Mazze, palline, wicket e tanti bambini insieme. Sabato 29 agosto il campo sintetico dell’oratorio della Parrocchia di Sant’Agabio, in via Giannoni a Novara, ha ospitato una giornata dedicata alla scoperta del cricket, trasformando uno sport ancora poco conosciuto da molti bambini italiani in un’occasione di incontro tra storie e culture differenti.
A Sant’Agabio il cricket diventa un ponte tra culture
L’iniziativa è stata promossa da IDU PLVDA APS – Comunità Educante PPEPI nell’ambito di “PARTECIPA – L’estate novarese nei quartieri”, il programma del Comune di Novara, con la collaborazione del mondo del cricket e la partecipazione del Milan Cricket Club.
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Fondamentale per l’organizzazione è stata la disponibilità di don Massimo Volpati e delle suore, che hanno messo a disposizione il campo dell’oratorio. Alla giornata ha partecipato anche Andrea Lanzoni, presidente del Milan Cricket Club, che ha accompagnato bambini e ragazzi alla scoperta delle prime regole e dei gesti tecnici, mettendo a disposizione esperienza, competenze e passione.
Per molti partecipanti si è trattato del primo incontro con il cricket. Per altri, invece, questo sport rappresentava qualcosa di familiare, legato alla cultura e alla storia dei Paesi di origine delle proprie famiglie. La giornata ha così proposto anche una diversa prospettiva sull’integrazione: non soltanto bambini provenienti da altre culture chiamati a conoscere la realtà italiana, ma anche bambini italiani invitati a scoprire e valorizzare il patrimonio culturale e familiare dei propri coetanei.
Sul campo, chi già conosceva le regole ha giocato insieme a chi impugnava una mazza da cricket per la prima volta. I partecipanti hanno imparato osservandosi, provando, sbagliando, aspettando il proprio turno e ricominciando. Bambini con età, caratteri, storie e origini differenti hanno progressivamente costruito un linguaggio comune fatto di gioco, gesti, incoraggiamenti e risate.
Per la Comunità Educante PPEPI lo sport non è soltanto un’attività ricreativa, ma anche uno strumento educativo capace di favorire fiducia, apprendimento e senso di appartenenza. È la stessa prospettiva che ha accompagnato il percorso sviluppato durante l’estate: creare occasioni nelle quali i bambini possano sperimentare concretamente la relazione con gli altri, imparando ad aspettarsi, aiutarsi, affrontare piccoli conflitti e fare spazio a chi arriva.
Durante la giornata sono stati gli stessi bambini a coinvolgere spontaneamente i compagni, prestando attenzione anche a chi aveva bisogno di più tempo per inserirsi nel gruppo. Un risultato meno visibile rispetto a una partita vinta, ma particolarmente significativo dal punto di vista educativo.
“Esserci e crederci” sono le parole che hanno accompagnato l’estate della Comunità Educante PPEPI e che hanno trovato una traduzione concreta anche sul campo di Sant’Agabio: essere presenti e costruire relazioni con continuità, confidando nella capacità dei bambini di crescere e prendersi cura dei rapporti con gli altri.
Il pomeriggio si è concluso con sorrisi e riconoscimenti, lasciando la consapevolezza di avere vissuto qualcosa capace di andare oltre lo sport. La sintesi scelta dagli organizzatori per raccontare la giornata è: “Tante storie. Una sola squadra”.