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mercoledì, 28 giugno 2017

Quattro i detenuti coinvolti nel progetto “Co.ala”

| Generale NOVARA - È stato presentato in Municipio il progetto “Co.ala” che vedrà quattro persone detenute o in semilibertà della Casa circondariale di Novara impegnate in attività di supporto ai servizi commerciali di Assa. In particolare collaboreranno a interventi su discariche abusive, pulizie caditoie stradali commissionate dal Cbn, sgombero arredi e attrezzature da stabili comunali comprese le scuole e supporto logistico alle giornate per i grossi interventi di riqualificazione. L’assessore alle Politiche sociali Emilio Iodice ha rimarcato l’importanza "di iniziative di questo genere, rese possibili dallo speciale Protocollo sottoscritto tra Comune, Assa, Casa circondariale, Magistratura di sorveglianza, Uepe e Atc e finanziate dalla Regione Piemonte, che consentono per i soggetti coinvolti l’acquisizione di specifiche competenze in ambito lavorativo e il reinserimento nel tessuto sociale. Dal loro lavoro la comunità trae innegabile vantaggio, in quanto vengono coinvolti in diversi tipi di intervento volti a migliorare il decoro urbano: in questi mesi abbiamo testato concretamente la qualità di questi interventi presso diversi edifici e spazi pubblici della città. Ricordiamo che in questo caso Assa darà avvio al progetto facendosi inizialmente carico dei costi, con impegno da parte del Comune di richiedere il finanziamento alla Regione e provvedere quindi al rimborso per i costi sostenuti da Assa". Il presidente dell’Azienda partecipata Giuseppe Antonio Policaro precisa che "Assa si è impegnata ad anticipare i tempi della Dgr finanziando la fase iniziale del progetto con risorse interne non solo per la parte formativa e di sicurezza, ma anche per la quota assicurativa, Inail e responsabilità civile, e gli emolumenti di quattro “cantieristi detenuti”. Siamo soddisfatti dei grandissimi risultati ottenuti  sia attraverso i progetti legati alla Legge regionale n. 34/2008, ossia i “Cantieri di lavoro”, sia al Protocollo per le “Giornate di recupero del patrimonio ambientale” e altri progetti sociali che vedono sinergicamente coinvolti Assa, Comune e altri Enti a beneficio della comunità novarese". v.s.

