Mentre il Piemonte archivia un primo trimestre 2026 con il segno positivo, il Novarese continua a mostrare segnali di difficoltà. È quanto emerge dalla 218ª indagine congiunturale sull’industria manifatturiera piemontese realizzata da Unioncamere Piemonte, che evidenzia una crescita della produzione industriale regionale del 2,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Industria, nel Novarese produzione in calo
A livello piemontese risultano in aumento anche gli ordinativi (+3,3%) e il fatturato (+1,8%), sostenuti soprattutto dalla domanda interna (+2,6%). Tuttavia, sul piano territoriale, la situazione appare molto diversificata e Novara si colloca tra le province che registrano una flessione più marcata.
Secondo il report, infatti, la produzione industriale nel Novarese segna un calo del 2,9%, un dato peggiore rispetto a quello rilevato nel Verbano-Cusio-Ossola (-2,0%) e nel Vercellese (-1,4%). All’opposto, le performance migliori vengono registrate ad Alessandria (+4,7%), Biella (+4,5%) e Torino (+3,5%).
Nonostante le criticità che interessano alcune aree del Nord Piemonte, il sistema delle piccole e medie imprese continua a dimostrare capacità di tenuta. Particolarmente significativo il dato relativo alle imprese tra 10 e 49 addetti, che registrano una crescita del 4,2%, mentre le micro imprese aumentano del 2,4%.
“Questi numeri confermano ancora una volta la straordinaria capacità di resistenza del sistema delle micro e piccole imprese piemontesi”, dichiara Giovanni Genovesio, presidente di CNA Piemonte. “In un contesto internazionale segnato da guerre, tensioni geopolitiche e rincari energetici, le nostre imprese continuano a produrre, investire e mantenere competitività. È un segnale importante che dimostra quanto il tessuto artigiano e manifatturiero sia ancora oggi uno degli elementi più solidi dell’economia piemontese”.
L’indagine evidenzia come oltre il 60% delle imprese manifatturiere piemontesi dichiari un’esposizione indiretta agli effetti del conflitto in Medio Oriente, soprattutto a causa dell’aumento dei costi logistici, energetici e delle materie prime. Un’impresa su due segnala un impatto significativo sui costi delle materie prime, mentre il 49% evidenzia forti ripercussioni sui costi energetici.
“Le imprese stanno affrontando una fase estremamente delicata – sottolinea Delio Zanzottera, segretario regionale CNA Piemonte –. Crescono i costi di produzione, aumentano le difficoltà negli approvvigionamenti e permane una forte instabilità sui mercati internazionali. Nonostante questo, il sistema produttivo piemontese continua a dimostrare capacità di adattamento e resilienza. Tuttavia non possiamo pensare che questa tenuta possa durare senza misure strutturali di sostegno alle PMI”.
Tra i comparti che mostrano i risultati migliori figurano elettricità ed elettronica (+3,3%), metalli (+2,6%), alimentare (+2,5%) e mezzi di trasporto (+2,4%), con una forte ripresa della produzione di autoveicoli (+12,4%).
“Il dato regionale è positivo ma non uniforme – concludono Genovesio e Zanzottera –. Esistono territori e filiere che stanno crescendo e altri che continuano a soffrire. Per questo oggi servono politiche industriali, energetiche e infrastrutturali capaci di sostenere davvero le piccole imprese, ridurre i costi e accompagnare la competitività del sistema produttivo piemontese. La crescita registrata nel primo trimestre è una buona notizia, ma va consolidata con interventi concreti e una visione di medio periodo”.