Riconoscimenti

Ricerca e cura, l’Ematologia di Novara premia due giovani talenti: “Le nuove terapie nascono dalla ricerca”

Ail Novara Vco ha assegnato due borse di studio ai dottorandi Jana Nabki e Nawar Maher

Ricerca e cura, l’Ematologia di Novara premia due giovani talenti: “Le nuove terapie nascono dalla ricerca”

«Non si può fare buona terapia se non si fa buona ricerca, perché le nuove terapie nascono dalla ricerca». Con queste parole il professor Gianluca Gaidano, direttore della Struttura Complessa a Direzione Universitaria di Ematologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria Maggiore della Carità di Novara, ha sintetizzato il significato della cerimonia che nei giorni scorsi ha visto la consegna di due premi alla ricerca promossi da Ail Novara Vco a favore di altrettanti giovani ricercatori.

Nella foto di apertura da sinistra Gianluca Gaidano, Ornella Vota e Rosalba Barbieri con Jana Nabki; accanto Nawar Maher

Ricerca e cura, l’Ematologia di Novara premia due dottorandi

I riconoscimenti, consistenti in due borse di studio del valore di 1.500 euro ciascuna, sono stati assegnati a Jana Nabki e Nawar Maher, dottorandi del Laboratorio di Ematologia DiMET dell’Università del Piemonte Orientale, per l’impegno, la dedizione e i risultati raggiunti nell’ambito della ricerca ematologica.

A spiegare le motivazioni dell’assegnazione è stato lo stesso professor Gaidano.

«La raccomandazione del donatore, che desidera rimanere anonimo, era stata quella di premiare dei dottorandi impegnati nella ricerca. Il criterio utilizzato dalla nostra commissione è stato quello di scegliere due figure che erano già state selezionate da un ente indipendente come la Società italiana di ematologia sperimentale per presentare i risultati delle proprie ricerche in seduta plenaria durante l’ultimo congresso di marzo a Firenze».

Un riconoscimento che conferma il valore del lavoro svolto dai due giovani studiosi. Nawar Maher, assente alla premiazione perché impegnato in servizio ad Alessandria, è stato inoltre invitato a presentare la propria ricerca anche al Congresso europeo di ematologia svoltosi a Stoccolma.

Un’attività di ricerca sempre più intensa

L’Ematologia novarese continua a distinguersi per una significativa attività scientifica. Come sottolineato da Gaidano, la struttura può contare attualmente su oltre cento studi clinici in corso e numerosi progetti di ricerca di laboratorio.

Un percorso di crescita che, secondo il direttore dell’Ematologia, è stato possibile anche grazie al sostegno costante di Ail Novara Vco.

«I percorsi significativi della vita non si fanno mai da soli e questo vale ancora di più per percorsi complessi come è stato costruire l’Ematologia a Novara. Noi l’abbiamo fatto con Ail, che è stata una compagna di camminata, qualche volta anche di scalata, sempre propositiva, costruttiva e risolutiva».

I risultati di Ail Novara Vco

La consegna delle borse di studio è avvenuta a pochi giorni dalla Giornata nazionale contro le leucemie, celebrata il 21 giugno, offrendo l’occasione per fare il punto sulle attività svolte dall’associazione nel corso del 2025.

La presidente di Ail Novara Vco, Rosalba Barbieri, ha ricordato alcuni dei principali risultati raggiunti: dall’assegnazione del premio Merlo Galbani per la ricerca ematologica a due dottorandi in Scienze e Biotecnologie Mediche, alla donazione di una centrifuga refrigerante per il laboratorio.

A questi si aggiungono le attività di raccolta fondi attraverso la vendita delle uova di Pasqua e delle stelle di Natale, che hanno consentito di raccogliere complessivamente 103 mila euro, oltre all’acquisto di nuovi arredi e divise, alla manutenzione di Casa Ail – struttura che offre ospitalità gratuita a pazienti e familiari – e al servizio di trasporto dei malati, che nei primi mesi del 2025 ha già percorso circa 29 mila chilometri.

Nonostante i numerosi progetti portati avanti dall’associazione, per Barbieri il fulcro dell’attività resta il sostegno alla ricerca scientifica.

«Per noi la cosa più importante è continuare a finanziarla, perché è grazie alla ricerca che le patologie possono, se non guarire, almeno assicurare ai pazienti una qualità di vita migliore».

Un impegno che continua a tradursi in sostegno concreto ai ricercatori e ai pazienti, rafforzando il legame tra il mondo della ricerca, l’ospedale e il territorio di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola.