Cronaca

Chiara Costanzo è la quarta vittima italiana identificata nella strage di Crans Montana

La conferma è stata data dall'ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, agli organi di informazione.

Chiara Costanzo è la quarta vittima italiana identificata nella strage di Crans Montana

E’ arrivata nella giornata di oggi, domenica 4 gennaio, l’ufficializzazione di quanto purtroppo era già certo: Chiara Costanzo è la quarta vittima italiana nella tragedia di Crans Montana.

E’ Chiara Costanzo la quarta vittima identificata nella strage di Crans Montana

Dopo le prime 3 identificazioni di ieri, sabato 3 gennaio, delle vittime italiane della strage di Crans Montana, è arrivata l’identificazione della quarta vittima italiana, confermando quello che era già certo. Chiara Costanzo, la giovane di origini aronesi, è la quarta vittima italiana riconosciuta nella tragedia di Capodanno. A riferire la notizia è stato l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. Ora restano 2 i dispersi italiani da trovare. Il totale delle vittime identificate è di 24 persone, più della metà del totale dei ragazzi che hanno perso la vita nel terribile incendio che ha distrutto il locale Le Constellation.

Giovanni Tamburi, Achille Barosi ed Emanuele Galeppini
Giovanni Tamburi, Achille Barosi ed Emanuele Galeppini

Tra di loro gli italiani identificati fin’ora sono 4: oltre a Costanzo, gli altri 3 riconosciuti ieri sono Giovanni Tamburi, 16 anni, di Bologna, Achille Barosi, 16 anni, di Milano, ed Emanuele Galeppini, 17 anni, originario di Rapallo. Erano inizialmente stati dati per dispersi all’inizio delle ricerche. Ad annunciare la scomparsa di Chiara Costanzo invece era stato inizialmente il padre, anche se ancora non c’era stata un’identificazione, arrivata purtroppo oggi. Tra le vittime sono presenti però ragazzi di ogni nazionalità che erano nella località vallese per le vacanze natalizie: oltre agli italiani, risultano identificati anche un sedicenne con doppia cittadinanza italiana ed emiratina, un cittadino rumeno di 18 anni, un francese di 39 anni e un cittadino turco di 18 anni. Le prime salme identificate, in prevalenza giovani tra i 14 e i 24 anni, sono state restituite alle famiglie. Tra i dispersi risulterebbero però ancora altri italiani.

Intanto è stata aperta un’inchiesta per far luce sulle eventuali responsabilità della tragedia

Mentre i 119 feriti sono stati quasi tutti identificati, inizia a muoversi anche l’apparato giudiziario: la magistratura del Cantone Vallese ha aperto un’inchiesta penale per omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo. Ad essere indagati sono i gestori del locale, la coppia formata da Jacques Moretti e Jessica Maric-Moretti. Nel mirino degli inquirenti ci sarebbe  il rispetto delle misure di sicurezza, la presenza di impianti antincendio, le vie di evacuazione e l’eventuale utilizzo di materiali altamente infiammabili, come la schiuma presente sul soffitto del locale, evidente nei diversi video diffusi sui social. Il Comune di Crans Montana ha annunciato che si costituirà parte civile nel procedimento giudiziario, consegnando alla Procura tutta la documentazione disponibile, e intanto il sindaco Nicolas Féraud respinge al mittente tutte le accuse di poca attenzione nei controlli. La Svizzera ha proclamato per venerdì 9 gennaio una giornata di lutto nazionale: alle 14 è previsto un minuto di silenzio e il suono delle campane in tutto il Paese, mentre a Crans-Montana si terrà una cerimonia ufficiale di commemorazione. La comunità locale resta profondamente scossa:

“In Svizzera non abbiamo mai visto una cosa del genere”, ha dichiarato il comandante dei vigili del fuoco David Vocat, descrivendo la scena del rogo come “una guerra”.