Si riapre la trattativa sui superminimi alla Radici Chimica, ma la strada verso un accordo resta ancora lunga e i sindacati confermano lo stato di agitazione.
Radici Chimica, si riapre la trattativa sui superminimi
L’incontro di venerdì 28 agosto a Confindustria Novara ha visto confrontarsi per quasi tre ore i rappresentanti dell’azienda, con l’amministratore unico Angelo Rodolfi, le organizzazioni sindacali e le Rsu.
Il confronto ha aperto qualche spiraglio dopo la decisione unilaterale dell’azienda di sospendere i superminimi nelle buste paga di luglio. «Oggi abbiamo fatto un piccolo passo avanti – ha commentato all’uscita Massimo Olivini della Uil – Quello dei superminimi era un problema “politico”, più che economico: se non avessero offerto garanzie immediate su questo, figuriamoci sul resto…».
L’incontro è servito anche a ribadire la centralità del ruolo del sindacato. «Da oggi abbiamo rimesso il puntino dove deve stare: la parte sindacale rappresenta i lavoratori e ogni step di questo piano sociale deve essere discusso con noi prima di presentarlo al Ministero o alla Regione», ha spiegato Cristian Bertuletti della Cgil.
«Quello su cui abbiamo puntato, e lo abbiamo anche fatto mettere a verbale, – ha aggiunto Caterina Viscuso della Cisl – è la necessità, da ora in poi, di un confronto continuo con le Rsu e le organizzazioni sindacali, anche per far sì che ci sia una mappatura delle professionalità, in vista del prospettato ricollocamento interno».
Rodolfi, che all’uscita non ha rilasciato dichiarazioni, ha illustrato le linee guida del piano industriale. Sono previsti 15 ricollocamenti interni, in sostituzione delle posizioni scoperte, e possibili ricollocamenti esterni, per i quali sono già stati avviati contatti con altre aziende del territorio.
Sul fronte dei pensionamenti, l’azienda si è resa disponibile ad attivare uno sportello informativo per i lavoratori. È stata inoltre manifestata la disponibilità a utilizzare incentivi all’esodo, che secondo i sindacati dovranno tenere conto delle singole situazioni personali, anche sotto il profilo anagrafico e contributivo.
Nonostante lo stato di agitazione, i rappresentanti dei lavoratori hanno dato la propria disponibilità a confrontarsi sulla ripresa dell’attività produttiva. «Dobbiamo cercare – ha sottolineato Olivini – di risolvere il problema di tutti, sia di chi è coinvolto nei 140 esuberi, sia di coloro che resteranno. Quello che ci preme è la garanzia della tenuta occupazionale di “Radici”».
A preoccupare è anche l’età dei dipendenti. «Il 50% degli occupati ha tra i 50 e i 60 anni e il 20% ha superato i 60 – ha ricordato Maurizio Nieli, segretario Ugl chimici Novara – Il rischio è quello di creare degli esodati e noi questo non lo possiamo accettare: le tutele devono essere a 360 gradi». Tra gli strumenti indicati figurano la cassa integrazione straordinaria e gli incentivi all’esodo per chi è vicino alla pensione.
Il tema della sicurezza
Resta aperta anche la questione della sicurezza nelle complesse operazioni di smaltimento dell’ammoniaca. «Nella sfera – ha sottolineato Giuseppe Lentini, Ugl – ce ne sono ancora 470 tonnellate: l’autorizzazione della Regione è arrivata e ora si aspettano gli ultimi permessi dei Vigili del Fuoco per iniziare a svuotarla. Ma quello che noi abbiamo ribadito è che purtroppo non abbiamo ancora il personale adatto per poter ripartire, visto fra l’altro che si tratta di un impianto fragile. L’ammoniaca chiaramente andrà svuotata, ma come ancora non si sa».
La scadenza per la presentazione del piano industriale è fissata al 14 settembre. Il prossimo incontro tra le parti si terrà martedì 8 settembre alle 15. In attesa di arrivare «ad un accordo vero, non vuoto», i sindacati mantengono lo stato di agitazione.