Inaugurato il 18° anno accademico dell’Università del Piemonte orientale (FOTOGALLERY E VIDEO)

Inaugurato il 18° anno accademico dell’Università del Piemonte orientale (FOTOGALLERY E VIDEO)

VERCELLI – “Quale mondo giaccia al di là di questo mare non so, ma ogni mare ha un’altra riva, e arriverò”. “Non ho mai visto un solo confine, ma ho sentito che ne esistono nella mente delle persone”. Con queste due significative citazioni (la prima dello scrittore Cesare Pavese, la seconda dell’esploratore Thor Heyerdahl) si è aperto e chiuso l’intervento del rettore dell’Università del Piemonte orientale Cesare Emanuel alla cerimonia di inaugurazione del 18° anno accademico che si è tenuta ieri mattina al Teatro Civico di Vercelli. L’evento è stato presentato da Paolo Pomati e Barbara Gallo e ha visto in platea la partecipazione di numerose autorità, oltre naturalmente a una folta rappresentanza di docenti e studenti. Il rettore ha affrontato nella sua relazione diversi temi, in primis gli ottimi risultati a diversi livelli che l’Upo sta ottenendo: “Il numero di immatricolati, solo nell’ultimo anno è cresciuto del 10% contro la tendenza nazionale ancora caratterizzata da un diffuso ristagno come hanno rilevato anche Il Sole 24 Ore e Repubblica”.

Tutti in piedi poi per cantare il brano Gaudeamus Igitur che ha ufficialmente aperto il 18° anno accademico dell’Upo. È seguito l’intervento del direttore generale Andrea Turolla  alla sua prima relazione in questo ruolo, nella quale ha voluto richiamare alcuni importanti traguardi raggiunti dall’ateneo come l’aumento del numero degli studenti regolari aumentati ancora nel 2015 arrivando a quota 7.504 (gli iscritti provengono ad 59 paesi stranieri e da tutte le province italiane). “E’ un po’ come trovarsi sull’ultimo tratto del trampolino appena prima di un tuffo, quell’attimo più o meno lungo in cui di fronte si trova solo il vuoto, nonché ritratto del vasto mondo del lavoro, e in cui si rende contro che non può tornare indietro”: così ha descritto la condizione dello studente universitario il rappresentante degli studenti Marco Mondadori nel suo intervento.

La prolusione è stata affidata alla ricercatrice di Geografia economico politica Raffaella Afferni che ha parlato  de “Il post evento: prospettive di futuri urbani”.

Sono state ricordate tre persone che di recente hanno perso la vita: Valeria Solesin, tra le vittime del Bataclan a Parigi; Giulio Regeni, scomparso in circostanze ancora da chiarire al Cairo; il medico Rita Fossaceca, uccisa in Kenia mentre lavorava per la onlus For Life. Emozionante è stata anche la lettura, da parte di Luca Brancato della lettera all’insegnante di Abramo Lincoln.

Infine le premiazioni agli studenti più meritevoli dello scorso anno accademico, tutti laureati con 110 e lode, alcuni con menzione. Migliori studenti atleti sono la pugilessa Laura Passatore e il calciatore Paolo Faragò. Migliore professore dell’anno decretato dagli studenti è il professor Giorgio Bellomo, professore ordinario di patologia clinica nonché presidente della Scuola di Medicina. Il premio per la ricerca è stato assegnato ad Antonia Follenzi, professore associato di Istologia. Premio alla carriera infine per Giorgio Donna, direttore generale dell’università dal 2012 al 2015, Ilario Viano rettore dal 1998 al 2004 e Giulio Cesare Schiavoni professore di letteratura tedesca.

Valentina Sarmenghi

Leggi di più sul Corriere di Novara di sabato 20 febbraio 2016 

VERCELLI – “Quale mondo giaccia al di là di questo mare non so, ma ogni mare ha un’altra riva, e arriverò”. “Non ho mai visto un solo confine, ma ho sentito che ne esistono nella mente delle persone”. Con queste due significative citazioni (la prima dello scrittore Cesare Pavese, la seconda dell’esploratore Thor Heyerdahl) si è aperto e chiuso l’intervento del rettore dell’Università del Piemonte orientale Cesare Emanuel alla cerimonia di inaugurazione del 18° anno accademico che si è tenuta ieri mattina al Teatro Civico di Vercelli. L’evento è stato presentato da Paolo Pomati e Barbara Gallo e ha visto in platea la partecipazione di numerose autorità, oltre naturalmente a una folta rappresentanza di docenti e studenti. Il rettore ha affrontato nella sua relazione diversi temi, in primis gli ottimi risultati a diversi livelli che l’Upo sta ottenendo: “Il numero di immatricolati, solo nell’ultimo anno è cresciuto del 10% contro la tendenza nazionale ancora caratterizzata da un diffuso ristagno come hanno rilevato anche Il Sole 24 Ore e Repubblica”.

Tutti in piedi poi per cantare il brano Gaudeamus Igitur che ha ufficialmente aperto il 18° anno accademico dell’Upo. È seguito l’intervento del direttore generale Andrea Turolla  alla sua prima relazione in questo ruolo, nella quale ha voluto richiamare alcuni importanti traguardi raggiunti dall’ateneo come l’aumento del numero degli studenti regolari aumentati ancora nel 2015 arrivando a quota 7.504 (gli iscritti provengono ad 59 paesi stranieri e da tutte le province italiane). “E’ un po’ come trovarsi sull’ultimo tratto del trampolino appena prima di un tuffo, quell’attimo più o meno lungo in cui di fronte si trova solo il vuoto, nonché ritratto del vasto mondo del lavoro, e in cui si rende contro che non può tornare indietro”: così ha descritto la condizione dello studente universitario il rappresentante degli studenti Marco Mondadori nel suo intervento.

La prolusione è stata affidata alla ricercatrice di Geografia economico politica Raffaella Afferni che ha parlato  de “Il post evento: prospettive di futuri urbani”.

Sono state ricordate tre persone che di recente hanno perso la vita: Valeria Solesin, tra le vittime del Bataclan a Parigi; Giulio Regeni, scomparso in circostanze ancora da chiarire al Cairo; il medico Rita Fossaceca, uccisa in Kenia mentre lavorava per la onlus For Life. Emozionante è stata anche la lettura, da parte di Luca Brancato della lettera all’insegnante di Abramo Lincoln.

Infine le premiazioni agli studenti più meritevoli dello scorso anno accademico, tutti laureati con 110 e lode, alcuni con menzione. Migliori studenti atleti sono la pugilessa Laura Passatore e il calciatore Paolo Faragò. Migliore professore dell’anno decretato dagli studenti è il professor Giorgio Bellomo, professore ordinario di patologia clinica nonché presidente della Scuola di Medicina. Il premio per la ricerca è stato assegnato ad Antonia Follenzi, professore associato di Istologia. Premio alla carriera infine per Giorgio Donna, direttore generale dell’università dal 2012 al 2015, Ilario Viano rettore dal 1998 al 2004 e Giulio Cesare Schiavoni professore di letteratura tedesca.

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Valentina Sarmenghi

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