Comunicato

Siccità: Coldiretti chiede l’attivazione dello stato di calamità naturale ai Comuni del Vco

"L’assenza di piogge, le temperature elevate e gli incendi stanno compromettendo i pascoli e la produzione delle colture foraggere"

Siccità: Coldiretti chiede l’attivazione dello stato di calamità naturale ai Comuni del Vco

L’assenza di precipitazioni significative e le temperature elevate stanno mettendo in ginocchio l’agricoltura del territorio.

In apertura l’immagine di un campo di lavanda totalmente essiccato

Siccità: Coldiretti chiede l’attivazione dello stato di calamità naturale nel Vco

A lanciare l’allarme è Coldiretti Novara-Vco, che denuncia un quadro sempre più critico per aziende agricole e allevamenti, con il clima che sta compromettendo in modo rilevante la produzione delle colture foraggere di fondovalle destinate alla fienagione, con rese sensibilmente inferiori rispetto alla normalità. Tale situazione rischia di determinare una grave carenza di scorte alimentari per il bestiame nel prossimo periodo invernale, costringendo molte aziende a sostenere ingenti costi aggiuntivi per l’acquisto di foraggi.

Mirtilli arsi dal sole

Per questo Coldiretti ha inviato una comunicazione a tutti i Comuni della provincia del Verbano-Cusio-Ossola chiedendo di valutare, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, l’avvio delle procedure necessarie per richiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale, così da consentire alle aziende agricole di accedere agli strumenti di sostegno previsti e affrontare una crisi che rischia di mettere a dura prova il futuro del comparto agricolo.

Altrettanto preoccupante, fa sapere l’associazione di categoria, è la condizione dei pascoli montani, dove il ridotto sviluppo delle essenze erbacee sta limitando la disponibilità di alimento per gli animali al pascolo: “Tale circostanza comporterà, con ogni probabilità, una conclusione anticipata della stagione d’alpeggio, con inevitabili ripercussioni economiche sulle aziende zootecniche e sull’intera filiera agroalimentare del territorio”.

L’ALPEGGIO SANT’EUROSIA in VAL CANNOBINA

Il quadro delineato da Coldiretti è ulteriormente aggravato dai recenti episodi di incendi boschivi che hanno interessato diverse aree della provincia, causando danni al patrimonio forestale e peggiorando una situazione ambientale già fortemente compromessa dalla persistente carenza di precipitazioni. “Siccità e incendi rappresentano una combinazione particolarmente critica che mette a rischio non solo le produzioni agricole, ma anche l’equilibrio del fragile ecosistema montano” si legge nel comunicato.

Coldiretti puntualizza come le conseguenze di questa emergenza non riguardino esclusivamente il comparto agricolo: “Le aziende agricole e gli alpeggi del Verbano-Cusio-Ossola svolgono quotidianamente una funzione insostituibile di presidio del territorio, garantendo la manutenzione dei prati e dei pascoli, la conservazione del paesaggio, la tutela della biodiversità, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la riduzione del rischio di incendi attraverso una gestione attiva del territorio. La loro presenza rappresenta un elemento essenziale per contrastare l’abbandono delle aree montane e preservare il patrimonio ambientale, culturale ed economico che caratterizza il territorio”.

Quindi l’amara conclusione: “Senza un adeguato sostegno alle imprese agricole, il rischio è quello di assistere a una progressiva riduzione dell’attività zootecnica in montagna, con effetti che si ripercuoterebbero sull’intera collettività e sulle future generazioni”.

«Ci troviamo di fronte a una situazione di estrema gravità – evidenziano il presidente di Coldiretti Novara-Vco, Fabio Tofi, e il direttore Domenico Pautasso –. Le aziende agricole stanno subendo danni ingenti e, senza interventi tempestivi, le conseguenze economiche saranno pesantissime. Come già più volte ribadito, è necessario ammodernare una rete idrica che disperde una quantità inaccettabile di acqua, realizzare una rete diffusa di invasi con sistemi di pompaggio per aumentare la capacità di accumulo e garantire l’autosufficienza idrica del settore agricolo, accelerando finalmente la cantierabilità delle opere già progettate».