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lunedì, 20 febbraio 2017

Donna derubata nell’area parcheggio del Santuario di Boca

| Cronaca BOCA, Ladri in azione domenica pomeriggio nell’area adibita a parcheggio posta davanti al Santuario di Boca, nel Novarese. Una signora ha parcheggiato la sua autovettura per assistere alla messa. Prima di lasciare il veicolo, ha messo la propria borsa nel baule, perché, come spiega la stessa figlia della donna su Facebook, “con stampella e borsa non riusciva a entrare in chiesa”. Al ritorno dalla messa, la sorpresa, finestrini dell’auto rotti e borsa sparita dal baule. Probabilmente qualcuno aveva curato la donna nel suo arrivo al Santuario, entrando in azione non appena è andata in chiesa. La figlia lancia un appello in Facebook, un appello che ha già 320 condivisioni. “Ora se qualcuno avesse visto qualcosa e ci può aiutare...c'erano all'interno documenti sanitari importantissimi! Grazie ...”. mo.c.

Fadia, in cantiere con il velo

| Generale «Lavorare in cantiere non è semplice per una donna: siamo sempre guardate con un po’ di perplessità, figuriamoci se la donna indossa pure il velo». Fadia Abouzeid, 20 anni, un bel sorriso e un hijab colorato che le incornicia il volto va subito al punto. Sa che un tecnico di cantiere di solito non ha il suo aspetto. Anche alla Scuola Edile di Novara quando l’hanno incontrata per la prima volta sono stati stupiti: una geometra di origine egiziana, sempre velata, col sogno di lavorare in edilizia sul campo. «E’ solo il primo impatto – precisa però – una volta che ho l’occasione di farmi conoscere non ho mai avuto problemi». In effetti, basta guardare il suo curriculum (seppur breve, vista la giovanissima età); superato a pieni voti il corso per tecnico di cantiere alla Scuola Edile Novarese, va in stage in un’azienda che la prende a stretto giro come tirocinante. l.pa. Vuoi saperne di più? Leggilo sul Corriere di Novara di lunedì 20 febbraio

Il Novara Calcio ha trovato l’equilibrio

| Sport NOVARA - E adesso non parlate di play off. Anche se la classifica del Novara, ad oggi, direbbe il contrario, con tre punti di distanza da quel fatidico ottavo posto, attualmente occupato dall’Entella, e ben sei lunghezze di vantaggio sulla zona rischio. C’è ancora tanta strada da pedalare, come si dice in gergo ciclistico, e per gli uomini di Boscaglia l’equilibrio deve continuare ad essere la stella polare da inseguire in questo incertissimo campionato di B. Sì, equilibrio, l’aspetto più evidente acquisito dal gruppo dopo il mercato di gennaio, a dispetto degli addii anche dolorosi di alcuni calciatori. L’ultima immagine ce l’hanno regalata i debutti coi fiocchi di Lancini e dell’ultimo arrivato Orlandi, che venerdì sera a Latina hanno avuto un impatto convincente fornendo prestazioni davvero autorevoli. Nuove certezze che si vanno ad aggiungere a quelle precedenti, di Chiosa e di Cinelli, aspettando l’esplosione di Macheda. Il giovane difensore giunto dal Brescia ha guidato magistralmente la difesa al posto dell’infortunato Mantovani, così come l’ingresso dell’italo-spagnolo, tesserato in extremis, ha cambiato passo al Novara, mostrando qualità e personalità. E bisogna dare i giusti meriti anche al nocchiero azzurro, che ha letto perfettamente la situazione. Boscaglia, dovendo sostituire gli acciaccati Cinelli e Chiosa, lo ha fatto con due cambi, Orlandi appunto e Kupisz (dirottando Dickmann a sinistra), che si sono rivelati azzeccati. Insomma, ha voluto provare a vincere la partita ed è stato premiato dall’ottavo gol di Galabinov, altro giocatore trasformato nel nuovo modulo e nell’atteggiamento. Sembrano passati secoli da quando il bulgaro sembrava ad un passo dall’addio. E’ indubbio che il colpaccio del “Francioni”, che ha regalato la prima vittoria dell’anno agli azzurri, porta in dote qualcosa di molto significativo, nell’autostima e nella convinzione. Questo Novara, chiamiamolo pure 2.0, incarna lo spirito combattivo, essenziale per fare strada in questa categoria. Anche per tale ragione non crediamo proprio che gli azzurri potranno correre il rischio di montarsi la testa, anzi. Adesso sanno benissimo che potrebbe essere pericoloso e controproducente. Soprattutto, perché all’orizzonte ci sono due partite casalinghe in quattro giorni contro avversari di spessore. Si comincia sabato al “Piola” con lo Spezia, si replicherà il martedì successivo con il Benevento dei grandi ex Baroni, Buzzegoli e Viola. Dopo due giorni di riposo oggi la squadra si ritroverà per iniziare a preparare il doppio impegno ravvicinato. Saranno giorni delicati per Boscaglia, alle prese con qualche punto interrogativo soprattutto in difesa: Troest sarà squalificato, mentre si capirà subito se Mantovani ha riassorbito il fastidio al ginocchio che lo aveva messo fuori a Latina. Il tecnico siciliano appare, invece, fiducioso sul recupero di Chiosa e Cinelli, usciti come detto malconci dal “Francioni”, mentre Calderoni (fermo per un problema muscolare) mercoledì si sottoporrà ad un esame di controllo approfondito. Per il laterale sinistro la presenza in campo sabato prossimo appare molto complicata. Tra i liguri, che hanno mancato contro il Trapani la quarta vittoria consecutiva, non ci sarà lo squalificato Fabbrini: una brutta perdita, anche se l’organico a disposizione di Di Carlo è di primissimo ordine. Paolo De Luca

