Una storia di famiglia iniziata con Paolo e Benedetta Caldarola e portata avanti oggi da Luca e Luisa.
Pasticceria Caldarola riceve il Premio Massimo Alberini
«Mio padre mi ricordo che diceva sempre: quando devi acquistare un prodotto, una materia prima, non guardare il costo ma la qualità». È nelle parole di Pietro Caldarola che si riassume la filosofia della pasticceria di famiglia, che lunedì pomeriggio ha ricevuto in municipio a Novara il Premio Massimo Alberini, conferito dalla Delegazione di Novara dell’Accademia Italiana della Cucina, Istituzione Culturale della Repubblica Italiana.
A spiegare il significato del riconoscimento è stato Piero Spaini, delegato novarese dell’Accademia, che ha ricordato come il premio sia riservato alle «Attività artigianali e commerciali che con qualità costante offrono al pubblico alimenti di produzione propria, lavorati artigianalmente con ingredienti di qualità eccellente e tecniche rispettose della tradizione, del codice etico e delle norme vigenti».
Una storia di famiglia iniziata nel 1953
La storia della Pasticceria Caldarola comincia con Paolo e Benedetta, nonni degli attuali titolari. Originari di Ruvo di Puglia, emigrarono in Libia, dove gestivano un bar che proponeva anche alcuni prodotti di pasticceria, una passione soprattutto del nonno Paolo.
Dopo l’arrivo a Novara, nel 1953 aprirono un piccolo biscottificio. L’attività si sviluppò poi nella produzione di pasticceria, nel laboratorio storico di via Piave.
Il figlio Pietro raccolse l’eredità del padre Paolo e, insieme alla moglie Rosalba, proseguì la tradizione. Oggi sono Luca e Luisa, due dei figli di Pietro, a portare avanti l’attività di famiglia, che da oltre settant’anni è legata alla città e ai suoi abitanti.
Alla consegna del premio erano presenti anche gli assessori comunali al Commercio, Maria Grazia Stangalini, e alla Cultura, Luca Piantanida, insieme al presidente del Consiglio comunale Edoardo Brustia.
Proprio Piantanida ha sottolineato il valore del riconoscimento per la città, definendo Caldarola non soltanto una pasticceria capace di custodire e rinnovare una tradizione fatta di passione, ricerca e maestria artigianale, ma anche un punto di riferimento per i novaresi e per chi arriva da fuori città.
«Quando parlo di Caldarola, parlo di Novara», ha scritto l’assessore, evidenziando il legame tra l’attività, l’identità cittadina e la capacità del territorio di distinguersi attraverso la qualità e il saper fare.