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mercoledì, 26 aprile 2017

A Novara celebrazioni del 25 aprile con polemica

| Novara Città NOVARA - Si sono svolte ieri come da programma le celebrazioni per il settantaduesimo anniversario della Liberazione organizzate da Comune, Prefettura e Provincia di Novara in collaborazione con l’Istituto storico della Resistenza e della Società contemporanea della provincia di Novara e del Vco “Piero Fornara", l’Associazione nazionale partigiani d’Italia e Assoarma. La commemorazione del 25 aprile è iniziata in viale IV Novembre, con deposizione della corona al monumento ai Caduti e la partenza corteo accompagnato dalla Banda, poi la messa in Duomo e trasferimento nel cortile del Broletto, dove si sono susseguiti gli interventi delle autorità e l’orazione ufficiale della presidente dell’Associazione Amici Museo Rossini e assessore alle Risorse economiche Silvana Moscatelli (nella foto). I bambini della scuola primaria Bollini hanno letto le poesie della raccolta scritta da loro stessi “Dalla Resistenza alla Costituzione: i ragazzi raccontano” e i ragazzi della media Morandi hanno presentato i loro elaborati  e la presentazione del progetto “Verso la democrazia”.Nel pomeriggio al Circolo XXV Aprile l'incontro pubblico “Il 25 al 25 Aprile - Un aperitivo tra parole, musica e immagini per commemorare insieme la Liberazione” con i ragazzi dell’Istituto comprensivo “Bellini” e la proiezione delle video interviste “Gli ultimi Partigiani” di Enrico Omodeo Salè. La giornata è stata segnata anche da una polemica innescata dal Gruppo del partito democratico in Consiglio comunale che ha diramato la seguente nota: "La festa della Liberazione dovrebbe essere, nelle intenzioni originarie, il ricordo di uno degli elementi fondanti della Repubblica. Per questo, al di là delle diverse sensibilità culturali, politiche e personali, il 25 aprile è la festa di tutti. E per questo ha sempre avuto una forte caratterizzazione istituzionale. Oggi abbiamo visto, con profondo rammarico, che il sindaco pro tempore della città di Novara ha scelto di non onorare questo momento solenne, disertando le celebrazioni a Novara e preferendo partecipare ad una manifestazione di partito a Verona. Canelli dimostra ancora una volta di orientare i propri comportamenti secondo una scala di valori assai distante dalla nostra: per lui conta di più l'ossequio al suo "capo" partito (tra l'altro in una iniziativa provocatoriamente voluta da Salvini in questa giornata) che la presenza nel proprio ruolo istituzionale ad una celebrazione ufficiale di una festa nazionale. Noi stiamo dall'alta parte". Su Facebook risponde il consigliere comunale della Lega Nord Matteo Marnati: "Alle puerili polemiche del partito democratico, rispondiamo rammentando che durante San Gaudenzio nessuno di loro si fece vedere durante le manifestazioni cittadine. Mentre, oggi 25 aprile, l'amministrazione comunale era ben rappresentata al Broletto da un assessore importante come Silvana Moscatelli e anche il pro-tempore presidente della provincia Besozzi del pd è stato sostituito da un suo delegato. In un paese libero ognuno decide come festeggiare il giorno della liberazione e noi abbiamo voluto stare con i nostri fratelli e portare solidarietà alle vittime, intervenute sul palco, accusate di eccesso di legittima difesa, come il gioielliere Giuseppe Maiocchi, il benzinaio Stacchio e Robertino Zancan. Anche oggi i membri del Pd novaresi hanno deciso di fare l'ennesima figuraccia". v.s. Leggi di più sul Corriere di Novara di giovedì 27 aprile 2017 

