Calcio

Pallone d’Oro, meno di un mese al termine del contest e continuano le interviste: tocca a Pietro Antiglio

Prosegue la raccolta dei tagliandi e con essa anche le chiacchierate con i protagonisti: oggi tocca all’Ornavassese con la sua “dinastia”

Pallone d’Oro, meno di un mese al termine del contest e continuano le interviste: tocca a Pietro Antiglio

La seconda edizione del “Pallone d’Oro” entra nel vivo: manca meno di un mese alla conclusione e in redazione continuano ad arrivare i tagliandi.

Pallone d’Oro: meno di un mese al termine del contest

Anche quest’anno il contest ha ricevuto il patrocinio gratuito di un partner speciale: il Comitato regionale Piemonte Valle d’Aosta della Figc-Lnd accompagnerà l’iniziativa fino al termine della manifestazione.

Il gioco proseguirà fino all’11 maggio: il Corriere di Novara pubblica, nelle edizioni del lunedì e del giovedì, i tagliandi per votare il proprio calciatore preferito. La classifica finale verrà ufficializzata la settimana successiva alla chiusura della raccolta.

Si può votare un solo giocatore per ciascuna delle cinque categorie previste (Eccellenza-Promozione-Prima, Seconda, Terza, Giovanili Under 17-19 e Under 14-16). Non sono valide le fotocopie dei tagliandi. Oltre ai coupon da 1 punto, sono previsti bonus a sorpresa e tagliandi speciali da 5 punti.

Ogni lunedì viene inoltre pubblicata una classifica settimanale aggiornata, con bonus assegnati ai primi tre classificati di ogni categoria (5 punti al primo, 4 al secondo e 3 al terzo).

Sono cinque i punti raccolta attivi tra le province di Novara e Vco: oltre alla sede della delegazione Vco in via Muller 37 a Verbania Intra, sono confermate l’edicola di Lidia Cerutti a Borgomanero, l’edicola Torsetta ad Arona e l’edicola bar Belgio a Castelletto Ticino. I tagliandi possono essere anche spediti per posta o consegnati direttamente in redazione.

Accanto alla competizione, continua anche il racconto dei protagonisti del calcio locale. In questa puntata spazio all’Ornavassese e alla “dinastia” Antiglio.

La saga famigliare degli Antiglio

Dinastia Antiglio. A Ornavasso non è l’unica ma è una di quelle che ti permette di capire che il contesto dell’Ornavassese è straordinariamente singolare nel panorama del calcio locale.
Più fratelli e più cugini condividono lo spogliatoio ormai da diverse stagioni e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Nel 2024 la prima storica promozione dalla Prima Categoria, nel 2025 una salvezza in Promozione da sogno con un girone di ritorno da record e ora in questo 2026 una volatona finale per evitare i play-out e conservare ancora una volta la categoria.

Pietro Antiglio è uno dei protagonisti di questa saga familiare alle porte della Val d’Ossola. «Io e mio fratello Nicola abbiamo sempre vissuto di fianco ai nostri cugini Andrea e Matteo Salina e quindi abbiamo sempre giocato insieme in giardino fin dai tempi delle scuole elementari – racconta Pietro –. E così tutti insieme abbiamo iniziato il percorso nelle giovanili dell’Ornavassese. Per un breve periodo siamo andati a Suno, siamo migliorati tecnicamente e abbiamo fatto altre brevi esperienze altrove. Dopo qualche anno, grazie al nostro legame, siamo tornati tutti appassionatamente a Ornavasso».

Gli Antiglio e i Salina non sono l’unico esempio di fratelli in seno all’Ornavassese visto che non si possono dimenticare nell’anno della promozione gli Elca e gli Zonca.

Oggi Pietro è fermo per infortunio e non rientrerà nel finale di stagione. «Due anni fa quando abbiamo vinto il campionato ho avuto una lesione al ginocchio, me la sono portata un po’ dietro – evidenzia –. L’anno successivo sono andato in Germania a studiare e sono tornato soltanto per un mese nella scorsa stagione, quindi ho procrastinato il problema. Sapevo che in quest’annata il rischio era alto perché giocare con un ginocchio non in perfette condizioni non è mai ottimale. E infatti a Casale, in un’altra giornata storica, mi si è girato il ginocchio e ho rotto un menisco e ho lesionato molto seriamente il crociato. Mi hanno consigliato l’operazione e quindi andrò sotto i ferri».

Pietro Antiglio studia economia all’università di Pavia, ma ha avuto la fortuna di vivere anche un anno accademico all’estero in Germania, a Tubinga, il che gli permetterà di conseguire la laurea magistrale in entrambe le università. E la festa di laurea è già imbastita perché a fine aprile avverrà la discussione. «Spero di abbinarla alla salvezza diretta dell’Ornavassese, sarebbe la ciliegina sulla torta – aggiunge –. Mi piacerebbe fare un tirocinio in Europa, quindi conto di uscire nuovamente dall’Italia. Ho già parlato con la società e ho già comunicato la mia impossibilità a esserci nella prossima stagione, un po’ per l’infortunio, un po’ per la mia scelta di vita».

A proposito delle ultime giornate di campionato analizza: «Siamo sul rettilineo finale, abbiamo bisogno di ancora qualche punto per essere padroni del nostro destino senza dipendere dagli altri. La squadra si sta preparando al meglio. La sto seguendo dalla panchina e sto provando a dare una mano. La salvezza era l’obiettivo della stagione, speriamo di agguantarla. In questa stagione abbiamo giocato con più consapevolezza e con più esperienza rispetto allo scorso campionato. Non dobbiamo dimenticarci che siamo una delle compagini più giovani anagraficamente. Lo scorso anno abbiamo messo ritmo commettendo tanti errori di gioventù. Nel campionato in corso abbiamo limitato gli sbagli. Aggiungo che si vede che siamo giovani perché abbiamo alternato prestazioni maiuscole e inaspettate contro corazzate come il Casale e poi abbiamo steccato in gare più alla portata, vedi la Virtus Vercelli».

Infine, un pensiero su Adolfo Fusé. «Gli devo tanto perché è il sesto anno che sono con lui e mi ha fatto esordire quando non ero ancora maggiorenne. Spesso gli dico che mi ha fatto giocare in tutti i ruoli. Lo considero il mio papà calcistico».