Cerimonia

La Fiamma Olimpica accende Novara: una città in festa verso Milano-Cortina 2026

La fiaccola ha attraversato le vie cittadine: ultima tedofora Martina Bernile, che ha acceso il braciere in una piazza Martiri gremita

La Fiamma Olimpica accende Novara: una città in festa verso Milano-Cortina 2026

Martedì 13 gennaio 2026 Novara ha vissuto una serata destinata a restare nella memoria collettiva.

La Fiamma Olimpica accende Novara

L’arrivo della Fiamma Olimpica, simbolo dei Giochi di Milano-Cortina 2026, ha trasformato la città in un grande palcoscenico di sport, partecipazione e condivisione, scaldando il cuore dei cittadini e illuminando il centro storico.

Il passaggio della Fiamma Olimpica ha rappresentato per Novara non solo un evento simbolico, ma un’occasione per sentirsi parte di un momento storico che unisce tradizione, passione e futuro, proiettando la città verso l’appuntamento olimpico di Milano-Cortina 2026.

Il passaggio della fiaccola in città

Nel tardo pomeriggio la Fiamma Olimpica ha fatto il suo ingresso a Novara, avviando il percorso cittadino con partenza da corso Vercelli. La fiaccola, portata da una staffetta di 29 tedofori, ha attraversato le principali vie e baluardi della città, accompagnata dall’entusiasmo di cittadini, famiglie e appassionati di sport.

Tra i nomi più di spicco, che hanno portato la fiaccola nel percorso interno della città, c’erano Mario Armano, Cosimo PintoFrancesca Gallina, la Delegata Coni di Novara, professoressa Rosalba Fecchio, il Direttore d’orchestra, Riccardo Bisatti, novarese dell’anno 2025.

Infine, ad avere l’onore di percorrere l’ultima frazione e accendere il braciere è stata la campionessa novarese di pugilato Martina Bernile.

La cerimonia in piazza Martiri

Il cuore della celebrazione è stato Piazza Martiri della Libertà, dove già dal mattino era stato allestito il Villaggio Olimpico. A partire dalle 17, la piazza ha accolto il pubblico per il programma ufficiale, tra saluti istituzionali e la presentazione del ricco tessuto sportivo novarese.

Sul palco sono stati chiamati i rappresentanti dell’amministrazione comunale, il presidente della provincia Marco Caccia, il prefetto Francesco Garsia, la consigliera regionale Daniela Cameroni. Successivamente è stato il momento dei rappresentanti delle associazioni sportive novaresi per un applauso e una foto ricordo.

Non sono mancati i commenti del sindaco Alessandro Canelli e dell’assessore allo Sport e vicesindaco Ivan De Grandis, che hanno sottolineato il valore dell’evento per Novara, città da sempre legata allo sport e ai suoi valori.

“Una fiamma olimpica che non è soltanto un simbolo ma racconta una storia che dura da secoli e parla di impegno, sacrificio e rispetto delle regole – ha detto il sindaco – Vorrei ringraziare tutti i dirigenti, gli allenatori e i volontari dell’associazionismo sportivo novarese per tutto quello che fanno ogni giorno”.

“Accogliamo questa fiamma olimpica con orgoglio e semplicità – ha poi aggiunto – consapevoli che questa fiaccola deve raccontare e trasmettere i valori dello sport non soltanto un giorno ma tutti i giorni dell’anno, illuminando il cammino e gli sforzi che fanno le associazioni della nostra città”.

Durante la cerimonia sono stati premiati i medagliati dei Campionati Nazionali Universitari dell’Università del Piemonte Orientale, atleti che si sono distinti non solo per i risultati sportivi ma anche per il loro percorso umano e formativo.

L’accensione del braciere

Preceduto da un partecipato dj-set che ha scaldato il numeroso pubblico presente in piazza Martiri con canti e balli, è arrivato il momento più atteso, seguito da moltissime persone.

Intorno alle 19.40, l’arrivo di Bernile, ultima Tedofora, ha segnato il culmine della giornata. Accolta da un cordone formato da atleti di tutte le età, la pugile novarese ha consegnato la fiamma alla città. L’accensione del braciere ha suggellato simbolicamente l’abbraccio di Novara ai valori olimpici.