«La passione di Sara esempio per tutti»

| Novara Città NOVARA - “Un giorno tra la gente del quartiere, un altro sulla strada per dovere (...). Sara ciao, così bella con la tua divisa blu, con la voglia di far bene e di far sempre di più, ti pensiamo tra le nuvole lassù”. E’ una delle strofe della canzone che, sulle note di una chitarra, ha chiuso - domenica mattina - la toccante cerimonia di intitolazione del Comando di Polizia municipale a Sara Gambaro. Ad un anno esatto dal tragico incidente in cui l’agente della Polizia locale novarese ha perso la vita in servizio, il ricordo di Sara è tutt’altro che sbiadito. E lo hanno dimostrato i tanti colleghi (provenienti da tutt’Italia) e gli altrettanti amici, conoscenti e semplici cittadini che hanno voluto “esserci” con la presenza e con il cuore, riempiendo il Duomo di Novara dove il vescovo Franco Giulio Brambilla ha officiato la messa di suffragio.Quindi, al Comando di via Alberto da Giussano, il momento più commovente, quando il marito di Sara, Flavio, ha scoperto con i figli  la targa che - d’ora innanzi - legherà per sempre il nome della vigilessa scomparsa a quello del Comando in cui aveva prestato servizio, «anche quando - come ha sottolineato il sindaco Alessandro Canelli - sarà finalmente trasferito in una sede più dignitosa».Una ferita, quella per l’improvvisa morte di Sara, ancora sanguinante. Non solo per la sua famiglia, i suoi figli che  hanno dovuto fare i conti con un dolore troppo grande per la loro giovane età, il marito, la sorella Luisa, i fratelli... Ma anche per tutti coloro che l’hanno conosciuta, perché lei - ancora il sindaco - «ha sempre dato voce e luce alla Polizia municipale novarese con il suo sorriso e il suo straordinario carattere». «Quando muore un bruco, nasce una farfalla - ha detto anche l’assessore alla Polizia municipale Mario Paganini, ringraziando tutti coloro che si sono spesi per l’intitolazione del Comando - E ognuno di noi, da quel giorno, ha la sua farfalla».Sara Gambaro, ha ricordato monsignor Brambilla, «è morta nell’adempimento del suo dovere. Quel dovere che svolgeva con passione. Questa targa non ci restituirà Sara. Ma ogni volta che la guarderemo  e leggeremo il suo nome, saremo certi di avere una marcia in più e ci sentiremo spronati a mettere, anche noi, passione in tutto quello che facciamo». Laura Cavalli

Open day per la Novara Soccorso sabato 26 e domenica 27 febbraio

| Novara Città NOVARA, La P.A. (Pubblica Assistenza) Novara Soccorso promuove due giorni di Open Day, occasione per presentare le proprie attività. L’appuntamento è per sabato 26 e domenica 27 febbraio, dalle 9 alle 18, alla sede della P.A. in strada Rizzottaglia 19 a Novara. Si potrà visitare la sede, ma anche assistere a dimostrazioni di manovre di primo soccorso e far un giro turistico con l’ambulanza. Novara Soccorso organizza anche il nuovo corso di volontario soccorritore. La presentazione giovedì 2 marzo alle 17. Il tutto alla sede di strada Rizzottaglia. Il corso di formazione gratuita per nuovi volontari, che prenderà il via il prossimo martedì 7 marzo alle 21, tratterà di primo soccorso; trasporto e servizi socio-assistenziali; protezione civile. mo.c.

