“Un bilancio che non risponde ai bisogni dei piemontesi e che ha visto la maggioranza procedere a tentoni, spesso indifferente persino alle necessità di chiudere il bilancio da parte della giunta”. È duro il commento del consigliere regionale Domenico Rossi a margine del voto sugli emendamenti del bilancio preventivo della Regione Piemonte 2026 che chiuderà il suo iter nella giornata di domani con l’approvazione degli ordini del giorno collegati e il voto finale.
L’intervento del consigliere novarese
“Abbiamo assistito a uno spettacolo desolante. L’assessore Tronzano è rimasto solo per quasi tutto il tempo, lasciato a difendere il provvedimento nell’indifferenza della Giunta e con una collaborazione quasi nulla da parte dei consiglieri di maggioranza. Solo grazie al lavoro ostinato delle opposizioni è stata garantita la trasparenza necessaria: siamo stati noi a far emergere le numerose e gravi criticità, già sottolineate dal Collegio dei Revisori dei Conti, che altrimenti sarebbero passate sotto silenzio” spiega il consigliere Dem.
Purtroppo la maggioranza è rimasta sorda alle tante sollecitazioni delle opposizioni anche su argomenti fondamentali. “Nessun aumento delle borse di studio per i Medici di Medicina Generale, nonostante sempre più cittadini siano ormai privi della copertura. Sono stati respinti anche gli emendamenti che chiedevano più risorse per i beni confiscati, il contrasto al gioco d’azzardo patologico e la prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo” spiega Rossi ricordando alcuni dei temi su cui si è speso personalmente.
“Nulla da fare anche sull’esenzione della tassa universitaria per gli studenti detenuti” afferma Rossi sottolineando che “la destra parla di sicurezza ma nega i fondi per la legalità, in particolare quelli per il riuso dei beni confiscati, e la rieducazione”. Una posizione in contrasto anche con altre regioni a guida centro-destra, come la Lombardia, che hanno approvato misure simili.
“Il combinato disposto tra il Governo Meloni a livello nazionale e la Giunta Cirio a livello regionale – conclude Rossi – sta portando un risultato chiaro: l’economia rallenta, i piemontesi sono oggi più poveri e con meno servizi. È una tenaglia che stringe le famiglie tra tagli alla sanità e mancanza di investimenti sociali”.