Ad Oleggio è passione per la palla ovale

| Sport OLEGGIO - Sono ben due le realtà che a Oleggio promuovono la disciplina sportiva della palla ovale: l’Oleggio Rugby Asd Raptors e l’Amatori Rugby Oleggio Ricci. “La vera meta è crescere con valori di lealtà sportiva e rispetto verso tutti”: così è scritto nel patto educativo dell’Oleggio Rugby Asd Raptors. Una frase che ben sintetizza la mission della società nata lo scorso anno ai primi di settembre. A presiederla è Andrea Pepe, vice presidente è Gaetano Buonocore, responsabile del settore giovanile ed educatore dell’under 10. Dell’under 6 si occupano Luca Bellardone e Jing Wang, Flory Stecchetti e Luca Monfrinoli dell’under 8, Mattia Racanatese dell’Under 12. La dirigenza è formata anche dal segretario Pietro Martinoli, e da Riccardo Lodo e Cristhian Gaboli. “Abbiamo circa 50 iscritti – ci spiega Buonocore -  Il nostro obiettivo è far conoscere più possibile il rugby, nella convinzione che sia un’attività non solo sportiva ma anche educativa e sociale di grande valore. Per questo ad esempio collaboriamo con i servizi sociali del territorio. Abbiamo categorie dall’under 6 all’under 12, per quanto riguarda gli under 14 e under 16 non potendo fare una nostra squadra abbiamo stretto una collaborazione con l’Amatori Rugby Novara. Gli allenamenti si svolgono il martedì e il giovedì dalle 17.30 alle 19, il martedì sera inoltre hanno iniziato ad allenarsi anche un gruppo di mamme. Dall’anno prossimo (da settembre, ndr) ci spostiamo al campo di Loreto accanto alla chiesa, più grande e con spogliatoi più spaziosi. Certo un altro nostro obiettivo è vedere giocare un giorno i nostri bambini e ragazzi ad alti livelli e formare una nostra squadra seniores, ma bisogna sottolineare che fino all’under 12 noi cresciamo degli sportivi non dei rugbisti, prepariamo atleti che poi possono cimentarsi in altre discipline”. E gli atleti dei Raptors quest’anno si sono impegnati molto partecipando assiduamente ai raggruppamenti organizzati dalla Fir (Federazione italiana Rugby): gli ultimi si sono svolti ad Alessandria il 4 giugno e a Torino l’11. “E’ stato un anno molto intenso e positivo – continua il vicepresidente – abbiamo visto i nostri ragazzi crescere e siamo molto orgogliosi di loro. Abbiamo anche fatto iniziative nelle scuole e partecipato alle feste dello sport. Il 1 luglio saremo presenti alla Notte Bianca di Oleggio”. L’ultimo atto della stagione 2106/2017 è il weekend che la società ha organizzato a Druogno con i bambini dal 15 al 18 giugno “un’occasione per divertirci, fare gruppo e festeggiare insieme la fine della scuola e del campionato”.  Per informazioni si può telefonare ai numeri 347 2235273 oppure 328 9722301, scrivere a oleggiorugbyraptors@gmail.com o visitare la pagina Facebook Oleggio Rugby Raptors. Si allenano invece al campo di San Giovanni i bambini, i ragazzi e i seniores dell’Amatori Rugby Oleggio Ricci. “I nostri iscritti vanno dall’under 6 all’under 12 e poi abbiamo una squadra di seniores che gioca nel campionato Uisp (Unione Italiana Sport Per tutti, ndr)  – ci spiegano il presidente Luca Lavazza (responsabile del settore giovanile ed educatore dell’under 8) e la tesoriera Elena Berini mentre sul campo i ragazzino si allenano con Igor Mazzotti  – Per l’under 6 abbiamo avviato quest’anno un esperimento di giocarugby, che proseguiremo il prossimo anno, i bambini dell’under 8 sono 9 e hanno partecipato da soli il 20 e 21 maggio al Trofeo del Galletto a Parabiago insieme ad altri 700 bambini: è stata una bella esperienza confrontarsi con realtà che sono da molto più tempo nel rugby. In Lombardia in generale il livello è più alto, c’è più cultura della palla ovale e anche le strutture a disposizione sono migliori. Poi abbiamo 6 bambini (tra cui una femmina) tra under 10 e under 12. Abbiamo partecipato quest’anno a 13 raggruppamenti Fir facendo giocare i nostri bambini e ragazzi insieme ai Fox del Santa Rita di Novara”. Un ottimo riscontro ha avuto l’esperienza nella scuola primaria di Divignano: “Per due mesi e mezzo siamo andati un’ora per classe alla settimana sostituendo in pratica la classica lezione di ginnastica con i primi insegnamenti di rugby, prima in palestra e poi sul campo di calcio. Sono stati coinvolti 75 bambini dalla prima alla quinta e sono rimasti tutti entusiasti, come si è anche potuto vedere all’open day finale il 26 maggio. Stiamo lavorando per ripetere l’esperienza in altre scuole”. La squadra seniores conta una trentina di giocatori dai 16 ai 44 anni e ha appena concluso il suo quarto anno nel campionato Uisp, piazzandosi sesta a livello nazionale: “Un ottimo risultato – commenta il presidente – la società è cresciuta molto dal punto di vista tecnico in questi anni. La Uisp è una categoria amatoriale ma ha il pregio di coinvolgere tanti giocatori con le loro famiglie e raggiungere così una vasta platea di persone. L’allenatore è Enzo Comunale, il preparatore Franco Penna, per la mischia c’è Simone Castelli. Nella dirigenza c’è anche Ivan Mancin e Stefano Rasi che si occupa di seguire i senior. E poi naturalmente anche i genitori ci danno una grossa mano, siamo una grande famiglia”. Anche per i Ricci l’anno si è concluso in bellezza con un weekend in tenda al camping Lido di Castelletto Ticino dall’1 al 4 giugno: “Avevamo 15 ragazzi dagli 8 ai 12 anni – racconta il presidente – per alcuni era la prima esperienza fuori da soli, ci siamo divertiti molto”. Per informazioni si può telefonare ai numeri 347 5866307, 346 8542486, rugbyoleggio.it, pagina Facebook. Valentina Sarmenghi 

