Novara perde uno dei suoi protagonisti della fotografia. Michele Ghigo, scomparso all’età di 95 anni, è stato una figura di riferimento per generazioni di appassionati, capace di affiancare alla propria attività professionale nel settore farmaceutico un impegno di respiro nazionale e internazionale nella promozione della cultura fotografica.
Novara piange Michele Ghigo, maestro di fotografia
Torinese di origini, Ghigo si era avvicinato alla fotografia nel 1948, durante un pellegrinaggio degli Scout ad Assisi e Roma. Colpito dalla passione con cui gli altri partecipanti documentavano l’esperienza, al ritorno decise di approfondire quella tecnica. Il padre gli permise di utilizzare la sua Kine Exakta, una macchina fotografica che avrebbe accompagnato i primi passi di un percorso destinato a diventare molto più di un semplice hobby.
Dopo le prime pubblicazioni sulle riviste Le vie d’Italia del Touring Club Italiano e Fenarete della Hoepli, Ghigo si dedicò anche alla macrofotografia, collaborando con l’editoria e realizzando immagini per i testi scolastici. Proprio attraverso la fotografia maturò il legame con la Società Fotografica Novarese, realtà fondata nel 1939 alla quale aveva già appartenuto il padre.
Ghigo contribuì alla ripresa delle attività dell’associazione, diventandone presidente nel 1962 e nel 1963 e tornando alla guida dal 1989 al 1997. Successivamente ne assunse la presidenza onoraria. Durante il suo percorso la Società Fotografica Novarese promosse concorsi e mostre con autori di rilievo, da Franco Fontana a Odette Bretscher, fino a Ferdinando Scianna. Tra gli appuntamenti più significativi figura il Congresso nazionale FIAF organizzato a Verbania nel 1969, che portò sul territorio un importante confronto tra diverse sensibilità fotografiche.
Il suo contributo più ampio si sviluppò però all’interno della Federazione italiana associazioni fotografiche (FIAF). Dopo aver ricoperto l’incarico di segretario dal 1968 al 1972, ne diventò presidente, ruolo mantenuto fino al 1993, per poi essere nominato presidente onorario. Nel 1976 fu inoltre eletto segretario generale della Federazione internazionale dell’arte fotografica (FIAP), diventandone vicepresidente l’anno successivo.
Ghigo lavorò alla riorganizzazione dell’archivio fotografico della FIAF, contribuendo a rendere più efficace la raccolta e la catalogazione delle immagini. Promosse inoltre l’Annuario statistico, nel 1970, e fondò nel 1975 la rivista Il Fotoamatore, successivamente diventata FOTOIT. Un impegno che affiancava alla dimensione organizzativa la convinzione che le fotografie fossero un patrimonio da conservare e valorizzare.
La sua carriera fu accompagnata da importanti riconoscimenti internazionali. Nel 1963 ottenne il titolo AFIAP, nel 1968 quello di EFIAP e nel 1972 la distinzione Hon.EFIAP, all’epoca riservata a un numero molto ristretto di personalità a livello mondiale. Nel 1994 gli venne assegnato anche il Seminatore FIAP.
Accanto agli incarichi federali, Ghigo non smise mai di fotografare. Tra i lavori ricordati figura il reportage dedicato alle mondine, realizzato insieme a Carlo Gaudenzio Perotti, testimonianza di un mondo del lavoro destinato a cambiare profondamente. Le sue fotografie in bianco e nero sono state esposte in Italia e all’estero, con importanti retrospettive anche a Novara. Nel 2013, nel salone d’onore di Palazzo Natta, le sue immagini furono presentate accanto ai dipinti della figlia Giulia (nella foto sotto), in un dialogo tra fotografia e pittura che idealmente metteva in relazione generazioni diverse.
Ghigo aveva una visione precisa del ruolo del fotografo: documentare il proprio tempo attraverso immagini capaci di raccontare, rispettando la composizione e l’autenticità della scena. Guardava con preoccupazione all’eccessivo ricorso alla postproduzione, che a suo giudizio rischiava di alterare la natura stessa della fotografia e la sua capacità di testimoniare la realtà.
Il suo percorso viene ricordato anche dalla FIAF, che lo definisce «un grande maestro», una guida per chi lo ha conosciuto e per quanti ne hanno seguito le orme. Nel messaggio di cordoglio la Federazione sottolinea il suo impegno per l’archivio, l’Annuario e la rivista Il Fotoamatore, ricordando una passione che lo ha accompagnato per tutta la vita.
Alla moglie Graziella e alle figlie Paola e Giulia si stringono la FIAF, la Società Fotografica Novarese e quanti hanno condiviso con lui un percorso umano e professionale lungo decenni.
