondazione Comunista del Piemonte, esprimendo una totale e radicale contrarietà all’opera.

L’intervento

«Le trionfalistiche dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, lasciano sbigottiti ma non sorprendono», attacca Deambrogio.

«Definire strategica un’infrastruttura del genere dimostra come Pichetto Fratin agisca, nei fatti, come il Ministro dell’aggressione all’ambiente e della cementificazione selvaggia, anziché della sua tutela. Siamo di fronte a un modello di sviluppo vecchio, fossile e fuori dal tempo, che risponde solo agli interessi delle grandi lobby del cemento».

Rifondazione Comunista mette in fila tutti i nodi critici di un’opera considerata insostenibile sotto ogni punto di vista.

Disastro ecologico: il tracciato devasta ettari di suolo agricolo fertile, boschi e aree naturali protette, accelerando la perdita di biodiversità in una regione già soffocata dal cemento.

Impatto climatico: investire ancora sulle grandi arterie autostradali incentiva il trasporto su gomma, per un traffico che si giudica comunque insufficiente e dirottabile su altre soluzioni di viabilità, aumentando le emissioni di CO2 e peggiorando la qualità dell’aria nella Pianura Padana.

Fallimento finanziario: un’opera dai costi esorbitanti e costantemente lievitati, che drenerà enormi risorse pubbliche sottraendole a priorità drammatiche come la sanità e la scuola.

Spreco di risorse: la Pedemontana non risolve i veri problemi di mobilità della regione. Quei fondi dovevano essere investiti nel rilancio del trasporto pubblico locale e nella riattivazione delle linee ferroviarie sospese.

Danno ai territori: i cantieri comporteranno anni di disagi, rumore, polveri sottili e stravolgimento della viabilità locale per i comuni e i cittadini residenti lungo il tracciato.

«Non c’è alcuna transizione ecologica nei piani di questo governo e di questa giunta regionale, ma solo la reiterazione di scelte tossiche per il futuro del Piemonte», conclude Deambrogio.