Saranno 163 i posti in più disponibili negli asili nido comunali di Novara dal prossimo anno educativo. Un ampliamento dell’offerta che passerà sia attraverso l’apertura delle nuove strutture realizzate con fondi Pnrr sia attraverso il potenziamento dei nidi già esistenti. Ma la riorganizzazione del servizio continua ad alimentare polemiche politiche e sindacali, soprattutto per la scelta dell’Amministrazione di esternalizzare parte del personale educativo.
Asili nido a Novara, 163 posti in più
Nel dettaglio, 105 nuovi posti arriveranno dai due nidi di nuova costruzione all’ex Quartiere Sud (nella foto in apertura) e in via Fara, che potranno accogliere rispettivamente 60 e 45 bambini. Altri posti saranno recuperati nei servizi già attivi: 14 in più al nido “Balconi” di San Rocco e 44 al “Panda”.
Proprio il “Panda”, insieme ai due nuovi nidi, sarà gestito con personale educativo esterno. Una decisione che nelle scorse settimane è stata contestata dalla Fp Cgil e dalle opposizioni in Consiglio comunale, che hanno accusato il Comune di mancanza di programmazione e di aprire progressivamente all’esternalizzazione del servizio.
«Il rischio è che l’esternalizzazione da scelta eccezionale diventi progressivamente il modello ordinario di gestione dei nidi comunali», ha dichiarato Mario Iacopino durante la commissione consiliare dedicata al tema.
Nei giorni scorsi anche il sindaco Alessandro Canelli aveva difeso la scelta: «Non abbiamo alternative, perché esistono dei vincoli assunzionali. L’altra possibilità era lasciare vuote le due strutture appena realizzate».
L’intervento dell’assessore Negri
Sulla vicenda nella giornata di oggi, venerdì 15 maggio, è intervenuta ufficialmente anche l’Amministrazione comunale con una nota nella quale l’assessore Giulia Negri ribadisce che «l’obiettivo che guida ogni scelta è garantire continuità, qualità e stabilità del servizio educativo comunale» e che «il modello educativo comunale non solo non verrà ridimensionato, ma continuerà a rappresentare il riferimento organizzativo e pedagogico dell’intero sistema dei servizi per l’infanzia».
Nel comunicato il Comune precisa inoltre che «non esiste alcun blocco assunzionale specifico per la categoria degli educatori dei nidi comunali» e annuncia l’inserimento nel 2026 di cinque nuove figure educative: due assunzioni a tempo indeterminato, due a tempo determinato e una coordinatrice pedagogica.
L’assessore Negri sottolinea come la scelta dell’esternalizzazione sia stata «non voluta ma obbligata» alla luce dei vincoli normativi e finanziari. «Da parte nostra non c’è alcuna volontà di ridurre il ruolo pubblico», ribadisce il Comune, assicurando che il coordinamento pedagogico resterà in capo all’ente pubblico e che saranno mantenuti «standard qualitativi rigorosi» anche per il personale delle cooperative.
Nel comunicato si evidenziano inoltre gli investimenti effettuati sulle strutture cittadine, con 560mila euro stanziati per interventi e migliorie nei nidi esistenti, e si rivendica l’obiettivo di ampliare l’offerta educativa mantenendo tariffe tra le più basse d’Italia.