La vertenza della Radici Chimica di Novara arriva sui tavoli istituzionali nazionali. Martedì 29 settembte la situazione dello stabilimento è stata affrontata sia al Senato, in un incontro con i rappresentanti territoriali, regionali e nazionali di Uiltec e Femca, sia alla Camera, dove sono state audite le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl.
Radici Chimica, la vertenza arriva a Roma
Il senatore novarese Gaetano Nastri ha riferito di aver avuto un colloquio con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, raccogliendo la disponibilità del Mimit a mettere in campo gli strumenti necessari per sostenere una soluzione industriale e occupazionale. Anche il presidente della Commissione Lavoro del Senato, Franco Zaffini, ha assicurato attenzione alla vicenda.
Al centro resta il futuro dello stabilimento novarese e la gestione degli esuberi. Su 288 dipendenti, il piano aziendale ha inizialmente individuato 140 posizioni in esubero, poi scese a 136 dopo quattro dimissioni.
I sindacati chiedono soprattutto chiarezza sul piano industriale, sugli investimenti e sulle produzioni che resteranno attive, con particolare attenzione al futuro della produzione di poliammide 66. Mantengono inoltre lo stato di agitazione e non escludono il ricorso allo sciopero in assenza di risposte sul futuro del sito.
La Regione Piemonte ha confermato la disponibilità a partecipare al tavolo e ad attivare gli strumenti di politica attiva del lavoro per favorire eventuali percorsi di ricollocazione.
Il prossimo incontro al Ministero è previsto per il 13 ottobre. L’obiettivo indicato da Nastri è arrivare al tavolo nazionale entro la fine di ottobre con tutti gli elementi necessari per affrontare la vertenza.
La vicenda completa e tutti gli interventi sono raccontati nell’articolo pubblicato sul Corriere di Novara del 1° ottobre in edicola fino a domenica.