Dalla Francia tre divorziate di… successo

| Spettacoli e cultura Tre divorziate di... successo che dalla Francia sbarcano in Italia. Da mercoledì 22 febbraio in scena al Teatro Leonardo di Milano lo spettacolo “Il Clan delle divorziate”. Sul palco anche un’attrice novarese che di strada ne ha fatta molta, in tv e in scena: Rossana Carretto. Insieme a lei, nell’inedito trio, ecco Stefano Chiodaroli e Jessica Polsky: tre donne divorziate (due attrici e un attore) in una commedia divertente e accattivante che ha conquistato la Francia: prima il Festival du Rire di Tolosa e poi la capitale Parigi. Con numeri da urlo: dopo 13 anni quasi tre milioni e mezzo di spettatori. Dopo altre 11 città oltralpe e, finalmente, ora Milano. Dove tornerà con nuovi interpreti. E un volto novarese. Quello di Rossana Carretto che così racconta la sua nuova avventura sul palco: «Un testo di successo, da anni in scena a Parigi, dove il sabato offre addirittura tre repliche, e in varie parti del mondo». La commedia, scritta da Alil Vardar, porta sulla scena, con la regia di Vittorio Borsari, la storia di tre donne che da poco hanno divorziato: tre donne molto diverse tra loro e che si vedono costrette a condividere un appartamento e la nuova vita da single. «Io sono Beatrice – continua Rossana -, una nobile milanese che si ritrova all’improvviso nella condizione di divorziata. In un primo momento la nuova situazione la rende euforica perché si sente rinata. Però nel contempo si trova a riflettere sul fatto che il nuovo la spaventi: come farà, anche economicamente, a reggere la situazione imprevista? Allora decide di affittare le sue stanze per sopperire al mancato guadagno. Lei, legata da regole e convenzioni della società, dalla dinastia nobile che le ha imposto certi canoni, si troverà a dover convivere con Michela e Mary. E per non scoprire che cosa significherà l’arrivo delle due donne nel suo mondo diciamo solo che il pubblico, nel corso dello spettacolo, capirà come Beatrice reagirà agli stimoli esterni». Quali sono gli ingredienti del successo di questa commedia? «Molta autoironia da parte dei tre personaggi, capaci di prendersi in giro. Lo spettacolo tocca le corde comiche di tutti i colori. Livelli di comicità diversi che vanno ad accontentare ogni gusto. Per questo piace. Come in un cartone animato: si resetta e si ricomincia da zero. Il che non sarebbe male anche nella vita di tutti i giorni. Ve lo garantisco, sarà un’esplosione di gag e battute, tre vulcani e ognuno a suo modo. Non solo: due donne e un uomo. Non un uomo vestito da donna, ma un uomo che si comporta da donna, secondo la regola imposta dall’autore francese. Toni diversi per Stefano che gioca anche sulla fisicità: lo conosco dai tempi di “Colorado Cafè” ed è stato bello ritrovarsi dopo averlo fatto nascere nel 2003. Con Jessica Polsky recito per la prima volta: è una vera esplosione di energia e simpatia, con il sorriso sempre sul volto. Faccio il mestiere più bello del mondo e mi diverto. Vedrete che cosa combineremo sul palco. L’adrenalina è al massimo, già durante le prove». Rossana Carretto ha appena debuttato come protagonista a Fiume in una coproduzione italo-croata, “Omicidi in pausa pranzo”, «tratto dall’omonimo romanzo di Viola Veloce, edito da Mondadori, di cui ho curato anche l’adattamento teatrale insieme alla regista Paola Galassi. Il debutto in Croazia e poi gli spettacoli, tutti sold out, a Trieste». Ma il desiderio di tornare a recitare nella sua città è forte per Rossana che continua a portare in giro con successo, come attrice solista, il suo one woman show comico “Una donna impenetrabile” mentre dal 2013 fa parte del gruppo “Le Scemette” che ha ricevuto importanti premi. «Spero – conclude l’attrice novarese – di poter essere di nuovo a Novara dove ha appena riaperto il Teatro Faraggiana. Io piango quando in Italia ne chiudono uno. Ed è una bellissima notizia sapere che in corso della Vittoria si può andare ancora a teatro. Teatro che è fondamentale per l’essere umano, è qualcosa di terapeutico, fa gioire. E poi che ricordi al Faraggiana: le code all’alba per fare l’abbonamento! Viva i teatri che aprono, viva chi li apre e li tiene in vita». Eleonora Groppetti 

