L’assessore Riboldi: «Con la delibera di oggi diamo una direzione chiara al percorso di Novara all’interno della strategia regionale sugli IRCCS»
Soddisfazione
La Giunta regionale del Piemonte ha approvato oggi, su proposta dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi, la delibera che individua la Struttura di Immunologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara come Centro di Alta Specializzazione di Riferimento Regionale.
Si tratta di un primo, importante passo all’interno del percorso che potrà condurre l’AOU di Novara al riconoscimento come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), inserendo anche Novara all’interno della strategia regionale di rafforzamento della ricerca sanitaria pubblica.
La struttura di Immunologia, afferente al Dipartimento di Medicina 1 e diretta dal professor Mario Pirisi, opera con una forte impostazione trasversale, coinvolgendo più strutture aziendali e avvalendosi della collaborazione con il Centro di Ricerca Ipazia dell’Università del Piemonte Orientale, convenzionato con l’Azienda ospedaliera. Un modello che integra attività assistenziale, ricerca clinica e sperimentale, laboratori avanzati e una biobanca dedicata, elementi fondamentali per i requisiti previsti dal percorso IRCCS.
«Con questa delibera – dichiara l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi – diamo una direzione chiara anche al percorso di Novara all’interno della strategia regionale sugli IRCCS. La scelta di individuare l’Immunologia come centro di alta specializzazione regionale riconosce un’esperienza solida, che da anni integra assistenza e ricerca in modo strutturato e coerente con i criteri nazionali».
«Il Piemonte – prosegue Riboldi – parte da una condizione di ritardo rispetto ad altre Regioni, come la Lombardia, che hanno costruito nel tempo una rete articolata di IRCCS pubblici e privati. Proprio per questo abbiamo scelto di governare questo processo come una vera politica sanitaria regionale, non come una sommatoria di iniziative isolate. Alessandria, Torino, Orbassano, Novara: ogni candidatura si inserisce in una visione complessiva, che punta a rafforzare la qualità delle cure, la ricerca pubblica indipendente e l’attrattività del nostro sistema sanitario».
«L’IRCCS – conclude l’assessore – non è un traguardo simbolico, ma uno strumento concreto per migliorare le risposte ai bisogni di salute, attrarre professionisti, sviluppare innovazione e garantire equità di accesso alla ricerca. La delibera approvata oggi va esattamente in questa direzione e si inserisce in un percorso che a Novara è già ben avviato, grazie anche a una diffusa sensibilità dimostrata dal territorio, a partire dalla Direzione dell’AOU e di UPO, ma anche, per esempio, dal senatore Gaetano Nastri e dalla consigliera regionale Daniela Cameroni, che da subito stanno seguendo direttamente tutte le fasi del percorso di riconoscimento a IRCCS».
La Regione Piemonte ha avviato nei mesi scorsi un gruppo di lavoro dedicato agli IRCCS, nell’ambito del Piano Socio-Sanitario Regionale, con l’obiettivo di costruire una rete strutturata di ricerca sanitaria pubblica, in grado di colmare uno storico divario nazionale e di valorizzare le eccellenze presenti sui territori.