Via libera della Regione Piemonte all’avvio dell’iter per il riconoscimento come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara, nell’area tematica di Ematologia e Immunologia.
Il Maggiore di Novara verso il riconoscimento come istituto di ricerca
La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi, ha espresso oggi, 15 settembre 2026, parere favorevole di coerenza e compatibilità con la programmazione sanitaria regionale rispetto all’istanza presentata dall’AOU novarese.
Si tratta di un passaggio importante, ma non ancora del riconoscimento IRCCS: l’istanza, corredata dal dossier e dalla documentazione prevista, sarà ora trasmessa al Ministero della Salute, che proseguirà l’iter.
Il patrimonio clinico e scientifico del Maggiore
La candidatura si basa sulle competenze già consolidate del Maggiore della Carità, hub regionale per la gestione dei pazienti ematologici e immunologici ad alta complessità. Un percorso sviluppato anche grazie alla collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale, che ha rafforzato l’attività clinica, assistenziale, didattica e di ricerca.
Nel sistema sono coinvolti il Centro di Ricerca Traslazionale sulle Malattie Autoimmuni e Allergiche (CAAD), 14 Gruppi Interdisciplinari di Cura a indirizzo ematologico e immuno-oncologico e 18 reparti con implicazioni immunologiche cliniche.
La candidatura punta in particolare sulla medicina di precisione e sulle terapie personalizzate, con l’obiettivo di consolidare il collegamento tra ricerca e pratica clinica.
«Oggi l’AOU di Novara compie un altro passo importante nel percorso verso il riconoscimento a IRCCS – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore Riboldi – Il Maggiore della Carità ha tutte le caratteristiche per affrontare questa sfida: competenze cliniche e scientifiche di grande valore, una forte vocazione alla ricerca e una solida integrazione con l’Università del Piemonte Orientale. Come Regione crediamo in questo progetto e lo accompagneremo con convinzione nei prossimi passaggi dell’iter. Il riconoscimento ottenuto ad Alessandria, primo IRCCS pubblico del Piemonte, ci ha dimostrato che la strada intrapresa è quella giusta e vogliamo proseguire in questa direzione. Il nostro obiettivo non è creare singole eccellenze isolate, ma costruire una vera rete piemontese della ricerca sanitaria, capace di collaborare, attrarre professionalità e finanziamenti e rendere il nostro sistema sanitario sempre più competitivo a livello nazionale e internazionale. In particolare, questo atto conferma la centralità che il Piemonte assegna al polo sanitario di Novara a partire dalla realizzazione della nuova Città della Salute, per cui il commissario Corsini ha assegnato i lavori».
La strategia regionale per i nuovi IRCCS
Il percorso di Novara arriva dopo il riconoscimento, ottenuto lo scorso giugno con decreto del ministro della Salute Orazio Schillaci d’intesa con il presidente Alberto Cirio, dell’IRCCS pubblico Alessandria-Casale Monferrato, il primo del Piemonte, nell’area di Cardiologia e Pneumologia, con focus sulle patologie ambientali.
Il Piano Socio-Sanitario Regionale 2025-2030 individua sette percorsi per la creazione di nuovi IRCCS. Oltre ad Alessandria-Casale Monferrato e Novara, sono previsti percorsi per le Scienze pediatriche all’OIRM-Sant’Anna, le Scienze nefrologiche nell’ASL Città di Torino, le Scienze ortopediche al CTO, le Scienze trapiantologiche alla Città della Salute e della Scienza di Torino e un ulteriore percorso all’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano.
La Regione ha inoltre costituito un gruppo di lavoro dedicato ai nuovi IRCCS, con il compito di supportare la Direzione Sanità e le aziende nei percorsi di riconoscimento. L’obiettivo è costruire una rete degli IRCCS pubblici e privati piemontesi, rafforzando la ricerca, l’attrattività del sistema sanitario e la capacità di ridurre la mobilità sanitaria verso altre Regioni.
Il commento degli assessori novaresi
«È un passaggio importante per Novara e per tutto il territorio, che vede riconosciuto il valore di un percorso costruito negli anni grazie alla qualità dei professionisti, della ricerca e alla stretta collaborazione tra l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità e l’Università del Piemonte Orientale. Il percorso verso l’IRCCS rappresenta un’opportunità straordinaria per rafforzare ulteriormente una realtà che è già punto di riferimento nella cura, nella ricerca e nella formazione, aumentando la capacità di attrarre competenze, giovani professionisti e investimenti. È una sfida che Novara ha le capacità per affrontare e che può generare ricadute importanti non soltanto per la sanità, ma per la crescita e l’attrattività dell’intero territorio».
Lo sottolineano gli assessori regionali novaresi Daniela Cameroni, Marina Chiarelli e Matteo Marnati.