Cordoglio

La comunità di Maggiora piange la scomparsa di Piero Poggia

Era stato anche consigliere comunale e membro attivo della scuola di disegno

La comunità di Maggiora piange la scomparsa di Piero Poggia

Maggiora in lutto per la scomparsa di Piero Poggia, un uomo molto conosciuto e amato per il ruolo pubblico che ricopriva.

Una vita divisa tra il lavoro, la famiglia e la passione per l’architettura

“Nonostante stesse affrontando la malattia pensava prima di tutto alla salute di mia mamma”. Con queste parole, piene di affetto e gratitudine, Emanuele Poggia ricorda la figura di suo padre Piero. Era nato il 26 febbraio 1952 e ora che non c’è più lo piangono la moglie Marisa e i figli Vittoria ed Emanuele. Aveva lavorato come operaio meccanico in varie aziende, fra cui la Siai Marchetti, i cui stabilimenti oggi sono passati a Mecaer, a Borgomanero. Dal 2003 lavorò alla ditta Cavanna di Prato Sesia, dove si occupava dell’ufficio tecnico. Poggia aveva conseguito due lauree, di cui una in Architettura nel 1986. Come secondo lavoro era infatti progettista. Si iscrisse all’università dopo il matrimonio.

Il ricordo del figlio Emanuele

“L’architettura era la sua passione – continua il figlio Emanuele – da ragazzo non ha potuto studiare come voleva ma, una volta raggiunta la stabilità economica, ha coronato il sogno. Tanti sacrifici e molte ore di impegno in parallelo alla professione gli hanno permesso di laurearsi nei tempi corretti e con ottimi voti. Si era occupato della casa di riposo di Maggiora, che oggi non esiste più, era nel consiglio di amministrazione. Negli anni ’90 fu consigliere comunale, ma in molti lo ricordano come membro della scuola di disegno, un ente morale  che ha contribuito alla crescita artistica e umana di molte persone. Ne divenne anche presidente, mentre della Soms era socio nel direttivo. L’edificio in cui trova spazio la scuola di disegno è appunto della Soms. Lui aveva dato un determinante contributo alle azioni che lo scorso anno ne portarono al restauro. Uomo umile, sempre disponibile con tutti, dava consigli con piacere ed era collaboratore della parrocchia, come ha ricordato padre Armando Verdina durante il funerale. Aveva una memoria di ferro sugli aneddoti del passato maggiorese, su personaggi e vicende”.

Le parole del sindaco Balzano

“Piero – aggiunge il sindaco Roberto Balzano – era garbato, mai una parola fuori posto, memoria storica formidabile, appassionato dell’Antonelli. Riusciva a coinvolgere gli altri con la sua passione, si colloquiava con piacere di argomenti culturali ed era amico di mio papà. Al funerale abbiamo assistito a una grande manifestazione di affetto nei suoi confronti”.