Polizia di Stato

Picchiato per i voti a scuola, a Novara minorenne denuncia i genitori per maltrattamenti

Le violenze sarebbero iniziate fin dall’infanzia; finché l'altra sera il ragazzo è fuggito di casa e ha chiamato lui stesso il 112

Picchiato per i voti a scuola, a Novara minorenne denuncia i genitori per maltrattamenti

Nella serata di sabato 24 gennaio 2026, un ragazzo di età inferiore ai 15 anni ha contattato il Numero Unico di Emergenza 112 insieme a un amico, riferendo di essere scappato di casa fin dalla mattina perché, a suo dire, i genitori lo stavano “trattando un po’ male”.

Picchiato per i voti a scuola, minorenne denuncia i genitori

Sul posto è intervenuta una volante della Polizia di Stato, che dopo aver accertato le buone condizioni fisiche del minore lo ha accompagnato presso gli uffici della Questura di Novara, per approfondire la sua situazione personale e psicologica.

Nel corso degli accertamenti, il ragazzo si è confidato con gli agenti raccontando di essere vittima di maltrattamenti da parte dei genitori, entrambi originari del Bangladesh, di 54 e 42 anni, residenti in città. Il minore ha riferito di non voler più rientrare a casa proprio a causa delle violenze subite.

La Squadra Mobile, con il supporto di un esperto in psicologia, ha proceduto all’ascolto del giovane. Dal racconto sarebbe emerso che i genitori, particolarmente esigenti dal punto di vista scolastico, lo avrebbero punito fin dall’età di sei anni per il mancato raggiungimento di voti ritenuti adeguati.

Secondo quanto riferito, le punizioni sarebbero consistite in ripetute percosse, inflitte con diversi oggetti – tra cui una cintura, fili di caricabatterie, una scopa, un bastone di legno, utensili da cucina e rami di albero – con una frequenza che sarebbe arrivata fino a tre volte alla settimana.

In un episodio, il ragazzo avrebbe dichiarato di aver preso intenzionalmente un brutto voto per dimostrare ai genitori che le percosse non sarebbero servite a nulla.

La decisione di contattare la Polizia di Stato sarebbe maturata dopo essersi confidato con i genitori di un amico e aver chiesto aiuto anche tramite una nota applicazione di intelligenza artificiale, che – a seguito della richiesta – gli avrebbe risposto che «nessuno deve essere picchiato» e che quella vissuta non era una situazione normale.

Nella stessa serata sono stati sentiti anche l’amico che accompagnava il minore e il padre di quest’ultimo, che avrebbero confermato la versione fornita dal ragazzo.

Alla luce dei primi riscontri, il minore è stato affidato ai servizi sociali, mentre i genitori sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per il reato di maltrattamenti.