Teatro Coccia, ecco la prossima stagione

| Spettacoli e cultura NOVARA - E' stato presentato ieri al Piccolo Coccia il cartellone 2017/2018 del Teatro Coccia. Ad illustrare gli spettacoli che comporranno la prossima stagione la direttrice artistica Renata Rapetti, affiancata dal presidente del Cda, Carmen Mandfredda e dal sindaco di Novara Alessandro Canelli. "E' con orgoglio che mi complimento con la direttrice artistica - ha commentato il primo cittadino - per l'ottimo lavoro compiuto e per la grande offerta che il Teatro offrirà alla città nei prossimi mesi. Nel segno della tradizione ma anche di novità intriganti, come l'esordio di Sergio Rubini in regia per un'opera lirica, la Carmen. Da tempo abbiamo notato una grande capacità tra tutte le Fondazioni del territorio di relazionarsi tra loro e di collaborare ed è fantastico: si cresce tutti insieme, in modo armonico".  Il via il 6 ottobre alle 20.30 appunto con la Carmen di Bizet, e poi una lunga serie di proposte di qualità che spaziano come sempre fra diversi generi: il 10 ottobre arriva Panariello; il 27 ottobre in scena l'opera contemporanea "Delitto e dovere", liberamente tratta da "A Study of Duty" di Oscar Wilde, musica e libretto di Alberto Colla, regia Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi; il 29 ottobre “Il magico Zecchino d’Oro”, il musical realizzato in occasione del sessantesimo anniversario dalla nascita della celebre kermesse televisiva; 11 novembre con le variopinte scene e costumi di Emanuele Luzzati, Daniele Cipriani ripropone Lo Schiaccianoci di Amedeo Amodio; il 14 Gene Gnocchi è "Il peracottaro"; il 18 si accende "La febbre del sabato sera"; il 24 Vittorio Sgarbi racconta Michelangelo; il 15 dicembre il Don Giovanni di Mozart con la regia di Giorgio Ferrara e le scene dei premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo. Questo è solo un assaggio: tra gli altri nomi di artisti che saliranno sul palco del Coccia durante la prossima stagione Geppi Cucciari, Ale e Franz, Arturo Brachetti, la ballerina Eleonora Abbagnato, Massimo Lopez e Tullio Solenghi.  Per il programma completo e tutti gli approfondimenti leggi il Corriere di Novara di domani, giovedì 29 giugno. 

Su Rai Storia, a 50 anni dalla morte, documentario sulla vita di Enrico Emanuelli

| Generale NOVARA, Il primo luglio 1967 muore, a Milano, Enrico Emanuelli, uno dei massimi esponenti del giornalismo italiano del dopoguerra e principale intellettuale della sua città, Novara, nel secondo Novecento. Un personaggio che – a cinquant’anni dalla morte – Rai Cultura ricorda con il documentario del regista novarese Alessandro Turci, “La decenza quotidiana. Vita di Enrico Emanuelli”, in onda sabato 1 luglio alle 23.10 su Rai Storia. Emanuelli è un grande inviato speciale per “La Stampa”, ma è anche l’ideatore, negli anni Sessanta, della pagina culturale del “Corriere della Sera”, su volere del direttore d’allora Alfio Russo. Si trova, così a lavorare fianco a fianco con colleghi come Eugenio Montale, mentre grazie a lui gli esponenti del movimento letterario del Gruppo 63’, tra i quali Umberto Eco, trovano spazio sul giornale e in Emanuelli un punto di riferimento per le avanguardie, senza trascurare il ruolo delle élite culturali. E c’è poi il giornalista scrittore: quello dei romanzi diventati film, come Settimana nera, che il regista Giorgio Moser e Giorgio Albertazzi “traducono” in Violenza segreta, e quello dei grandi reportage di viaggio da Africa, Cina, Russia e India o di opere coraggiosi come Uno di New York. Il documentario – la cui voce narrante è quella del novarese Ezio Ferraris - raccoglie materiale d’archivio e interviste inedite realizzate da Turci a chi conobbe da vicino Emanuelli e lavorò con lui. Nomi di assoluto rilievo come quelli di Enzo Biagi, Giorgio Albertazzi, Giuliano Zincone, Giulio Nascimbeni, Giorgio Barberi Squarotti e Giorgio Moser. E tra le “chicche” dell’archivio anche le immagini dell’incontro tra Hemingway ed Emanuelli a Stresa, con una strabiliante somiglianza fisica tra i due. Il regista di “La decenza quotidiana. Vita di Enrico Emanuelli”, Alessandro Turci è una firma di Panorama e di Aspenia, e ha diretto numerosi documentari per le principali televisioni italiane ed estere. Monica Curino

