Il caso

Comitato Varallo Pombia per Malpensa: “Senza trasparenza nessuna fiducia”

Per il presidente Gallanti serve maggiore trasparenza per consentire ai sindaci di valutare la situazione

Comitato Varallo Pombia per Malpensa: “Senza trasparenza nessuna fiducia”

Il Comitato di Varallo Pombia per l’aeroporto di Malpensa si è espresso sulla situazione venutasi a creare dopo la riunione della Commissione aeroportuale dello scorso 29 gennaio.

Il Comitato varalpombiese giudica l’esito della riunione della Commissione aeroportuale

Il Comitato dei cittadini di Varallo Pombia per l’aeroporto di Malpensa si è espresso nei giorni scorsi sull’esito della riunione della Commissione aeroportuale dello scorso 29 gennaio. “Si è consumata l’ennesima farsa?”, si chiede il presidente del Comitato, Ferruccio Gallanti.

Le domande sui dati mancanti

Secondo lo stesso Gallanti, per poter effettuare una corretta e serena valutazione sulla situazione dello scalo aeroportuale e sulle prospettive future, sarebbe necessario conoscere alcune informazioni che attualmente mancano. Per questo ha redatto un apposito elenco di domande che a suo parere i sindaci dovrebbero porsi prima di considerare la situazione:

1- L’analisi proposta ha riguardato un flusso di voli attuali e/o di lungo periodo con oltre 300mila/movimenti/anno?
2- I decolli sono avvenuti da inizio pista e/o da punti intermedi, come risulta peraltro invece da molteplici casi reali
(riscontrabili sul sito specializzato www.flightradar24.com)?
3- I decolli avvengono a spinta piena e/o ridotta, con riduzione a 800/1000/1500 piedi?
4- La modellizzazione delle zone A, B e C LVA è stata effettuata da un tecnico certificato in procedure AEDT ?
5- Quale versione AEDT è stata utilizzata e tra i parametri di calcolo alla base è stata inserita l’orografia collinare a
NORD-EST-OVEST delle piste?
6- Perché la Zonizzazione 2023 e gli scenari della sperimentazione 2024 non sono stati accompagnati da una
Relazione Tecnica illustrativa allegata?
7- Nelle fasce orarie con maggior movimentazione oraria e vincoli operativi sono rispettati i vincoli imposti di 70
movimenti/ora e l’utilizzo alternato delle piste (limiti peraltro fondamentali ai fini della sicurezza aeroportuale)?
8- Quale tipologia di procedure iniziali di salita (ICP-Initial Climb Procedure) è stata imposta alle varie tipologie di
aeromobili?
9- Le SIDs con P-RNAV, con slalom di prua tra way-point Fly-over e Fly-By, in rapporto alle tipologie di decollo free-
route, off track (vedi ATC), la dispersione laterale e nel gradiente di salita, non determinano una impraticabilità
di operare con le classiche tracks/rotte?
10- Perché, a tutela dei cittadini sorvolati, non deve essere valutata ed analizzata l’esigenza di un diversificato
ventaglio di criteri di decollo?
11- L’arco diurno e notturno dei movimenti, con l’autorizzazione e l’assegnazione di nuovi SLOT (banda oraria dei
decolli), deve implicare analisi aggiuntive sulle ricadute acustiche e atmosferiche?

“Serve trasparenza sul Piano di emergenza esterno”

Secondo Gallanti è quindi necessario che sia garantita maggiore trasparenza su alcuni punti. “In attesa che sia fornita ai cittadini una trasparenza effettiva sull’operabilità del Piano di Emergenza Esterno (con contestuale verifica degli effetti sulle aziende RIR-Rischio Incidente Rilevante) delle Provincie di Varese, Novara e Milano, costantemente interessate nelle fasi Decollo e Atterraggio (LTO-LandingTakeOff ), occorre rilevare come i soprastanti interrogativi, pongano inevitabilmente considerazioni e valutazioni preliminari che non possono assolutamente essere tralasciate. Un PEE-Piano di Emergenza Esterno, infatti, nelle tre Provincie interessate, dovrà risultare coordinato, analizzando e valutando le ricadute del rischio in rapporto alle dispersioni laterali dei voli in decollo, ai gradienti di salita inferiori, interessati a volare la SID (Standard Instrumental Departure) in vigore”.