Parlare di soldi in famiglia è difficile. Farlo in modo fiscalmente e giuridicamente corretto lo è ancora di più. Eppure le scelte di oggi — un bonifico ai figli, un immobile intestato, una somma per l’acquisto della casa — possono avere conseguenze importanti al momento della successione. Conflitti tra eredi, contestazioni fiscali e imposte inattese nascono spesso da trasferimenti effettuati senza una visione complessiva. Ne abbiamo parlato con i professionisti dello Studio Sala Noro e Associati, specializzato in consulenza fiscale, societaria e patrimoniale per privati e aziende.
Il rischio delle donazioni ai figli
Le famiglie fanno spesso donazioni ai figli senza pensare alle conseguenze future. È davvero un rischio?
“Sì. La gestione del patrimonio familiare è un tema complesso e spesso sottovalutato. Trasferire risorse ai figli durante la vita può avere effetti fiscali e civilistici. Al momento della successione occorre infatti considerare anche le regole poste a tutela degli eredi legittimari e ricostruire correttamente quanto è stato già attribuito a ciascun beneficiario”.
Negli ultimi anni è cambiata la disciplina fiscale delle donazioni e delle successioni?
“Sì. Dal 1° gennaio 2025 è stato eliminato espressamente il cosiddetto “coacervo successorio”, recependo sul piano normativo un orientamento già affermato dalla Cassazione. In sostanza, le donazioni effettuate in vita non vengono più sommate al patrimonio ereditario per determinare la franchigia applicabile all’imposta di successione. Donazione e successione hanno quindi, sotto questo profilo, franchigie autonome di un milione di euro cadauna”.
Le donazioni precedenti non contano?
“Non è così. Il cumulo continua a rilevare tra le donazioni effettuate dallo stesso donante allo stesso beneficiario. Se, per esempio, un genitore effettua più donazioni allo stesso figlio nel corso degli anni, occorre considerarle complessivamente per verificare quanta parte della franchigia sia già stata utilizzata”.
Come tutelarsi
Come ci si tutela rispetto ai conflitti tra eredi e all’Agenzia delle Entrate?
“È importante mantenere una traccia precisa delle liberalità effettuate nel tempo. Può essere utile predisporre un “dossier delle liberalità familiari”, nel quale annotare donazioni, bonifici, intestazioni di beni e altri trasferimenti, conservando i relativi giustificativi. Non è un registro previsto dalla legge, ma uno strumento pratico che consente di ricostruire il patrimonio trasferito e aiuta a prevenire contestazioni tra eredi o fiscali”.
Tra soglie e grandi patrimoni
Esistono soglie di franchigia da tenere a mente?
“Sì. Per coniuge e parenti in linea retta, quindi anche genitori e figli, la franchigia è di un milione di euro per ciascun beneficiario, con aliquota del 4% sulla parte eccedente. Per fratelli e sorelle la franchigia è di 100.000 euro, con aliquota del 6%. Negli altri casi le aliquote possono arrivare fino all’8%”.
Questi temi riguardano solo chi ha grandi patrimoni?
“No. La pianificazione successoria riguarda chiunque abbia figli, una casa, partecipazioni o un’attività. L’obiettivo non è soltanto ridurre le imposte, ma organizzare per tempo i trasferimenti patrimoniali e prevenire problemi futuri. Una consulenza professionale consente di valutare le scelte nel loro insieme e di documentarle correttamente”.