Tribunale

Omicidio Kharbouch a Novara, il 28 luglio l’udienza preliminare: cade l’aggravante della premeditazione

Il 21enne marocchino fu trovato agonizzante in via Pietro Micca dopo essere stato colpito da un proiettile

Omicidio Kharbouch a Novara, il 28 luglio l’udienza preliminare: cade l’aggravante della premeditazione

È stata fissata per martedì 28 luglio 2026 l’udienza preliminare per l’omicidio di Kamal Kharbouch, il 21enne di nazionalità marocchina trovato agonizzante nella notte del 28 agosto dello scorso anno nei pressi della rotonda tra via Pietro Micca e via Gnifetti, nel quartiere Sant’Andrea-Santa Rita a Novara.

Omicidio Kharbouch a Novara, il 28 luglio l’udienza preliminare

Il giovane era stato raggiunto da un colpo d’arma da fuoco al torace e morì poco dopo il ricovero all’ospedale Maggiore. Nell’udienza preliminare svoltasi nei giorni scorsi in Tribunale a Novara è caduta l’aggravante della premeditazione: per due dei tre imputati si va quindi verso la richiesta di rito abbreviato.

Sul banco degli imputati il presunto autore materiale del delitto, Mohamed Atman, 36 anni, conosciuto con il soprannome di “Minur”, difeso dagli avvocati Stefano e Rachele Allegra, e Zouhair El Rharbi, 28 anni, accusato di complicità e assistito dall’avvocato Michele Celere Spaziante.

Per il terzo indagato, Aymane Lakdime, 23 anni, difeso dall’avvocato Antonella Lobino, è stato invece disposto il non luogo a procedere per mancata conoscenza del procedimento, essendo irreperibile. Le ricerche proseguiranno con scadenza fissata al 2037.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Novara e condotte dalla Squadra Mobile, si erano concentrate fin dalle prime fasi sul contesto dello spaccio di stupefacenti. Kharbouch, privo di documenti, era stato identificato attraverso le impronte digitali.

La notte dell’omicidio, poco dopo l’1.30, una chiamata al 112 aveva segnalato una persona ferita da un’arma da fuoco. Gli agenti intervenuti avevano trovato il giovane a terra, privo di conoscenza e con una grave emorragia. L’autopsia aveva poi stabilito che il proiettile aveva colpito l’aorta, provocando la morte per emorragia interna.

Le immagini della videosorveglianza e le testimonianze raccolte dagli investigatori avrebbero permesso di ricostruire gli ultimi momenti prima dello sparo e di risalire all’identità dei presunti responsabili. Ora la vicenda approderà in aula.

L’approfondimento completo di Massimo Delzoppo, con tutti i dettagli, è disponibile sul Corriere di Novara del 9 agosto, in edicola fino a domenica