Il voto del 17 giugno dell’Europarlamento, che ha approvato definitivamente il Regolamento sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT), segna l’avvio di una nuova fase per l’agricoltura europea. Si tratta di un traguardo storico rispetto a una battaglia che Confagricoltura ha sempre portato avanti con determinazione, e che ha visto l’Italia e le sue istituzioni giocare un ruolo decisivo nel processo negoziale.
Nuove Tecniche Genomiche
Il testo finale recepisce diversi elementi cardine sostenuti dalla Confederazione, a partire dal riconoscimento della specificità delle piante NGT-1, considerate equivalenti alle varietà ottenute con tecniche convenzionali. Per queste varietà non viene introdotto alcun obbligo di etichettatura degli alimenti derivati, evitando così oneri sproporzionati e distorsioni sul mercato. Importante anche il chiarimento per il settore biologico, che garantisce certezza giuridica escludendo sanzioni in caso di presenza accidentale e non intenzionale di materiale NGT-1. Permangono tuttavia alcune criticità, come la possibilità di opt-out nazionale per le piante NGT-2, che rischia di frammentare il mercato interno.
“L’approvazione definitiva del Regolamento sulle NGT rappresenta una svolta fondamentale per dare risposte concrete alle nostre imprese agricole, che oggi si trovano a competere in uno scenario globale partendo da una posizione di svantaggio rispetto a Paesi in cui queste tecnologie sono già realtà”, afferma il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia.
“Le nostre aziende si trovano ad affrontare sfide epocali, dai cambiamenti climatici alle fitopatie, ed è l’innovazione scientifica l’unico strumento in grado di garantire la sostenibilità economica e ambientale delle produzioni. Poter disporre di varietà più resistenti alla siccità e alle malattie significa proteggere le nostre eccellenze agroalimentari. Accanto alla necessità di infrastrutture e di tutele assicurative – aggiunge Allasia – la ricerca genetica applicata all’agricoltura è il pilastro su cui fondare la competitività del futuro. Ora è prioritario che l’accesso a queste innovazioni sia uniforme e senza barriere ideologiche sul territorio europeo, evitando frammentazioni che penalizzerebbero i nostri produttori”.