Comunicato

“Palazzi nuovi ma senza medici”: la CGIL lancia l’allarme sulla sanità di Novara e Vco

Il sindacato denuncia carenze di personale, liste d'attesa e difficoltà nelle Case della Comunità: «Servono assunzioni e più risorse per il Servizio sanitario nazionale»

“Palazzi nuovi ma senza medici”: la CGIL lancia l’allarme sulla sanità di Novara e Vco

«La salute non va in vacanza». È questo il messaggio lanciato dalla CGIL Novara Vco, insieme alla Funzione Pubblica e allo Spi Cgil, che punta il dito contro le criticità del sistema sanitario nei due territori, denunciando carenza di personale, liste d’attesa sempre più lunghe e il rischio che le nuove Case della Comunità restino prive dei servizi necessari.

«Edifici nuovi, ma senza personale»

Secondo il segretario generale della CGIL Novara Vco, Michele Piffero, il problema non è la realizzazione delle nuove strutture, ma la loro effettiva capacità di garantire assistenza ai cittadini.

«Tagliano i nastri, fanno le foto e poi se ne vanno. Dentro quegli edifici nuovi non c’è nessuno che ti visita. Questa è la sanità che ci stanno lasciando: palazzi vuoti e liste d’attesa piene», afferma.

Il sindacato ricorda che nelle province di Novara e del Verbano Cusio Ossola vivono oltre 500 mila cittadini e sostiene che il finanziamento del Servizio sanitario nazionale sia insufficiente. Secondo la Cgil, nel 2025 la spesa sanitaria si è attestata al 6,3% del Pil, una quota ritenuta distante da quella di altri Paesi europei e destinata, secondo il sindacato, a rimanere sostanzialmente invariata nei prossimi anni.

«Mancano circa 500 operatori»

A soffermarsi sulla situazione del personale è il segretario generale della Fp Cgil Novara Vco, Francesco Orlandi, che evidenzia come il nodo principale riguardi la carenza di professionisti.

«Gli edifici ci sono, ma con quali medici saranno aperti? Con quali infermieri? Un edificio non cura, a curare sono le persone che ci lavorano dentro».

Secondo il sindacato, tra Novarese e Vco mancherebbero complessivamente circa 500 operatori sanitari, mentre a livello regionale la carenza sarebbe di circa 10 mila unità.

La situazione, sostiene la Cgil, pesa in modo particolare nel Verbano Cusio Ossola, dove la popolazione è più anziana e gli spostamenti verso i servizi sanitari risultano più difficoltosi. Nel Novarese, invece, il sindacato riferisce di raccogliere quotidianamente le segnalazioni di cittadini costretti ad attendere mesi per visite specialistiche o a rivolgersi al privato.

Le criticità per gli anziani

Tra i temi evidenziati anche quello della non autosufficienza. La segretaria generale dello Spi Cgil Novara Vco, Lilliana Graziobelli, denuncia l’insufficienza dell’assistenza domiciliare e dei posti convenzionati nelle Rsa, oltre al peso economico delle rette, che secondo il sindacato possono arrivare fino a 3.000 euro al mese.

Una situazione che, evidenzia la Cgil, finisce spesso per gravare sulle famiglie e, in particolare, sulle donne impegnate nell’assistenza ai propri cari.

Le richieste alla politica

Nel documento il sindacato avanza cinque richieste ritenute prioritarie:

  • Case della Comunità pienamente operative, con personale, servizi e orari definiti;
  • un piano straordinario di assunzioni nella sanità e nel settore sociosanitario per Novara e Vco;
  • la riduzione delle liste d’attesa e il potenziamento dei servizi specialistici sul territorio;
  • un rafforzamento dell’assistenza domiciliare e rette Rsa più sostenibili;
  • un rifinanziamento del Servizio sanitario nazionale pubblico e universale.

«La salute non è una spesa, ma un diritto sancito dalla Costituzione – conclude la Cgil –. Continueremo a monitorare la situazione e a sollecitare Asl e Regione perché il territorio ha bisogno di risposte concrete, non di annunci».