La presentazione è stata l’occasione per un confronto sulle criticità che stanno interessando il comparto agricolo
Coldiretti Novara-Vco
Coldiretti Novara-Vco ha incontrato il Prefetto di Novara Dott. Francesco Garsia per presentare il nuovo Direttore, nominato lo scorso maggio, Domenico Pautasso. Alla riunione, svoltasi questa mattina, giovedì 25 giugno, alla Prefettura di Novara ha partecipato anche il Presidente Fabio Tofi. In occasione dell’incontro la Federazione ha voluto evidenziare le criticità che stanno interessando il comparto agricolo e Coldiretti ha avanzato delle proposte per individuare possibili percorsi di collaborazione, chiedendo al Prefetto un’azione di raccordo per rappresentare le criticità del comparto agricolo anche ai livelli sovra provinciali.
“In primo luogo abbiamo chiesto un rafforzamento del controllo alle dogane sui prodotti importati, specialmente riso e cereali – affermano Tofi e Pautasso – E’ fondamentale che il cibo che entra nel nostro Paese rispetti il principio di reciprocità e quindi tutti i parametri sanitari”.
Poi Coldiretti ha affrontato il tema del crollo del prezzo del riso che ha portato la Federazione a ritirare i propri rappresentanti dalla commissione per la rivisitazione del contratto-tipo per la vendita del risone: “Abbiamo esortato la Prefettura a sensibilizzare gli organi di vigilanza competenti sulle verifiche sui contratti di vendita ed applicare gli articolati previsti dal d.lgs. 198/2021, la legge sulle pratiche sleali”.
Infine un’altra emergenza che potrebbe colpire il settore agricolo nei prossimi mesi è quello legato alla siccità: “I cambiamenti climatici ci indicano come periodi di mancanza di precipitazioni possano essere sempre più frequenti e alternati a gravissimi fenomeni atmosferici che non sono assolutamente d’aiuto al settore agricolo. Come più volte richiesto da Coldiretti è necessario un “piano invasi”, utile per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi e utilizzabile nei periodi siccitosi, che possa garantire ai settori produttivi strutture idriche per la comunità presente nel territorio. Ad oggi alcuni Paesi europei come Francia e Spagna riescono a trattenere il 30% dell’acqua piovana grazie agli invasi, l’Italia solamente l’11%”, concludono il Presidente e il Direttore.