Con destrezza riuscirono a sottrarre 64mila euro dalla banca: alla sbarra 17 sudamericani

| Cronaca NOVARA, E’ stato ascoltato il personale presente quel giorno in banca, in particolare la cassiera rapinata e alcuni colleghi, ma anche alcuni agenti della Polizia di Stato che si sono occupati delle indagini, martedì mattina in Tribunale a Novara, al processo relativo all’operazione “Saltamontes”. Un’indagine che, nel gennaio 2014, aveva permesso di sgominare un gruppo di sudamericani dedito a effettuare colpi in istituti di credito di gran parte d’Europa, ma anche in gioiellerie, mostre di preziosi e grandi eventi. Colpi che venivano perpetrati con destrezza e, a volte, quasi all’apparenza per fortuna. In realtà, dietro, come hanno dimostrato le indagini, c’era una notevole organizzazione, con persone coinvolte ciascuna con un proprio preciso ruolo. L'indagine era partita da un colpo effettuato all’agenzia della banca Monte dei Paschi di Siena di largo Cavour a Novara; un colpo messo in atto il primo giugno 2012 e che, all’inizio, era parso ‘fortunoso’. Con la banda che era riuscita a scappare con una sacca da 64mila euro, che era stata depositata da pochi minuti da una guardia giurata. Alla sbarra, ci sono 17 imputati. A loro si contesta il colpo alla Monte dei Paschi e l’associazione a delinquere. “Erano circa le 13 – ha riferito la cassiera – Era venerdì e aspettavamo la consegna del denaro, che poi viene portato nel caveau. A un certo punto un uomo, che dai tratti direi sudamericano, che era nella zona della mia cassa, ha iniziato a gridare “The machine is broken” in continuazione. Io ho cercato di capire con chi e cosa ce l’avesse e ho visto che andava verso la parte interna dove abbiamo il bancomat. Gli ho detto di tornare indietro, lui continuava con quella frase come se qualcosa fosse rotto. Poi ha iniziato in spagnolo con “no puedo, no puedo”. Mi ha strattonata. Poi c’è stato del trambusto. Sono tornata alla cassa e ho scoperto l’ammanco”. Prossima udienza nel 2018. Mo.c. Per saperne di più leggi il Corriere di Novara in edicola 29 giugno

