Festival Teatro sull’Acqua

Pietro Chiarenza torna ad Arona con “Scorre il tempo”: «Un incontro speciale tra fuoco e acqua»

Prima nazionale giovedì 3 settembre al Lagoscenico. Il regista, cresciuto tra Angera e Arona, porta in scena un viaggio visivo e poetico sospeso sul lago

Pietro Chiarenza torna ad Arona con “Scorre il tempo”: «Un incontro speciale tra fuoco e acqua»

«Un incontro speciale tra due elementi agli antipodi» È partito dal Belgio, dove vive e lavora, per raggiungere la “sua” Arona dove ha trascorso gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza. Pietro Chiarenza, regista e autore, è tra i protagonisti del Festival Teatro sull’Acqua organizzato da Arona Città Teatro.

Pietro Chiarenza torna ad Arona con “Scorre il tempo”

Giovedì 3 settembre alle 21 il Lagoscenico di piazza del Popolo lancia la prima nazionale di “Scorre il tempo” (con repliche fino al 6, prove generali aperte il 2, sempre alle 21). QUI tutte le info sulla rassegna e per l’acquisto dei biglietti.

Una produzione firmata Sprookjes enzo e Compagnie Ombra di Luna con regia, soggetto e scenografia di Pietro Chiarenza. Un viaggio visivo e poetico in cui il fuoco incontra l’acqua, il teatro incontra il circo e la meraviglia si illumina a festa.

Una macchina del tempo e tre figure femminili vestite di rosso che la attraversano: la bambina del passato, la giovane donna del presente, la signora anziana del futuro.

«Uno spettacolo davvero per tutti, dai 4 ai 99 anni e oltre — commenta il regista —: per i bambini, per i giovani, per gli adulti, per chiunque abbia voglia di lasciarsi incantare da questo incontro speciale tra due elementi apparentemente agli antipodi. È una storia che parla una lingua universale: un concerto di immagini, parole, silenzi e musica. Vi aspettiamo numerosi a partire dal 3 settembre, qui sulle acque di Arona, per lasciarvi trasportare, almeno per un’ora, fuori dal tempo».

Chiarenza è artista dal curriculum internazionale: lombardo di origine, è cresciuto tra Angera e Arona, oggi vive in Belgio. «Sono figlio d’arte (Marcello, noto scenografo, autore, regista e artista visivo, ndr) per cui sono cresciuto mangiando pane e teatro. Il circo e il teatro fanno parte della mia vita da sempre. Per me è una grande emozione lavorare ad Arona, è un ritorno a casa, alla mia infanzia. Mi vengono in mente tanti ricordi romantici, le mattine brumose in cui attraversavo il lago per andare a scuola. Ad Arona ho frequentato il Liceo Classico. Ma scorrono nella memoria anche le immagini degli spettacoli portati in scena ad Arona e ad Angera, con mio papà, unendo le due sponde del lago. L’acqua ha sempre camminato al mio fianco. E il percorso è proseguito quando mi sono trasferito a Venezia dove ho fondato la mia prima compagnia di circo e teatro. Anche il fuoco mi ha accompagnato nel corso della mia vita. Mi sono specializzato nell’uso del fuoco, strumento potente non solo per la sua immagine estetica ma anche drammaturgica: può raccontare e non solo stupire».

Dall’Italia al Belgio: «Più di vent’anni fa, in tournée con mio padre, mi sono fermato ad Anversa dove ho conosciuto la mia futura moglie, anche lei impegnata nel mondo dello spettacolo, ma a livello di produzione e organizzazione. Dopo aver continuato le nostre esperienze in tutta Europa ho deciso di fare il grande passo. E così mi sono trasferito in Belgio».

Ora l’impegno al Teatro sull’Acqua: «Sono veramente grato per l’opportunità che mi è stata offerta. Un grazie di cuore a Luca Petruzzelli, il direttore del festival, per l’impegno incredibile. Arona è un posto particolare per me: da piccolo mi sedevo e guardavo il lago. E ora dopo 30 anni torno a guardarlo, ma con occhi diversi».

Mancano pochi giorni alla prima: «Lo spettacolo si svolge in un luogo di fantasia: una specie di fabbrica del tempo sospesa sull’acqua, da qualche parte in mezzo a un lago». In scena ci sono lui, Pietro Chiarenza, nei panni del Direttore, Elsa Bossi (già protagonista al festival) che è Domani, poi Marco Migliavacca (artista circense novarese che gira il mondo), Anders & Milo Chiarenza, figli del regista, nei panni Tic, Tac e Toc, operatori della fabbrica del tempo. Le musiche originali sono firmate da Michele Moi.

«Gran parte degli oggetti sono costruiti da me. Mettere insieme fuoco e acqua non è immediato. È una sfida. Ed è proprio questa tensione tra elementi opposti che mi interessa esplorare. Per dare voce al tempo, per raccontare questa fabbrica immaginaria in mezzo al lago, e attraverso di essa, evocare storie, immagini, passaggi. Siamo curiosi e inquieti. Al Lagoscenico scopriremo molte cose che non possiamo prevedere».