Crisi

Radici Chimica, le Rsu a Canelli: «Convochi subito il tavolo di crisi»

I sindacati chiedono ammortizzatori sociali e isopensione per evitare licenziamenti forzati. Assemblee il 26 e 27 agosto, venerdì presidio davanti alla sede di Confindustria

Radici Chimica, le Rsu a Canelli: «Convochi subito il tavolo di crisi»

«Dare immediata attuazione alla mozione approvata, convocando d’urgenza il tavolo di crisi locale». Le Rsu della Radici Chimica tornano a rivolgersi al sindaco di Novara Alessandro Canelli, mentre è atteso per oggi, martedì 25 agosto, il confronto con la Direzione aziendale.

Radici Chimica, le Rsu a Canelli: «Convochi subito il tavolo di crisi»

Dopo la diffida formale inviata all’azienda in seguito al taglio unilaterale degli stipendi di luglio, notificata via Pec anche al Ministero del Lavoro e all’Assessorato regionale al Lavoro, le Rappresentanze sindacali unitarie chiedono ora un intervento diretto dell’Amministrazione comunale.

Le Rsu sollecitano formalmente il sindaco in merito agli impegni assunti dal Comune dopo l’approvazione all’unanimità, da parte del Consiglio comunale, della mozione unitaria a sostegno dei lavoratori.

«A seguito dell’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio comunale della mozione unitaria a sostegno dei lavoratori della Radici Chimica, riteniamo non più rimandabile un’azione concreta e immediata da parte di questa Giunta. La situazione all’interno dello stabilimento è di estrema gravità: l’azienda ha già proceduto allo spegnimento definitivo degli impianti di acido nitrico, adipico e tecnico, strutturando una procedura che dichiara ben 140 esuberi su 287 dipendenti totali», scrivono le Rsu al primo cittadino.

La procedura vincolante prevista dalla legge 234 del 2021, la normativa contro le delocalizzazioni, impone all’azienda di mantenere congelata la situazione e di garantire l’occupazione fino a gennaio 2027.

Secondo le rappresentanze sindacali, «questo arco di tempo non deve essere vissuto come una semplice attesa, ma come lo spazio istituzionale e negoziale obbligatorio per costruire un piano sociale di salvataggio».

La prima tappa è fissata per oggi, martedì 25 agosto, quando la Rsu incontrerà la Direzione aziendale per un tavolo di trattativa. «In quella sede pretenderemo l’attivazione di ammortizzatori sociali conservativi e dello scivolo pensionistico dell’isopensione per i numerosi colleghi a cui mancano pochi anni alla maturazione dei requisiti, in modo da azzerare i licenziamenti forzati. Nei giorni del 26 e 27 agosto, riferiremo l’esito del confronto ai lavoratori riuniti in assemblea sul piazzale della portineria merci dalle ore 13 alle ore 15».

Il calendario proseguirà venerdì 28 agosto. Alle 10 è previsto l’incontro tra organizzazioni sindacali, Rsu e azienda nella sede di Confindustria. In concomitanza con il confronto, i lavoratori promuoveranno un presidio pacifico in corso Cavallotti.

Da qui l’appello rivolto al sindaco: «È fondamentale che il Comune di Novara si ponga alla guida della mediazione, coinvolgendo la Regione Piemonte e il Mimit, per costringere l’azienda a finanziare le tutele sociali e l’isopensione in questo periodo di blocco dei licenziamenti, salvaguardando il patrimonio industriale di Sant’Agabio. La chimica novarese e il futuro di 140 famiglie non possono attendere i tempi della burocrazia».