I dati sulla demografia delle imprese artigiane relativi al 2025, diffusi dalla Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte su base Unioncamere, delineano un quadro di complessiva difficoltà del comparto artigiano nelle province di Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola, con saldi negativi che evidenziano un ricambio imprenditoriale ancora insufficiente in questo settore, mentre il saldo generale della demografia delle imprese risulta debolmente positivo, grazie alla spinta di Novara e del settore dei servizi.
CNA Piemonte Nord
Nel corso del 2025, la provincia di Novara registra 607 iscrizioni di imprese artigiane a fronte di 634 cessazioni, con un saldo negativo di -27 unità, pur confermandosi il territorio più dinamico del quadrante, il saldo si riduce a 8.665 imprese artigiane iscritte al Registro Imprese.
Nel Verbano Cusio Ossola, le imprese artigiane iscritte sono 225, mentre le cessazioni salgono a 271, determinando un saldo pari a -46 imprese, segnale di una sofferenza più marcata del comparto, che registra 3.901 unità.
Anche Vercelli chiude l’anno in lieve contrazione: 277 nuove iscrizioni contro 279 cessazioni, con un saldo negativo di -2 unità, che conferma una sostanziale stagnazione dell’artigianato locale, con 4.245 unità iscritte.
Nel complesso, i dati mostrano come, nonostante la tenuta generale del sistema produttivo, l’artigianato continui a perdere imprese, con un numero di cessazioni che supera quello delle nuove aperture in tutti e tre i territori. Una dinamica che incide direttamente su occupazione, servizi di prossimità e presidio economico locale.
«I numeri delle imprese artigiane – sottolinea il direttore di CNA Piemonte Nord, Marco Pasquino – parlano chiaro. Nel 2025 le cessazioni superano le aperture in tutte le province del nostro territorio.
Anche dove il sistema tiene meglio, come a Novara, il saldo artigiano resta negativo. È un segnale che indica una difficoltà strutturale che si protrae nel tempo, non episodica».
Secondo CNA Piemonte Nord, alla base di questi saldi vi sono fattori ben noti: aumento dei costi di gestione, difficoltà di accesso al credito, carenza di manodopera qualificata e un quadro normativo che spesso non tiene conto delle dimensioni e delle specificità delle imprese artigiane.
«I dati della Camera di Commercio – afferma la presidente di CNA Piemonte Nord Lorella Metaldi – dimostrano che oggi fare impresa nel comparto artigiano è sempre più complesso. Senza una nuova regolamentazione del settore, più semplice e più aderente alla realtà delle micro e piccole imprese, diventa difficile favorire nuove aperture e garantire continuità a chi è già sul mercato».
Per questo CNA Piemonte Nord ribadisce la necessità di una nuova norma di regolamentazione dell’artigianato, orientata alla semplificazione amministrativa e alla riduzione degli oneri burocratici, affiancata da misure strutturali a sostegno dell’avvio di nuove imprese artigiane, come incentivi nei primi anni di attività, strumenti di accompagnamento, politiche per il ricambio generazionale e un accesso al credito più efficace.
«Invertire i saldi negativi dell’artigianato – conclude Metaldi – è una priorità. Difendere e rilanciare le imprese artigiane significa tutelare lavoro, competenze e coesione sociale nei territori di Novara, Vercelli e del Verbano Cusio Ossola».
CNA Piemonte Nord conferma infine la propria disponibilità al confronto con le istituzioni locali per costruire politiche basate sui dati reali e capaci di rafforzare il ruolo strategico dell’artigianato nello sviluppo dell’Alto Piemonte.