Lo scontro tra i “fuoriusciti” di Alleanza Novarese e il coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia nei giorni scorsi è esploso in tutta la sua durezza, trasformandosi in una vera e propria faida a colpi di comunicati stampa.
Nella foto il capogruppo di Alleanza Novarese Ragno e il coordinatore cittadino di FdI Daniele Andretta
Scontro tra “fuoriusciti” e FdI
A rompere gli indugi sono stati i consiglieri comunali Michele Ragno, Mauro Gigantino e Maurizio Nieli, che hanno attaccato frontalmente gli ex compagni di partito.
Nel mirino, da un lato, il rifiuto della votazione a scrutinio segreto sulla mozione di sfiducia all’assessore allo Sport; dall’altro, le recenti dinamiche regionali legate alla sostituzione di un assessore di Fratelli d’Italia.
Secondo Alleanza Novarese, si tratterebbe della prova di un sistema chiuso: “Due facce della stessa medaglia – scrivono – in cui si rafforza un recinto dove prospera un club privato della politica novarese”.
Parole pesanti, accompagnate da accuse altrettanto dure: “familismo”, “amichettismo” e un vero e proprio “poltronificio” che favorirebbe parenti e amici, a discapito di merito, giovani e cittadini in difficoltà.
Nonostante lo scontro, i consiglieri rivendicano la permanenza nel centrodestra, ma con una linea autonoma: “Non saremo complici di scelte errate, né sul piano politico-amministrativo né etico”.
La replica al vetriolo di Fratelli d’Italia
La risposta di Fratelli d’Italia non si è fatta attendere ed è stata altrettanto dura.
Dal coordinamento cittadino parlano di una “scoperta tardiva e poco credibile” dell’etica pubblica da parte dei tre consiglieri, ribaltando completamente la narrazione.
Secondo FdI, infatti, sarebbe proprio il loro modo di fare politica a essere in discussione: “Riduce tutto al tornaconto personale, alle richieste di incarichi e alle aspettative di ruoli e indennità”.
Sul fronte regionale, Fratelli d’Italia respinge poi ogni accusa, chiarendo che la nomina dell’assessore è una prerogativa del presidente della Regione Alberto Cirio, condivisa con i livelli nazionale e regionale del partito, e non frutto di dinamiche locali.
La chiusura è netta: le “lezioni di morale” sono considerate “infondate e irricevibili”, con il partito che rivendica la volontà di continuare a lavorare “con serietà e concretezza”.
Dalla rottura di marzo alla guerra aperta
Uno scontro che affonda le radici nell’11 marzo scorso, data dell’annuncio ufficiale della nascita del gruppo Alleanza Novarese.
In quell’occasione, Ragno e gli altri consiglieri parlarono di “scelta di libertà”, denunciando le logiche della gestione locale di Fratelli d’Italia pur ribadendo l’appartenenza al partito a livello nazionale. Una frattura politica che si inseriva anche nelle tensioni già emerse sul territorio, tra Novara e Trecate.
Già allora era emersa una linea chiara: nessun vincolo di mandato in Consiglio e disponibilità a valutare ogni provvedimento caso per caso, pur restando nell’alveo del centrodestra.