Un bar aziendale che diventa occasione concreta di inclusione e crescita professionale per persone autistiche. È l’obiettivo di Caffè AUTentico, il progetto avviato negli spazi di Novamont a Novara grazie alla collaborazione con ANGSA Novara Vercelli, l’Associazione per l’Autismo Enrico Micheli e la Cooperativa Gerico, partner attraverso il progetto “L’Orto in Cucina”, che integra ristorazione, housing sociale e agricoltura sostenibile.
Novara, nasce “Caffè AUTentico”
Dietro al bancone c’è una squadra con competenze diverse e complementari: Andrea si considera l’esperto di caffè, altri sono diventati veri maestri nella preparazione dei cappuccini, mentre qualcuno si occupa di focacce e brioche che riscuotono particolare successo tra i clienti. Tutti condividono lo stesso obiettivo: rendere più piacevoli le pause delle centinaia di persone che ogni giorno lavorano nella sede novarese di Novamont, società del gruppo Versalis (Eni) tra i leader nella produzione di biopolimeri e bioprodotti.
L’iniziativa coinvolge sei persone autistiche tra i 18 e i 40 anni in un percorso di formazione e inserimento lavorativo all’interno del bar aziendale frequentato quotidianamente dai dipendenti dell’azienda. Il progetto nasce per creare opportunità reali per persone che ancora oggi risultano fortemente penalizzate nell’accesso al mondo del lavoro.
A renderlo possibile è il progetto “Autismo al Lavoro”, inserito nel programma Interreg Italia-Svizzera 2021-2027 e cofinanziato dall’Unione Europea. I dati evidenziano infatti una situazione ancora complessa: in Europa il tasso di occupazione delle persone autistiche resta inferiore al 10%, mentre in Italia si attesta intorno al 20%. Da qui la scelta di costruire un contesto protetto ma autentico, capace di coniugare formazione, autonomia e partecipazione attiva.
«L’inclusione lavorativa delle persone con disturbo dello spettro autistico rappresenta oggi una delle principali sfide sociali e sanitarie nei contesti occidentali – spiega Priscila Beyersdorf Pasino, presidente di ANGSA Novara Vercelli –. Nonostante molte persone autistiche possiedano competenze cognitive e operative significative, i dati evidenziano una forte sottorappresentazione nel mercato del lavoro. Il progetto di Caffè AUTentico favorisce l’inclusione lavorativa, sviluppa autonomia e competenze, migliora la qualità della vita e favorisce la partecipazione sociale. I primi risultati confermano l’efficacia del modello, con un aumento delle capacità operative, relazionali e dell’autostima dei ragazzi coinvolti».
Un percorso graduale e personalizzato
Il bar si inserisce all’interno di un ambiente aziendale strutturato e accogliente, considerato ideale per favorire l’apprendimento e lo sviluppo delle competenze. I partecipanti sono affiancati da tutor professionali e terapisti in un percorso graduale e personalizzato che consente loro di acquisire competenze operative e relazionali in un contesto reale, ma allo stesso tempo protetto.
Fondamentale è anche il lavoro svolto all’interno dell’azienda. I dipendenti Novamont hanno infatti partecipato a momenti di formazione specifici per imparare a interagire in modo più consapevole e contribuire alla costruzione di un ambiente di lavoro inclusivo e collaborativo.
«Il Caffè Sociale AUTentico – afferma Giulia Gregori, responsabile Systemic PMO, comunicazione e collegamento relazioni istituzionali di Novamont – non è solo un bar aziendale, ma un vero e proprio percorso verso l’inclusione e la valorizzazione di tutte le diversità, in dialogo con le comunità locali. Con Caffè AUT abbiamo voluto creare uno spazio per le persone Novamont che rendesse concreta la nostra visione di bioeconomia circolare, responsabilità sociale e collaborazione».
Gregori sottolinea inoltre come il progetto rappresenti qualcosa di più di una semplice esperienza lavorativa: «Un luogo capace di offrire ai ragazzi e alle ragazze nello spettro autistico un contesto protetto e strutturato, in cui sperimentarsi, valorizzare le proprie competenze e sviluppare capacità relazionali e operative».
A garantire il corretto sviluppo dell’iniziativa è anche la supervisione clinica dell’Associazione Enrico Micheli, che assicura un monitoraggio costante dei progressi e del benessere dei partecipanti.
Un modello che punta a essere replicabile
Caffè AUTentico si propone come un esempio concreto e replicabile di inclusione lavorativa, dimostrando come un approccio diverso al lavoro possa generare benefici non soltanto per le persone coinvolte direttamente nel progetto, ma per l’intera comunità.
L’esperienza novarese mostra infatti come la collaborazione tra aziende, associazioni, cooperative sociali e famiglie possa trasformarsi in un’opportunità reale di autonomia e crescita personale. Un percorso che unisce formazione, occupazione e partecipazione sociale, offrendo alle persone autistiche la possibilità di mettere in pratica le proprie capacità in un contesto professionale autentico e riconosciuto.