Il Rotary Novara San Gaudenzio in piazza con la "Shelterbox"

| Generale NOVARA - Sabato 18 febbraio in piazza Martiri è stata montata per tutto il giorno la "Shelterbox", una tenda che può essere utilizzata a scopo umanitario per aiutare le popolazioni colpite dalle calamità. Si è trattata di una iniziativa del Rotary Club Novara San Gaudenzio, come ci ha spiegato il presidente Antonio Poggi Steffanina, “organizzata in occasione del 112° anniversario della nascita del primo Rotary Club nel mondo, avvenuta a Chicago il 23 febbraio 1905 per volontà dell'avvocato Paul Harris”. La Shelterbox è stata installata in piazza per sensibilizzare e far conoscere alla cittadinanza questo service che il Rotary porta avanti da 14 anni. “In questi anni sono state realizzate 135.000 tende – ci ha detto ancora il presidente – sono stoccate in 15 magazzini in diverse parti del mondo. In caso di calamità posso essere rapidamente inviate nelle zone colpite: sono state utilizzate ad esempio in Nepal dopo il terremoto e ad Haiti. In Italia non vengono usate perché da noi c’è la Protezione civile con tutte le sue strutture di emergenza, in molti Paesi non esiste un’organizzazione del genere”.  “La Shelterbox, ha una dimensione di 25 metri quadrati, può ospitare fino a 10 persone e chiusa pesa solo 55 kg – ci ha poi spiegato Dario Garbini, prefetto del Rotary Novara San Gaudenzio e responsabile del progetto Shleterbox, presente con altri soci del club – si possono montare facilmente, noi ci abbiamo messo circa 45 minuti. Ognuna ha un costo di 750 euro, che comprende le attrezzature, imballaggio, stoccaggio e distribuzione nelle zone dei disastri. Il kit oltre alla tenda comprende una stufa, tutto quanto serve per cucinare e mangiare, giochi e colori per i bambini, coperte e sacchi a pelo, una serie di attrezzi, zanzariere e luce alimentata da una cellula fotovoltaica”.  Chi volesse contribuire anche solo con pochi euro a questo importante progetto può fare una donazione tramite il sito www.shleterbox.it o fare un bonifico a favore di Shelterbox Italia Onlus a queste coordinate IT40D0335901600100000121688. Valentina Sarmenghi 

Finesettimana tra cioccolato e specialità regionali italiane (FOTOGALLERY)

| Spettacoli e cultura NOVARA - E’ stato un finesettimana molto “dolce” per Novara grazie a “Chocomoments”, il festival del cioccolato artigianale che si è svolto da venerdì a domenica in piazza Duomo. Erano presenti diversi stand di produttori con le loro specialità, dalle curiose sculture di “oro nero” alle crèpes, dai liquori aromatizzati, alle creme, dalle fontane di cioccolata alle classiche tavolette fondenti, al latte o bianche. E ancora torte sacher, stecchi di cioccolato da passeggio, frutta imbevuta nel cioccolato. Molta partecipazione hanno avuto i laboratori per piccoli e grandi che si sono svolti durante i tre giorni della manifestazione a cura dei maestri cioccolatieri di Giancarlo Maestrone di Gambolò: durante questi momenti gli interessati hanno potuto conoscere da vicino come nasce il cioccolato, dalla raccolta del frutto alla tostatura al cioccolato finito, e hanno imparato come preparare forme di cioccolato con stampini e sac à poche (i bambini) e praline di cioccolato ripiene (gli adulti). Sempre allestita la Fabbrica del Cioccolato, una struttura che mostra in presa diretta tutte le fasi di lavorazione del cioccolato con il percorso di conoscenza Choco Word Educational. Molta curiosità ha destato infine la tavoletta da 10 metri di cioccolato realizzata in piazza nel tardo pomeriggio di sabato.  Nel finesettimana si è svolto anche il mercatino enogastronomico "Unità d'Italia a tavola". La manifestazione è stata organizzata da Arte Group. In corso Cavour hanno trovato posto gli stand di produttori provenienti dalle diverse regioni della penisola con le loro specialiità: dai salumi e pane carasau dalla Sardegna, strudel, speck e bretzel dall'Alto Adige, taralli e sottoli dalla Puglia, formaggi dalla Valle d'Aosta solo per citarne alcuni. 

Palo cade su un'auto in sosta

| Cronaca NOVARA, Intervento di un’autovettura della Polizia locale, nel pomeriggio di domenica, in via Monte Santo, strada compresa tra via Col di Lana e via Montello, nella zona di corso XXIII Marzo. Qui, fortunatamente senza colpire nessuno, ma danneggiando un’autovettura parcheggiata, una Mercedes classe A di colore grigio, è caduto un palo che costeggiava la strada. Gli agenti della Polizia locale hanno prontamente recintato la zona e valutato quanto accaduto, raccogliendo i racconti di testimoni o di chi, viceversa, ha udito il rumore della caduta del palo. L’intervento è durato qualche tempo ed è stato immortalato da alcuni residenti e condiviso anche in alcuni gruppi sul social network Facebook (da dove è tratta la foto). Post dove sono stati tantissimi i commenti, soprattutto in riferimento al presunto mancato controllo della situazione dei pali presenti in città, «molti dei quali – sostenevano alcuni novaresi – ammalorati e a rischio di cadere, proprio come questo di via Monte Santo».mo.c.
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