Non è solo un riconoscimento formale, ma il risultato di un lavoro che da anni porta Novara dentro i grandi network internazionali della ricerca. Nel campo dell’immunologia, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità si sta affermando come uno dei punti di riferimento per lo sviluppo di terapie sempre più mirate, grazie a progetti europei e studi pubblicati sulle principali riviste scientifiche.
Immunologia d’eccellenza a Novara: AOU riferimento regionale
Come annunciato lo scorso febbraio 2026 (QUI l’annuncio) la struttura di Immunologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità è stata infatti riconosciuta dalla Regione Piemonte come Centro di Alta Specializzazione di riferimento regionale, consolidando un percorso costruito negli anni tra assistenza e ricerca.
La struttura opera all’interno della Medicina Interna 1 diretta da Mario Pirisi ed è strettamente collegata al Centro per le Malattie Autoimmuni e Allergiche dell’Università del Piemonte Orientale.
Una sinergia che consente di offrire ai pazienti percorsi sempre più mirati e specialistici, soprattutto nei casi più complessi, rafforzando al tempo stesso il ruolo di Novara nella rete sanitaria del Piemonte Orientale.
Il riconoscimento regionale premia anche la capacità dell’AOU di lavorare in rete con le strutture del territorio, diventando un punto di riferimento per tutta l’area.
Ricerca internazionale e medicina di precisione
Accanto all’attività clinica, un ruolo centrale è svolto dalla ricerca. La struttura di Immunologia è infatti coinvolta in importanti progetti internazionali sulla medicina di precisione, con particolare attenzione all’artrite reumatoide.
Tra questi spicca il progetto europeo 3TR, il più grande programma di ricerca immunologica mai finanziato in Europa, che coinvolge 69 organizzazioni tra università, PMI e aziende farmaceutiche. All’interno di questo contesto, l’ateneo novarese partecipa con la responsabilità locale affidata a Pier Paolo Sainaghi.
Uno degli studi in corso, 3TR-Precis-The-RA, punta a capire se l’analisi di specifici biomarcatori del tessuto sinoviale – ottenuto tramite biopsie mini-invasive – possa aiutare a scegliere la terapia più efficace per ogni paziente.
Parallelamente, lo studio PARTNER si concentra sulle fasi precoci della malattia, con l’obiettivo di intervenire in modo sempre più tempestivo e mirato.
Studi pubblicati sulle riviste internazionali
Il lavoro del centro novarese si inserisce in un percorso già consolidato, che ha portato a risultati pubblicati su riviste scientifiche di primo piano.
Tra questi:
- R4RA, pubblicato su The Lancet, che ha dimostrato come l’analisi molecolare del tessuto sinoviale possa guidare meglio la scelta terapeutica nei casi più complessi;
- STRAP, pubblicato su The Lancet Rheumatology, che ha approfondito il ruolo dei biomarcatori nel prevedere la risposta ai farmaci biologici.
Entrambi gli studi, coordinati dalla Queen Mary University of London, hanno visto la struttura di Reumatologia novarese come centro coordinatore per Italia e Unione Europea.
Il valore della ricerca per i pazienti
Quello che emerge con chiarezza è il valore di un modello che integra competenze cliniche e scientifiche, trasformando la ricerca in strumenti concreti per la cura.
Un percorso che rafforza il ruolo di Novara come polo sanitario e scientifico, e che conferma come – oggi più che mai – curarsi passi anche dalla ricerca.