Silenzioso no ai migranti nel residence

Silenzioso no ai migranti nel residence

NOVARA Erano quattro amici al bar, intenzionati ad esternare la loro preoccupazione per il ventilato arrivo nel loro quartiere di alcuni migranti (si parla di una ottantina) in un residence (nella foto di Martignoni) all’angolo fra corso Vercelli e via Ravenna, a quanto pare nelle mire di una delle società appaltanti dalla Prefettura per l’accoglienza. Per questo ne volevano parlare con i giornalisti, e magari anche con il neosindaco Canelli, dandosi appuntamento per giovedì verso le 18 al parchetto della adiacente via Joli. Ma si sa come vanno queste cose (che noi abbiamo capito e ricostruito in questi termini, ma magari ci sbagliamo), il problema è sentito, deve esserci stato un passaparola, e poi i social… morale: alle 18 di giovedì dentro e fuori al parchetto in questione c’erano decine di persone, fra bimbi sulle altalene, mamme a chiacchierare, nonni a spasso, curiosi e appunto residenti preoccupati. In due sintetiche parole: “Non siamo razzisti, ma ospitare qui gruppi di migranti crea una serie di problematiche etc etc.”.

Tutti a quel punto aspettavano il sindaco, dato in arrivo di lì a pochi minuti. Ovviamente c’erano anche gli agenti della Digos e i Vigili urbani, i primi a cercare di capire cosa sarebbe successo e a ricordare che per le “manifestazioni” serve perlomeno un preavviso alla Questura, i secondi a regolare il traffico. Ovvio che in breve le fila si siano ingrossate: chi passava si fermava a chiedere… cosa fosse successo. Dicevamo del sindaco: è arrivato, il tempo di stringere quattro mani ma poi tutto rinviato a un successivo incontro in Municipio, perché la “manifestazione” non era autorizzata. Le istanze dei residenti sono comunque arrivate all’attenzione di Canelli, che studierà ora la situazione per capire anche solo che termini di manovra possa avere il Comune, e ed eventualmente come conciliare le diverse esigenze. Interessato all’immobile di corso Vercelli, un residence, la “Immobiliare Lisanza”, srl novarese già appaltante dalla Prefettura per l’accoglienza migranti che vede fra le sue fila don Zeno. L’amministratore della srl, Piero Ramella: «Posso solo dire che da parte nostra c’è un interesse (e a quanto ci risulta una trattativa in corso, appunto fra privati, ndr) a livello di struttura ricettivo-alberghiera, a lungo termine. Che esula dal pregresso per quanto riguarda l’accoglienza, quando abbiamo dato una mano a fronteggiare le emergenze, e dall’attuale situazione migranti. Di più non potrei dire, perchè non c’è davvero nulla di più». Acqua sul fuoco, quindi. Si vedrà

Paolo Viviani

leggi il servizio sul Corriere di Novara di sabato 15 giugno

NOVARA Erano quattro amici al bar, intenzionati ad esternare la loro preoccupazione per il ventilato arrivo nel loro quartiere di alcuni migranti (si parla di una ottantina) in un residence (nella foto di Martignoni) all’angolo fra corso Vercelli e via Ravenna, a quanto pare nelle mire di una delle società appaltanti dalla Prefettura per l’accoglienza. Per questo ne volevano parlare con i giornalisti, e magari anche con il neosindaco Canelli, dandosi appuntamento per giovedì verso le 18 al parchetto della adiacente via Joli. Ma si sa come vanno queste cose (che noi abbiamo capito e ricostruito in questi termini, ma magari ci sbagliamo), il problema è sentito, deve esserci stato un passaparola, e poi i social… morale: alle 18 di giovedì dentro e fuori al parchetto in questione c’erano decine di persone, fra bimbi sulle altalene, mamme a chiacchierare, nonni a spasso, curiosi e appunto residenti preoccupati. In due sintetiche parole: “Non siamo razzisti, ma ospitare qui gruppi di migranti crea una serie di problematiche etc etc.”.

Tutti a quel punto aspettavano il sindaco, dato in arrivo di lì a pochi minuti. Ovviamente c’erano anche gli agenti della Digos e i Vigili urbani, i primi a cercare di capire cosa sarebbe successo e a ricordare che per le “manifestazioni” serve perlomeno un preavviso alla Questura, i secondi a regolare il traffico. Ovvio che in breve le fila si siano ingrossate: chi passava si fermava a chiedere… cosa fosse successo. Dicevamo del sindaco: è arrivato, il tempo di stringere quattro mani ma poi tutto rinviato a un successivo incontro in Municipio, perché la “manifestazione” non era autorizzata. Le istanze dei residenti sono comunque arrivate all’attenzione di Canelli, che studierà ora la situazione per capire anche solo che termini di manovra possa avere il Comune, e ed eventualmente come conciliare le diverse esigenze. Interessato all’immobile di corso Vercelli, un residence, la “Immobiliare Lisanza”, srl novarese già appaltante dalla Prefettura per l’accoglienza migranti che vede fra le sue fila don Zeno. L’amministratore della srl, Piero Ramella: «Posso solo dire che da parte nostra c’è un interesse (e a quanto ci risulta una trattativa in corso, appunto fra privati, ndr) a livello di struttura ricettivo-alberghiera, a lungo termine. Che esula dal pregresso per quanto riguarda l’accoglienza, quando abbiamo dato una mano a fronteggiare le emergenze, e dall’attuale situazione migranti. Di più non potrei dire, perchè non c’è davvero nulla di più». Acqua sul fuoco, quindi. Si vedrà

Paolo Viviani

leggi il servizio sul Corriere di Novara di sabato 15 giugno