Indagine

Spaccate e furti d’auto tra Torino e l’A4: decisivo l’intervento della Polizia Stradale di Novara

Un uomo ai domiciliari per furto aggravato e riciclaggio: indagini partite dopo dei colpi messi a segno a settembre

Spaccate e furti d’auto tra Torino e l’A4: decisivo l’intervento della Polizia Stradale di Novara

C’è anche un importante legame con Novara nell’operazione che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale di Torino, nei confronti di un uomo residente nel capoluogo piemontese, indagato per furto aggravato e riciclaggio di veicoli.

Spaccate e furti d’auto tra Torino e l’A4

L’indagine nasce dalla notte del 6 settembre scorso, quando a Torino sono state messe a segno due “spaccate” da parte di cinque soggetti con il volto travisato. Nel primo episodio sono state rubate due autovetture custodite in un deposito: una di queste sarebbe stata utilizzata come ariete per abbattere il muro di cinta e consentire la fuga del gruppo, avvenuta anche a bordo di una Fiat 500 di car sharing.

Proprio quest’ultimo veicolo si è rivelato decisivo per le indagini. La Fiat 500, in transito sull’autostrada A4, è stata intercettata e fermata da una pattuglia della Polizia Stradale di Novara. Alla guida è stato identificato un uomo senza patente di guida, trovato in possesso anche della chiave di avviamento di uno dei veicoli rubati durante la stessa notte.

Gli accertamenti successivi hanno permesso di identificare il conducente come uno dei presunti responsabili dei colpi. L’uomo è stato quindi denunciato all’Autorità giudiziaria sia per i furti, sia per il riciclaggio della Fiat 500, risultata rubata nel mese di giugno dalla flotta di una società di car sharing e successivamente dotata di una targa sottratta a un altro veicolo.

Nel corso dell’attività, la Polizia Stradale di Novara ha inoltre contribuito al recupero dei mezzi rubati, poi restituiti ai legittimi proprietari, confermando ancora una volta il ruolo centrale del presidio novarese nel contrasto ai reati predatori lungo le principali arterie di collegamento.

Le indagini sono tuttora in corso per individuare gli altri componenti del gruppo, mentre resta valido il principio della presunzione di innocenza, trattandosi di un procedimento ancora nella fase delle indagini preliminari.