Una pioggia di euro per incentivare la crescita della città

| Novara Città La Regione Piemonte ha messo a disposizione, tramite l’assessorato alle Attività produttive, uno stanziamento di fondi di origine europea relativi all’asse VI del Programma operativo regionale (Por) Fers (Fondo europeo sviluppo regionale) per 48,2 milioni di euro da destinare a interventi di sviluppo urbano sostenibile. A poterne beneficiare sono i sette Comuni capoluogo di provincia (Novara, Alessandria, Asti, Cuneo, Vercelli, Biella, Verbania).Gli ambiti di azione sono tre: soluzioni tecnologiche per la digitalizzazione e l’innovazione dei processi interni alla pubblica amministrazione; promozione dell’eco efficienza e riduzione dei consumi di energia; interventi per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale. Ai primi due ambiti sono destinati 9,5 milioni di euro ciascuno, alla valorizzazione del patrimonio culturale  29,2 milioni di euro.In base alla ripartizione calcolata per numero di abitanti residenti, il Comune di Novara avrà 7,7 milioni di euro che cofinanzierà al 20% per rimettere in ordine il patrimonio monumentale che riveste particolare significato culturale nella storia della città e rendere la città attrattiva dal punto di vista turistico.Al sindaco Alessandro Canelli abbiamo chiesto di illustrare le aree di intervento che saranno interessate dai progetti di riqualificazione culturale, finanziati dalla Regione Piemonte con fondi europei.«Il progetto che abbiamo già presentato in Regione, - ha detto il sindaco - è stato costruito completamente da noi, poiché nei cassetti abbiamo trovato il nulla. Nel mese di settembre 2016, infatti, la Regione ci ha chiamato per dire che Novara non si era mai fatta viva, abbiamo subito assicurato la nostra partecipazione e siamo partiti a spron battuto con tempi di azione ristrettissimi, grazie al lavoro di tutti, siamo riusciti a presentare in tempo le richieste». Tre sono le aree principali di intervento. «La prima – ha spiegato il sindaco - riguarda il completamento dei lavori di riqualificazione del castello, che sono attinenti agli allestimenti interni, all’efficientamento energetico e al consolidamento delle mura del fossato. Un secondo progetto interessa la Basilica di San Gaudenzio e la sua cupola. Abbiamo recepito spunti progettuali e alcune indicazioni da parte della Fabbrica Lapidea, per intervenire con un attento monitoraggio sulla situazione manutentiva del nostro monumento simbolo. Importante sarà il consolidamento e la messa in sicurezza per poter salire sino in cima alla cupola, salita che attualmente non è possibile. E’ prevista anche la creazione di una biglietteria e di un’area di ingresso con bookshop, che sia dignitosa e consona all’importanza del monumento». Un terzo progetto è relativo a palazzo Faraggiana dove sono ubicati gli uffici dell’urbanistica e che ha necessità di intervento di manutenzione straordinaria. «Nelle nostre intenzioni a questo palazzo deve essere ridata la sua destinazione di area espositiva culturale in base al lascito testamentario. Una volta riqualificato l’edificio sarebbe bello potervi collocare la collezione etnografica Ugo Ferrandi (esploratore e geografo novarese, ndr.) che attualmente è custodita nel deposito di Biandrate. Si tratta di progetti già presentati e prevalutati positivamente dalla Regione».Il sindaco ha aggiunto che il Comune di Novara partecipa anche all’asse IV per migliorare l’efficienza energetica negli uffici pubblici: «Presenteremo - ha concluso - i progetti relativi ai nostri edifici pubblici per intercettare altre risorse, a questo stiamo già lavorando». Mariateresa Ugazio

Resistenza, memoria da ricordare

| Spettacoli e cultura NOVARA - Una memoria da non dimenticare, anche se ormai sono trascorsi più di sette decenni. La durata media (quasi) di una vita, secondo le più recenti statistiche. E che proprio per questo vede la “pattuglia” dei suoi diretti testimoni ridursi ogni stagione sempre di più, per evidenti ragioni anagrafiche. Ecco perché il 25 Aprile, anniversario della Liberazione, da tempo si è trasformato in un vero e proprio “messaggio” rivolto alle nuove generazioni. Istituzioni e organizzazioni come lo stesso Istituto storico della Resistenza “Piero Fornara” presieduto da Paolo Cattaneo e diretto da Gianni Cerutti o l’Anpi provinciale guidato da Massimo Bosio sono da tempo in prima fila nel coinvolgere il mondo della scuola in occasione di questo, come in altri appuntamenti. La partecipazione di alunni e studenti alle cerimonie non deve essere fine a se stessa. Anche oggi, in occasione della commemorazione in programma a Novara nel cortile del Broletto, spazio sarà lasciato alla lettura di poesie scritte dai bambini della 5a A della primaria “Bollini” (Istituto comprensivo “Duca d’Aosta”), che precederà la presentazione di alcuni elaborati realizzati dai ragazzi della 2a D della Secondaria di Primo grado “Morandi” (Istituto comprensivo “Margherita Hack”) che hanno partecipato al progetto “Verso la democrazia”. Una memoria che deve essere perpetuata, perché anche se il nostro territorio non fu fortunatamente coinvolto in pesanti eventi legati all’ultimo conflitto, non deve essere dimenticato che per venti lunghi mesi nel Novarese, nell’Ossola e nella vicina Valsesia, la Resistenza riuscì a scrivere molte pagine gloriose. Alcune note, altre meno. Fu nella zona più settentrionale dell’allora nostra “grande” provincia che nell’autunno del 1944, in una vasta area liberata avente come epicentro la città di Domodossola, si riuscì a sperimentare una vera e propria forma di “autogoverno” conosciuto da tutti come la Repubblica partigiana dell’Ossola. Sull’altro fronte le truppe tedesche d’occupazione e i fascisti dell’Rsi si resero invece protagonisti di numerosi saccheggi ed eccidi nei confronti della popolazione civile. Diversi episodi sono entrati ormai nella memoria collettiva: la strage di Meina del settembre del ’43, che causò la morte di sedici ebrei; e poi ancora le stragi di Castelletto Ticino e Borgo Ticino, sino a quelle avvenute (nel corso del 1944) a Novara, tra Vignale e il centro cittadino, nelle attuali piazze Martiri e Cavour. Alla fine il contributo del Novarese alla guerra di Liberazione si può riassumere in queste cifre: 67 Cln (Comitati di liberazione nazionale) costituiti; 5.737 combattenti “riconosciuti” e 1.135 caduti, di cui 66 civili. Un “prezzo” importante, da non dimenticare, come non deve essere dimenticato l’impegno di tutti coloro che, cominciando dall’allora amministratore apostolico della Diocesi, monsignor Leone Ossola, proprio nelle giornate del “passaggio” del fronte, si adoperarono affinché alla città di San Gaudenzio venissero risparmiate rovine e lutti.Luca Mattioli

