Sensibilizzazione

Novara, torna “Let’s Talk Together”: oltre 800 studenti e famiglie coinvolti nella riflessione sui disturbi alimentari

Il progetto di Animenta, sostenuto dalle fondazioni Comunità Novarese e De Agostini, si è concluso al teatro Faraggiana con la testimonianza della rapper Giulia Molino

Novara, torna “Let’s Talk Together”: oltre 800 studenti e famiglie coinvolti nella riflessione sui disturbi alimentari

Per il secondo anno, Animenta (non profit che dal 2021 si occupa di disturbi alimentari e salute mentale in tutta Italia) approda a Novara grazie al sostegno di Fondazione Comunità Novarese e Fondazione De Agostini per “sedersi” tra i banchi di scuola al fianco di studentesse e studenti, con il progetto Let’s Talk Together orientato a informare e sensibilizzare sui Disturbi della Nutrizione e Alimentazione (DNA), comunemente noti come Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA).

Novara, torna “Let’s Talk Together”

Il progetto pilota, The Image Dilemma, svoltosi durante l’anno scolastico 2024/25 in tre classi dell’Istituto professionale di Stato “G. Ravizza” di Novara, ha assunto il ruolo di apripista alle attività di quest’anno, riconfermate presso lo stesso istituto e condotte anche in altre due scuole: il Liceo Scientifico Antonelli (con nove classi) e l’Istituto Tecnico Mossotti (con dieci classi). Nel complesso, sono più di 800 (tra studenti, famiglie e docenti) le persone coinvolte quest’anno.

I DCA oggi

Ad oggi, i disturbi alimentari in Italia colpiscono oltre 4 milioni di persone (Fonte Ministero della Salute), senza considerare il sommerso di coloro che non arrivano mai a chiedere aiuto. Si è registrato un incremento del 60% a partire dal 2019, complice probabilmente anche la pandemia. Il 90% dei pazienti sono di sesso femminile, ma si registra un aumento significativo anche nella popolazione maschile (più del 10%).

Risulta essersi abbassata l’età di esordio, per cui ne risultano colpiti anche preadolescenti e bambini tra gli 8 e i 9 anni.

In generale, i disturbi alimentari possono colpire persone di ogni età, genere ed etnia e vanno osservati e compresi anche alla luce del contesto socio-culturale di appartenenza.

In quest’ottica, diventa ottimale l’impegno in un lavoro preventivo che fornisca conoscenze e competenze circa il rapporto con se stessi, il proprio corpo, l’alimentazione ed il mondo digitale, affinché, per i tanti fattori di rischio esistenti rispetto all’insorgenza di queste patologie, si vadano a creare altrettanti fattori di protezione che permettano la promozione della salute e l’intercettazione tempestiva della problematica.

Il progetto e l’evento finale al Faraggiana

Il progetto Let’s Talk Together nasce con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza in materia di educazione alimentare, psicocorporea e digitale, con il fine di prevenire l’insorgenza dei DCA e intercettare precocemente eventuali campanelli d’allarme. Il progetto si è composto di quattro appuntamenti in aula della durata di due ore ciascuno e un appuntamento online, sempre di due ore, rivolto a genitori e personale docente delle scuole coinvolte; tutti condotti da professionisti del settore (Dott.ssa Emanuela Resta, psicologa e psicoterapeuta in formazione; Dott.ssa Francesca Di Bernardo, Dott.ssa in Psicologia Clinica; Chiara Mistretta, Dott.ssa in Scienze Psicosociali della Comunicazione; Dott.ssa Letizia Caimi, biologa nutrizionista).

Al format in aula si è aggiunto l’evento finale Let’s Talk Together – Conoscere e Riconoscere i Disturbi del Comportamento Alimentare, tenutosi lunedì 30 marzo al Teatro Faraggiana di Novara di fronte a 300 studenti delle scuole partecipanti, incentrato su un’attività di sensibilizzazione innovativa che unisce didattica di terza generazione, storie di persone con disturbi alimentari e il contributo ispirezionale di un personaggio pubblico vicino alla causa.

La testimonial

Testimonial scelta per la mattinata è stata Giulia Molino, classe 1998, rapper e cantautrice nata a Torre del Greco (NA).

Dopo diverse esperienze formative, conquista un contratto discografico con l’Isola degli Artisti Academy e supera le selezioni di Amici, arrivando tra i finalisti dell’edizione numero 19. Durante il percorso ad Amici, si distingue grazie a brani inediti come Va tutto bene, che ha superato le 30.000 copie vendute, e Nietzsche. Nel marzo dello stesso anno pubblica il suo primo album, che debutta direttamente nella Top Ten della classifica FIMI degli album più venduti in Italia. La sua carriera subisce un’ulteriore svolta con il Premio Lunezia 2020 per il valore musical-letterario delle sue canzoni. Nel gennaio 2021 lancia il singolo Comm a ll’aria, mentre nell’estate 2023 pubblica il brano Nuun’è Over ed entra a far parte del cast di Mare Fuori il Musical, interpretando il ruolo di Crazy J. Nel 2025 torna con M’annammor ’e me, il suo nuovo inedito, una canzone che celebra l’empowerment femminile e l’importanza di amarsi senza compromessi.

