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L’artista novarese Alessandro Vinci protagonista ad ArteGenova 2026

La fiera, in programma a Genova dal 13 al 15 febbraio 2026, vede tra i protagonisti il pittore con atelier a Galliate

L’artista novarese Alessandro Vinci protagonista ad ArteGenova 2026

C’è anche Novara tra i protagonisti di ArteGenova 2026, una delle principali fiere italiane dedicate all’arte moderna e contemporanea.

L’artista novarese Alessandro Vinci protagonista ad ArteGenova

L’artista novarese Alessandro Vinci ha preso parte alla 20ª edizione della manifestazione, presentando una nuova serie di opere che hanno attirato fin da subito l’attenzione del pubblico e degli operatori del settore. Lo stand dell’artista si è distinto per un vero e proprio tripudio di dipinti, frutto di una ricerca pittorica personale e riconoscibile. Già dal vernissage si sono registrate vendite e numerose richieste, segno di un forte interesse verso il suo lavoro anche in ambito fieristico.

Alessandro Vinci, che ha il suo Atelier e laboratorio a Galliate, è fondatore del progetto Quadri Su Commissione, attraverso il quale realizza opere personalizzate per privati, architetti e collezionisti. Il suo metodo si basa su un processo creativo strutturato e su misura, che accompagna il cliente dalla fase di ascolto fino alla realizzazione dell’opera, con l’obiettivo di arricchire gli spazi abitativi con dipinti unici.

La partecipazione ad ArteGenova ha rappresentato anche l’occasione per presentare questo modello innovativo al pubblico della fiera, confermando come il mercato dell’arte sia sempre più attento a progetti che uniscono qualità artistica e visione imprenditoriale.

«Partecipare ad ArteGenova è stato un momento importante. Portare il mio lavoro in un contesto così autorevole e vedere l’interesse concreto del pubblico, già dal primo giorno, mi conferma che l’arte su commissione non è solo decorazione, ma un modo serio e strutturato di fare impresa culturale. Il mio obiettivo resta lo stesso: creare opere che abbiano un senso reale per chi le vive ogni giorno», racconta Alessandro Vinci.