“Semi non cemento”, anche Legambiente Novara in piazza per la Giornata della Terra

| Generale NOVARA - Circolo Legambiente di Novara in piazza in occasione della Giornata Mondiale della Terra per la campagna europea "People4Soil". Il gazebo è stato allestito in centro, in piazza delle Erbe, nel pomeriggio del 21 aprile: qui i volontari hanno distribuito sacchetti di semi di girasole con lo slogan “Semi non cemento”, sensibilizzato i cittadini sul tema della tutela del suolo e raccolto le firme per far sì che l’Europa abbia una normativa comune in questo ambito. “Tutelare il suolo con delle leggi è il primo modo di proteggere uomini, piante, animali. Senza un suolo sano e vivo non c'è futuro. Un suolo sano e vivo ci protegge dai disastri ambientali, dai cambiamenti climatici, dai veleni nel piatto. People4Soil è un'Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) sostenuta da più di 400 associazioni che chiedono all'UE norme specifiche per tutelare il suolo, bene essenziale alla vita come l'acqua e come l'aria”: è quanto si legge sul sito www.people4soil.eu , dove si può anche firmare la richiesta. Ed è quanto ci hanno spiegato la presidente di Legambiente Novara Marzia Demarchi affiancata da Laura Ciceri: “La cementificazione incontrollata non può che fare danni al nostro pianeta – hanno sottolineato – Ognuno di noi nel nostro piccolo può fare qualcosa per cambiare le cose: modificare in modo più “verde” le nostre abitudini garantirà un futuro migliore ai nostri figli. Per quanto riguarda la nostra città vigiliamo costantemente su alcune questioni come il progetto di area logistica ad Agognate, l’allargamento del Cim a Pernate. A Veveri sembrava dovessero solo recuperare la struttura del vecchio supermercato e invece ne hanno costruito un altro”. A raccogliere le firme erano presenti i membri del Presidio di Legambiente del liceo classico linguistico Carlo Alberto, gli studenti Francesca Fasoli, Stefano Carlini, Alessio Martino,  Priscilla Ceka e Mirsela Dyrkaj. “Il presidio è nato lo scorso anno – ci hanno spiegato – abbiamo già fatto diverse iniziative come raccogliere i rifiuti intorno alla nostra scuola e organizzato conferenze sui temi ambientali”. “E’ bello vedere dei giovani che si impegnano per l’ambiente  - hanno detto Demarchi e Ciceri – in un mondo dove c’è grande indifferenza verso queste tematiche è fondamentale l’apporto di nuove forze per portare avanti le nostre campagne”. “Siamo piccoli granelli di sabbia di fronte alla vastità delle problematiche che ci sono in gioco – hanno continuato – ma da una parte le amministrazioni e i governi dovrebbero avere il coraggio di sfruttare le potenzialità delle energie alternative per uscire dalla crisi economica e dall’altro i cittadini devono ricordarsi che anche le singole azioni possono determinare grandi cambiamenti”. Valentina Sarmenghi   
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