La scienza raccontata in soli tre minuti, tra rigore, chiarezza e capacità di coinvolgere il pubblico. È stata questa la sfida della finale della quinta edizione dell’UPO Science Slam, andata in scena giovedì 17 settembre al Salone dell’Arengo del Broletto di Novara.
A Novara la finale dell’UPO Science Slam
Undici giovani ricercatori dell’Università del Piemonte Orientale si sono alternati sul palco per presentare i propri progetti di ricerca a un pubblico di non esperti. I finalisti erano arrivati all’appuntamento conclusivo dopo aver superato le selezioni nei rispettivi dipartimenti.
A fare la differenza non è stata soltanto la qualità dei contenuti scientifici, ma anche la capacità di trasformare temi complessi in un racconto comprensibile, sintetico e coinvolgente. Un format che punta così a rendere la ricerca più accessibile e a creare un collegamento diretto tra il mondo universitario e il pubblico.
Il risultato finale è stato determinato dalla combinazione del voto della giuria tecnica e di quello del pubblico presente e collegato da remoto. Sul podio della quinta edizione sono saliti Tommaso Raiteri, Giulia Vitiello e Luca Gabutti, insieme agli altri otto finalisti che hanno raccolto la sfida dello Science Slam.
GUARDA LA GALLERY (4 foto)
Alla serata ha partecipato anche il vicepresidente della Provincia di Novara Andrea Crivelli, con delega ai rapporti con l’Università.
«La ricerca ha un valore ancora maggiore quando riesce a uscire dai laboratori e a parlare alle persone. Iniziative come questa mostrano quanto sia importante saper trasformare temi anche molto complessi in conoscenza accessibile, creando un ponte tra Università e cittadini e avvicinando soprattutto i più giovani al mondo della scienza», ha sottolineato Crivelli.