Il caso

Rifiuti e inciviltà al Porto di Marano, degrado senza fine: botta e risposta tra Comune e Parco

Nuovi abbandoni nell'area attrezzata sulle sponde del Ticino. Il Comune interviene per la pulizia e arriva a ipotizzarne la chiusura; l'Ente di gestione spiega: «Il problema non viene ignorato»

Rifiuti e inciviltà al Porto di Marano, degrado senza fine: botta e risposta tra Comune e Parco

Rifiuti abbandonati, interventi di pulizia che rischiano di essere vanificati da nuovi comportamenti incivili e, sullo sfondo, persino l’ipotesi di chiudere l’area. Torna al centro dell’attenzione il degrado al Porto di Marano Ticino, area attrezzata nelle immediate vicinanze del fiume, e sulla situazione si apre anche un botta e risposta tra il Comune di Marano Ticino e l’Ente di gestione delle Aree protette del Ticino e del Lago Maggiore, proprietario del terreno.

Nell’immagine un dettaglio del volantino pubblicato dall’Ente di gestione

Rifiuti e inciviltà al Porto di Marano

A sollevare nuovamente il problema è stato il Comune, che per martedì 18 agosto aveva annunciato l’intervento dei propri operai per raccogliere l’immondizia presente nell’area. L’Amministrazione aveva anche chiesto l’aiuto di eventuali volontari, ma, secondo quanto successivamente comunicato, nessuno si è presentato.

Di fronte al ripetersi degli episodi, il Comune ha quindi prospettato una misura drastica: «A fronte di queste continue situazioni di degrado si prenderà in considerazione la possibilità di chiudere tale area».

Il Parco: «Una criticità diffusa»

Dopo l’avviso del Comune è intervenuto l’Ente di gestione delle Aree protette del Ticino e del Lago Maggiore, che ha ritenuto necessario fornire alcune precisazioni sullo stato e sulla gestione del Porto di Marano.

Il Parco non nega il problema dei rifiuti, ma lo inserisce in un quadro più ampio. «Il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti rappresenta purtroppo una criticità diffusa che interessa molte aree naturali e che viene costantemente monitorata. Gli interventi di pulizia effettuati dal Parco e dagli altri enti coinvolti risultano spesso vanificati da comportamenti incivili che si ripetono nel tempo. Questo non significa che il problema venga ignorato, ma dimostra quanto sia complesso contrastarlo in modo definitivo».

L’Ente sottolinea inoltre che il Porto di Marano è soltanto una delle aree di cui deve occuparsi. Complessivamente gestisce 23 aree protette distribuite nelle province di Novara, Vercelli, Biella e Verbano Cusio Ossola, mentre il solo Parco del Ticino si estende per oltre 6.500 ettari, sui quali devono essere garantite attività di tutela, manutenzione, monitoraggio ambientale e vigilanza.

A questo si aggiunge, viene precisato, la disponibilità di risorse umane limitate e soggette alle normative sul turnover del personale. L’Ente assicura comunque che il territorio viene regolarmente presidiato dagli operatori, dai guardiaparco e dalle Guardie Ecologiche Volontarie.

«Non tutto ciò che viene fatto è visibile»

Un altro punto sul quale il Parco interviene riguarda la percezione delle condizioni e del controllo dell’area.

«È importante ricordare che non tutte le attività svolte dall’Ente sono necessariamente visibili a chi frequenta l’area come semplice fruitore. Molte operazioni di vigilanza, monitoraggio, coordinamento con le Forze dell’Ordine, manutenzione e gestione del territorio avvengono quotidianamente senza avere particolare evidenza pubblica. Per questo motivo la percezione di ciò che accade in una singola giornata non sempre coincide con il complesso delle attività effettivamente svolte».

Come esempio dell’attività di presidio, l’Ente riferisce che recentemente, grazie anche alla collaborazione con le autorità competenti, è stato possibile contribuire all’individuazione e all’arresto di uno spacciatore presente nell’area. Il personale effettuerebbe inoltre periodicamente interventi di manutenzione, pulizia e cura delle alberature e delle piantumazioni.

La giornata di pulizia e il mancato coordinamento

Il Parco afferma inoltre di non essere stato a conoscenza della giornata organizzata dal Comune per il 18 agosto.

L’Ente apre comunque alla collaborazione futura, spiegando che potranno esserci altre occasioni per organizzare iniziative congiunte con il Comune e con i volontari.

Un appello alla collaborazione che viene esteso anche ai cittadini. L’Ente ringrazia le Guardie Ecologiche Volontarie, le Sentinelle della Natura e quanti dedicano tempo alla tutela del territorio, invitando chi vuole partecipare attivamente alla salvaguardia della Valle del Ticino ad aderire al progetto delle Sentinelle della Natura e a continuare a effettuare segnalazioni puntuali e documentate.