La scelta di Giulia Molino segue la filosofia di Animenta: “si racconta per sensibilizzare”, con la convinzione che le storie abbiano il potere di lasciare un segno. Coinvolgere Giulia Molino ha significato non solo ascoltare un’esperienza, ma avere l’opportunità di riflettere su come, da una difficoltà, anche attraverso l’arte del canto, possa nascere una trasformazione che ispira e che, per molte persone, può diventare cura.

I sostenitori

Fondazione Comunità Novarese e Fondazione De Agostini hanno scelto di rinnovare l’impegno con Animenta e portare, per il secondo anno, il progetto di sensibilizzazione sui Disturbi della Nutrizione e Alimentazione a Novara (con un sostegno di 30.000 euro per quest’anno scolastico), aumentando la platea degli studenti e con la convinzione di affrontare questa tematica particolarmente sentita dai ragazzi con una proposta concreta che coinvolge scuole, studenti e famiglie con metodologia innovativa ed efficace, favorendo strumenti di riconoscimento tempestivo dei sintomi e la creazione di una rete di ascolto e supporto ai giovani.

“Sostenere per il secondo anno Let’s Talk Together – commenta il presidente di Fondazione Comunità Novarese, Prof. Davide Maggi – significa confermare un impegno concreto verso il benessere delle nostre comunità educative. I Disturbi della Nutrizione e Alimentazione sono in crescita e, come Fondazione, riteniamo fondamentale agire in modo preventivo, offrendo agli studenti strumenti per comprendere se stessi e chiedere aiuto quando necessario. Questo progetto porta nelle scuole un linguaggio vicino ai ragazzi e una metodologia innovativa, capace di attivare consapevolezza e relazioni positive. Crediamo che creare alleanze tra famiglie, docenti e professionisti sia la strada più efficace per proteggere i più giovani e favorire un ambiente in cui nessuno si senta solo.”

“Siamo orgogliosi – dichiara Marcella Drago, Segretario Generale di Fondazione De Agostini – di sostenere per il secondo anno consecutivo Let’s Talk Together di Animenta, perché i risultati dell’edizione precedente ci hanno confermato quanto sia preziosa e necessaria questa iniziativa di sensibilizzazione verso le giovani generazioni. Fondazione De Agostini fonda la sua missione sull’importanza di ascoltare i bisogni dei giovani, per accompagnarli in un percorso di crescita che coinvolge anche la dimensione emotiva e relazionale. I DCA colpiscono sempre più precocemente: investire in prevenzione direttamente nelle scuole è fondamentale.”

“Portare a Novara – aggiunge Laura Montanari, vicepresidente di Animenta e psicologa – per il secondo anno il progetto Let’s Talk Together è un grande traguardo nell’ottica della continuità. Quest’anno il numero dei beneficiari è più che triplicato, e molti studenti hanno chiesto aiuto o capito come supportare un compagno in difficoltà. Il messaggio è chiaro: continuate a fare ciò che fate, perché ce n’è bisogno.”

L’impatto del progetto

Dai questionari finali raccolti tra gli studenti, è emersa la valutazione positiva della possibilità di riflettere su temi spesso poco affrontati in uno spazio percepito come accogliente e non giudicante. Il progetto ha favorito maggiore consapevolezza personale e relazionale, stimolando riflessioni sul rapporto con se stessi, gli altri e i contenuti veicolati dai social. L’approccio interattivo-creativo e il lavoro di gruppo sono stati considerati coinvolgenti e utili per favorire il confronto e la partecipazione attiva.

Alcuni feedback dall’istituto Mossotti

Hameda, 2C AFM:

Ho trovato il progetto un’esperienza molto utile e diversa dal solito. Invece di farci la solita lezione medica, gli esperti si sono concentrati su quello che proviamo davvero: l’ansia di essere perfetti e la pressione che sentiamo ogni giorno, anche a causa dei social. Mi ha colpito il fatto che non si sia parlato solo di cibo, ma di salute mentale. Ho capito che questi disturbi non sono un capriccio, ma un segnale di un malessere più profondo che spesso non sappiamo come esprimere. Credo che incontri come questo siano fondamentali a scuola. Mi hanno aiutato a guardare con occhi diversi il rapporto con il mio corpo e a capire che chiedere aiuto, o darlo a un amico, è un segno di forza e non di debolezza”.

Ivan, 2A AFM:

“Onestamente, all’inizio pensavo fosse la solita lezione noiosa sul ‘mangiate bene e fate sport”, ma partecipando mi sono reso conto che i Disturbi del Comportamento Alimentare sono tutta un’altra storia.
Non è che uno decide di non mangiare perché vuole fare il modello o perché è fissato: c’è sotto un casino assurdo che spesso nemmeno immaginiamo. Questo progetto mi ha fatto aprire un po’ gli occhi. Ho capito che se un amico inizia a comportarsi in modo strano col cibo o si isola, non devo girarmi dall’altra parte. La cosa più importante che ci hanno insegnato è che chiedere aiuto non è brutto, anzi, è l’unico modo per uscirne prima di farsi troppo male”.

Sofia 2A, AFM:

“Sinceramente, mi ha aiutato a capire che questi problemi non riguardano solo l’aspetto fisico o la dieta, ma nascono da un malessere più profondo. Mi ha colpito scoprire come queste situazioni possano cambiare la vita di un ragazzo e quanto sia importante parlarne apertamente per non sentirsi soli. Ho trovato l'incontro molto utile perché ora so a quali segnali fare attenzione; penso che fare questi progetti a scuola sia importante per imparare a rispettare di più noi stessi e gli altri”.