Inaugurate le nuove sale parto all'ospedale Maggiore di Novara

| Novara Città NOVARA - Sono state inaugurate ieri le nuove sale parto della Struttura complessa a direzione universitaria “Ostetricia e ginecologia” dell'Azienda ospedaliero universitaria "Maggiore della Carità", diretta dal professor Nicola Surico, nell’ambito del Dipartimento materno infantile interaziendale con l’Asl Vc coordinato dal professor Gianni Bona. La cerimonia è avvenuta alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità  Antonio Saitta e di numerose altre autorità civili e istituzionali. L'inaugurazione è stata l'occasione per fare il punto sui lavori di ristrutturazione del padiglione Lualdi e sull'attività della Struttura di “Ostetricia e ginecologia”. Struttura dove nel 2016 si sono registrati 1937 parti, con la nascita di 1974 neonati. In Italia si osserva da anni un continuo calo demografico, ma nonostante questo andamento, all’Aou di Novara si è assistito ad un incremento progressivo del numero di parti negli ultimi anni: nel 2016 infatti il numero di parti è stato maggiore rispetto al precedente anno dello 0.5%, con un aumento di oltre il 40.5% rispetto al 2000, anno in cui hanno partorito 1378 donne. Importante a questo proposito è notare che il bacino d’utenza della Scdu Ostetricia e ginecologia non è limitato alla provincia novarese; infatti nel 2016 il 20% delle donne proveniva da altre province piemontesi e il 7.4% da altre regioni italiane. Anche nei primi 5 mesi del 2017 il trend di nascite sta continuando a salire in modo costante, con un aumento dello 0.5% di parti rispetto al 2016.   L’ideazione di queste nuove sale parto all’avanguardia dal punto di vista tecnologico e dotate di un elevato livello di confort rientra nell’obiettivo dell’Aou (che già si può fregiare del riconoscimento “Tre Bollini Rosa” per l’eccellenza nell’attenzione alle donne e della certificazione di ospedale a misura di bambino) di consentire alla partoriente di trovare un ambiente accogliente, confortevole e rilassante per poter gestire al meglio le ansie e le paure, che possono ostacolare un espletamento fisiologico del travaglio.  «Sono lieto di poter essere presente all’inaugurazione delle nuove sale parto del Maggiore della Carità di Novara – ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta -  I dati degli ultimi anni registrano un incremento progressivo dei parti presso l’ospedale, a cui si rivolgono donne provenienti anche da altre province e da altre regioni, e confermano dunque come la ristrutturazione e il miglioramento della struttura fosse un’operazione necessaria. L’obiettivo che ci poniamo, come Regione Piemonte, è infatti quello di rispondere al meglio alle esigenze di salute dei pazienti, contribuendo anche al miglioramento delle condizioni di lavoro per gli operatori. L’uscita dal piano di rientro ci consente ora di rafforzare gli investimenti in edilizia sanitaria e nelle nuove tecnologie: per Novara, nello specifico, questo significa l’avvio del progetto della Città della Salute e della Scienza, il cui prossimo passo sarà la sottoscrizione entro l’anno dell’accordo di programma con il Ministero dell’Economia e delle Finanze». L’inaugurazione è l'ultimo di una serie di interventi che hanno interessato nel corso degli ultimi anni il padiglione “Lualdi”, nell’ambito di un progetto finanziato con 6 milioni di euro attraverso fondi regionali e statali.I lavori di ristrutturazione della sale parto sono iniziati nel settembre 2015; hanno riguardato un’area di 480 mq: in particolare sono state realizzate 4 sale parto e un'isola neonatale, oltre a tutti i servizi accessori.  «Tra gli altri indicatori d’eccellenza -  ha sottolineato il professor Nicola Surico, direttore della Scdu Ostetricia e ginecologia dal 1997 – ricordiamo anche che abbiamo raggiunto l‘obiettivo indicato dalla Regione Piemonte alle aziende ospedaliere sulla riduzione dei tagli cesarei: il numero totale deve essere inferiore al 25% e nei primi mesi del 2017 siamo al 24%»«L’implementazione dell’utilizzo di protocolli validati a livello nazionale ed internazionale, la realizzazione di un percorso nascita efficiente e l’adozione di un approccio ostetrico alla paziente di tipo one-to-one hanno consentito un globale miglioramento della qualità assistenziale offerta dalla nostra Struttura con maggiore attenzione alla fisiologia e al benessere materno-fetale. Grazie all’attenzione ed alla sensibilità del personale ostetrico e medico, negli anni è stata posta sempre maggiore attenzione al concetto di parto umanizzato, che centralizza la figura della donna e le sue necessità – aggiunge il professor Surico –  In questo senso va segnalata la possibilità, non presente in tutte le strutture italiane, di avere a disposizione 24h/24h un’équipe dedicata di anestesisti, che consente di poter incrementare ulteriormente la qualità e la sicurezza dell’assistenza. Il ricorso alla partoanalgesia è in linea con i dati nazionali, con un totale del 31% nel 2016».«È importante sottolineare – ha concluso - come sia aumentata lo scorso anno la percentuale di donne con patologia materno-fetale della gravidanza, dovute al numero di donne straniere che hanno partorito presso la nostra Struttura, in quanto spesso soggette ad una maggiore difficoltà a sottoporsi a visite regolari. Nel 2016 sono state il 31.8% del totale, provenienti soprattutto dal Marocco e dall’Albania, con un aumento del 6.3% rispetto all’anno precedente».  Anche le ostetriche si sono dichiarate «molto liete delle nuove sale parto. L'appropriatezza e la qualità dell'assistenza alla nascita è infatti fortemente condizionata dall'ambiente nel quale il parto si svolge. A differenza di un intervento chirurgico, dove il paziente è sedato ed è il chirurgo che esegue l'intervento,  nel parto la donna è vigile e parte attiva in tutte le fasi del parto. L'ambiente e l'approccio assistenziale sono aspetti che condizionano la percezione, il vissuto, i comportamenti e di conseguenza l'evoluzione sia del travaglio che del parto. Per tali ragioni tutte le sale parto moderne tendono ad essere strutturate come unità travaglio-parto dove si assistono tutte le fasi del parto, dal travaglio al post partum con arredi che hanno più un aspetto domestico che ospedaliero». «Il Dipartimento Materno Infantile Interaziendale Aou Novara-Asl Vercelli – ha detto il professor Gianni Bona, direttore del Dipartimento - ha fra i punti di eccellenza la Maternità di Novara. In questi anni il numero di nati si è posizionato intorno ai 2000 e, a fronte di un calo generalizzato delle nascite nel nostro Paese, ha continuato a incrementarsi, tanto è vero che quest'anno abbiamo un numero di neonati a metà di giugno che supera di 12 unità quelli del 2016. Indubbiamente l'apertura di 4 nuove sale parto rappresenterà oltre ad un elemento di maggior qualità e sicurezza per gli operatori e per le pazienti anche un un ulteriore elemento di attrazione verso il nostro Dipartimento».      v.s. Leggi di più sul Corriere di Novara di giovedì 29 giugno 2017 
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